Openjobmetis, 25 anni tra crescita e lavoro: la sfida della qualità occupazionale

Condividi

OPENJOBMETICS – INSIGHTS | PAID PROGRAM

Contenuto tratto dal numero di aprile 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Secondo dati Istat, a dicembre gli occupati in Italia sono aumentati di oltre 60mila unità rispetto all’anno precedente. Un dato positivo, che però apre interrogativi sulla qualità dei contratti, sulla stabilità e sulle competenze richieste dalle imprese. È in questo perimetro che si muovono le agenzie per il lavoro: un comparto che nel 2024 ha generato un giro d’affari di 15 miliardi di euro, di cui 9,5 miliardi imponibili e circa 3 miliardi di gettito per l’Inps. Un mondo dove Openjobmetis si muove da 25 anni.

L’intuizione fu di Rosario Rasizza all’inizio degli anni Duemila, quando il mercato del lavoro italiano cambiava pelle e il settore delle agenzie per il lavoro era ancora in cerca di identità. Rasizza, insieme ai soci e cofondatori, scommise su quel campo, raccogliendo il consenso e le risorse di un gruppo di investitori. L’allora Openjob, di cui Rasizza è tuttora amministratore delegato, aprì a Varese. Nel 2011 l’unione con Metis segnò il salto dimensionale che diede vita a Openjobmetis. Fu l’evoluzione verso un grande player nazionale, ancora più capace di competere in un mercato sempre più affollato.

Oggi il gruppo ha oltre 160 filiali in Italia, più di 850 dipendenti diretti e circa novemila aziende clienti ed è passato da una quotazione in Borsa dal 2015 al 2024. “Andare in Borsa è stato un atto di trasparenza e responsabilità”, dice Rasizza. “Significava dire al mercato: noi ci siamo, crediamo in quello che facciamo”. La prima sede amministrativa di Gallarate è ancora lì: “Non abbiamo mai pensato di cambiare identità per crescere. Le radici sono un valore aggiunto, non un limite”.

In 25 anni nel mondo del lavoro italiano sono cambiati i modelli organizzativi e le aspettative delle persone. È arrivata la digitalizzazione, poi l’intelligenza artificiale. Sono cambiate le competenze richieste. Ed è cambiato lo sguardo delle nuove generazioni, per le quali il lavoro è anche equilibrio e benessere. Openjobmetis ha attraversato questi processi investendo in formazione – oltre 15 milioni di euro nel 2025 – e costruendo relazioni con le imprese dei territori. “La tecnologia evolve, ma il lavoro resta fatto di persone”, dice Rasizza. Una linea coerente con lo stile dell’azienda, che si rinnova, ma mantiene un presidio umano forte, capace di ascoltare aziende e candidati.

Anche nel rapporto con la scuola, attraverso il format Futurando, pensato per avvicinare studenti e imprese e orientare alle professioni più richieste. La sfida, oggi, è creare non solo occupazione, ma buona occupazione. “Modelli privi di tutele non sono sostenibili”, afferma Rasizza. “La flessibilità deve andare di pari passo con contratti applicati correttamente”. Una visione che tiene insieme competitività e responsabilità e che Rasizza porta avanti anche come presidente di Assosomm, l’Associazione italiana delle agenzie per il lavoro, in un dialogo con istituzioni, sindacati e pubblica opinione. In questa prospettiva si inserisce anche l’attenzione all’inclusione lavorativa, per esempio nei confronti dei rifugiati, che è valsa il premio Working for Refugee Integration promosso dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

L’ingresso del 2024 nella società francese Groupe Crit, tra i leader europei nella somministrazione di lavoro, ha aperto una nuova fase. Più dimensione internazionale, più capacità di investimento, ma senza perdere l’identità. “Essere parte di un grande player europeo significa rafforzarci, non snaturarci”, dice l’ad. La guida resta italiana, il radicamento territoriale pure. “Il successo non è crescere e basta. È creare valore per le persone ogni giorno”.

L’articolo Openjobmetis, 25 anni tra crescita e lavoro: la sfida della qualità occupazionale è tratto da Forbes Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *