The Genesis of Impact: Arox presenta Ax-Hp e ridefinisce i confini del silicio italiano
C’è un momento preciso in cui una visione smette di essere tale e diventa tecnologia. Arox lo ha chiamato “The Genesis of Impact”, e lo ha celebrato il 27 marzo 2026 nello Spazio Gessi a Milano, davanti a un pubblico di partner, clienti e osservatori del settore. Nella stessa cornice nel 2025 Davide Toschi, ceo di Arox, aveva presentato Ax-E0: il primo microcontrollore sviluppato interamente in Italia, progettato per consumare dieci volte meno energia rispetto ai competitor diretti nell’Internet of Things.
Tuttavia, la serata non era dedicata al passato, ma al futuro, come ha ricordato Giorgio Mattei, presidente di Arox, aprendo la serata: in dodici mesi Ax-E0 è diventato il cuore di progetti reali, sviluppati con partner che hanno scelto quella architettura non per curiosità, ma per necessità. È così che durante l’evento è stato presentato il nuovo microcontrollore Ax-Hp: l’evoluzione di Ax-E0, progettato per offrire prestazioni superiori senza compromettere il controllo sull’efficienza energetica.
Nuova architettura, stesso principio
Al centro del nuovo microcontrollore Ax-Hp troviamo Dante, l’evoluzione dell’architettura Leonardo su cui era basato Ax-E0. La filosofia rimane invariata: attivare solo il minimo circuito necessario per eseguire una determinata istruzione. Dante porta la metodologia di design di Arox ad un livello computazionale successivo dimostrando la sua efficienza anche su sistemi molto più complessi. Tradotto: alte prestazioni mantenendo consumi ridotti sino a dieci volte rispetto ad i competitor nello stesso segmento di mercato.
La nascita dell’Embedded Learning
La novità più rilevante di Ax-Hp non è però solo nel processore. È anche quello che ci vive accanto. Toschi ha dedicato la parte centrale del suo intervento ad illustrare l’Embedded Learning, una nuova linea di ricerca che Arox svilupperà negli anni e che oggi ha trovato la sua espressione in Celere, il primo acceleratore integrato direttamente on-chip. La premessa è radicale: i modelli di machine learning convenzionali, per quanto ottimizzati, restano costosi in termini di memoria e consumo energetico quando vengono portati su sistemi embedded. Arox ha scelto di non ottimizzare i modelli esistenti, ma di ripensare l’unità fondamentale da cui partono: il neurone.
Il risultato si chiama Neurone Adattivo. Invece di eseguire separatamente moltiplicazioni, somme e funzioni non lineari, come avviene nell’implementazione classica, il neurone adattivo incorpora il proprio comportamento direttamente nella struttura circuitale. Non ricalcola ogni volta. Contiene già la risposta. La non linearità non viene applicata: è intrinseca al modo in cui il circuito è costruito.
I benchmark effettuati su MlPerf, lo standard industriale di riferimento per i sistemi embedded, mostrano risultati che mantengono la stessa accuratezza dei modelli tradizionali con una memoria occupata drasticamente inferiore. A completare il quadro percettivo di Ax-Hp è Rivela, un processore visivo che lavora direttamente sul flusso video in ingresso prima ancora che i dati vengano scritti in memoria consentendo di ridurre sensibilmente il tempo di elaborazione di Celere.
Sviluppare senza costruire
La seconda metà della presentazione ha riguardato Arox Studio, l’ambiente di sviluppo software che Toschi considera il punto di ingresso all’intero ecosistema. Due nuove funzionalità ne ridefiniscono la portata. Deep Source è uno strumento di analisi statica del codice che mostra in tempo reale come ogni nuova istruzione influenza le metriche chiave del microcontrollore: Ram, memoria programma, colpi di clock. Lo sviluppatore può salvare versioni successive del progetto, confrontarle automaticamente e, grazie all’introduzione del Control Flow Graph, stimare l’impatto reale delle istruzioni in funzione della loro frequenza di esecuzione in scenari operativi concreti.
Deep System estende il concetto del Deep Source: è un emulatore completo di sistema elettronico integrato in Arox Studio. Lo sviluppatore può costruire virtualmente l’intero sistema, collegando il modello del microcontrollore a sensori, attuatori e regolatori mappati dal team Arox, e simularne il comportamento con dati reali o generati. Il motore di emulazione stima consumo energetico, latenza e utilizzo di memoria con una precisione fino al 90%. Nessun prototipo fisico. Nessun sensore in attesa di consegna. Nessun duplicato di hardware per ogni sviluppatore del team.
L’armonia del silicio
Arox è una società di quaranta persone, fondata nel 2022 da un ingegnere under 30 con investitori esclusivamente italiani. Progetta in Italia. Produce a Taiwan. E sta costruendo, metodicamente, qualcosa che raramente l’ecosistema italiano del deep tech riesce a produrre: un’identità tecnica riconoscibile, con benchmark verificabili, in un settore dominato da giganti.
“Arte di silicio”, ha detto Toschi alla fine. Non era una metafora decorativa. Era la descrizione più precisa di ciò che Arox sta facendo: far incontrare design, materia e visione.
Le interviste ai protagonisti:
L’articolo The Genesis of Impact: Arox presenta Ax-Hp e ridefinisce i confini del silicio italiano è tratto da Forbes Italia.




