Petrolio, domanda globale verso il peggior calo dal Covid: l’allarme dell’IEA
L’Agenzia internazionale per l’energia ha previsto che la domanda mondiale di petrolio subirà il calo più drastico dai tempi della pandemia di Covid-19, poiché la grave interruzione delle forniture petrolifere globali causata dalla guerra in Iran provocherà una massiccia “distruzione della domanda” a causa della scarsità e dei prezzi elevati.
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Fatti salienti
- Nel suo rapporto mensile sul mercato petrolifero, l’agenzia ha previsto che la domanda di petrolio diminuirà di 80mila barili al giorno (bpd) quest’anno, rispetto alla sua precedente previsione di un aumento di 640mila bpd.
- L’agenzia ha affermato che finora i tagli più consistenti nel consumo di petrolio sono stati registrati in Medio Oriente e nella regione Asia-Pacifico, “principalmente per nafta, GPL e carburante per aerei”.
- Tuttavia, questa “distruzione della domanda” dovrebbe diffondersi ampiamente poiché “la scarsità e i prezzi più elevati persistono”.
- L’agenzia ha ribadito che l’attuale interruzione dell’approvvigionamento petrolifero, causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz nel contesto della guerra con l’Iran, rappresenta la “più grave interruzione della storia”.
- L’agenzia ha inoltre previsto che nel 2026 la produzione mondiale di petrolio diminuirà di 1,5 milioni di bpd rispetto all’anno scorso, ribaltando la sua precedente previsione di un aumento di 1,1 milioni di bpd.
Digressione
Il conflitto in corso e il blocco dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita il 20% delle forniture mondiali di petrolio, hanno provocato una forte volatilità nel mercato dei futures sul greggio.
Ciononostante, i futures sul Brent, benchmark globale, sono rimasti al di sotto dei 120 dollari al barile, oscillando per lo più intorno ai 100 dollari. Il rapporto dell’IEA, tuttavia, rileva che i prezzi spot del greggio – ovvero i prezzi a cui vengono scambiati i barili di petrolio fisici nel mondo reale – sono stati significativamente più alti.
Il rapporto menziona prezzi fisici del greggio che raggiungono i 150 dollari al barile, a testimonianza della grave carenza. L’agenzia ha osservato: “Con i paesi importatori di petrolio che si affannano a reperire barili sostitutivi da un bacino di approvvigionamento sempre più ridotto”.
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Cosa tenere d’occhio
Il rapporto rileva che le prospettive di un cessate il fuoco permanente rimangono al momento poco chiare e le sue proiezioni ipotizzano la ripresa delle regolari forniture di petrolio e gas dal Medio Oriente entro la metà dell’anno, ma a livelli inferiori a quelli pre-conflitto.
Tuttavia, l’IEA aggiunge: “Riconosciamo che questo scenario potrebbe rivelarsi troppo ottimistico, considerando l’alto grado di incertezza su come la situazione potrebbe evolversi”.
L’articolo Petrolio, domanda globale verso il peggior calo dal Covid: l’allarme dell’IEA è tratto da Forbes Italia.
