Dalla nuova generazione dello Yacht Design emerge una Sardegna che non ti aspetti
È una Sardegna che non ti aspetti quella che è emersa dai dibattitti della Fiera Nautica di Gallura svoltasi a Porto Rotondo. Si arriva nell’Isola e ci si aspetta il mare, l’entroterra, i nuraghi, il cibo. E invece si trovano tante iniziative imprenditoriali, tanti giovani, tanta cultura, l’Università a disposizione delle aziende e le aziende che collaborano con le Università. Ma soprattutto tanta voglia di fare squadra. La Sardegna che merge dalla Fiera Nautica di Gallura è una Sardegna che difende le sue tradizioni e il suo territorio ma è straordinariamente proiettata verso il futuro, un futuro di condivisione e di sviluppo, con una visione, anche da parte delle istituzioni, che lascia speranza a chi vive nell’Isola e dà fiducia a chi vuole tornarci.
Tutto questo si è capito e dimostrato con i due dibattiti gestiti da Forbes Italia alla Fiera Nautica.
La nuova generazione dello yacht desing internazionale in Sardegna
Il primo era intitolato “La nuova generazione dello yacht desing internazionale in Sardegna”.
Esiste una generazione di progettisti, imprenditori e manager che non ha ereditato il mondo della nautica di lusso, ma lo ha scelto — con consapevolezza, talento e a volte coraggio con una buona dose di incoscienza. Sono under 35, vengono da esperienze formative internazionali, e hanno in comune la capacità di guardare al mare con occhi diversi: non come uno spazio di consumo del lusso tradizionale, ma come un laboratorio dove design, tecnologia, sostenibilità e imprenditorialità si intrecciano in modi nuovi. Il panel che Forbes Italia porta oggi in Sardegna raccoglie alcune di queste voci. C’è chi ha firmato un concept premiato dalla giuria internazionale del concorso più prestigioso del settore mettendo la ricerca energetica al centro di ogni scelta formale; chi ha costruito la propria voce creativa dentro uno studio di famiglia, trasformandola in un linguaggio riconoscibile su scala globale; chi ha rivoluzionato la logica del prodotto nautico partendo da un problema vissuto in barca, costruendo un brand distribuito in quasi cento paesi; chi, dall’interno di uno dei cantieri più iconici d’Italia, lavora ogni giorno per evolvere modelli che hanno ridefinito il concetto di performance in mare; e chi, da una piccola realtà imprenditoriale sarda che opera tra charter, vendita e gestione armatoriale, sta costruendo un modello di servizio capace di valorizzare la straordinaria posizione della Sardegna nel panorama internazionale dello yachting. La domanda che attraversa tutto il panel è una sola: cosa significa essere giovani e protagonisti in un settore che ha radici lunghe, clientela esigente e barriere all’ingresso altissime? E cosa può imparare — e dare — la Sardegna a questa nuova generazione della nautica mondiale?
Al dibattito, condotto dal direttore di Forbes Italia, Alessandro Mauro Rossi, hanno partecipato: Andreas Kamaris, Founder, Kamaris Design; Stefano Vafiadis, Designer, Studio Vafiadis; Lorenzo Biancalana Product Improvement Coordinator di Mangusta Yachts; Davide Manca, ceo di Adara Yachts; Luca Barattolo, desingner di esterni di Nauta; Fabio Peduzzi, Yacht Designer, Finalista Young Designer of the Year 2025.
Innovazione tecnologica e finanza innovativa per il futuro industriale della Sardegna
Il secondo dibattito Organizzato da Forbes Italia alla Fiera Nautica della Gallura e intitolato “Innovazione tecnologica e finanza innovativa per il futuro industriale della Sardegna”, è stato il proseguimento ideale del primo. Dopo le idee e le esperienze dei giovani è toccato a istituzioni finanziarie, venture capital, aziende tecnologiche consolidate dare sostanza e sostegno a quelle che possono essere le linee guida di sviluppo e di investimento per la Sardegna.
La Sardegna ha un paradosso: è uno dei luoghi più desiderati al mondo dal punto di vista della nautica di lusso — con oltre 3 mila super yacht unici che solcano le sue acque ogni estate, pari a circa la metà dell’intera flotta mediterranea — eppure il suo tessuto industriale fatica ancora a trasformare questa rendita di posizione in un vantaggio competitivo strutturale, fatto di imprese innovative, tecnologie avanzate, capitali e talenti radicati sul territorio. Questo panel riunisce protagonisti che, da angolazioni diverse, stanno lavorando per colmarlo. C’è chi ha costruito un laboratorio di robotica avanzata con l’ambizione di portare l’autonomia marittima nei mari europei. C’è chi, dall’Università di Sassari, coordina il nodo sardo del principale competence center italiano per la robotica. C’è chi ha dimostrato che si può fare innovazione e impresa di successo globale partendo da un problema concreto vissuto in barca. C’è chi, nell’ambito di un ecosistema PNRR, lavora per sbloccare accesso al credito e finanza alternativa per le imprese innovative sarde. C’è chi studia da decenni il rapporto tra finanza e impresa e sta costruendo strumenti digitali per rendere questo dialogo più trasparente. C’è chi guida le istituzioni che vogliono fare di Olbia un hub della blue economy nel Mediterraneo. E c’è chi, partendo dagli scarti del sughero gallurese, ha costruito un biomateriale premiato da LVMH e aperto una via nuova all’innovazione dei materiali Made in Sardegna.
E infatti al dibattito, condotto dal direttore di Forbes Italia, Alessandro Mauro Rossi, hanno partecipato: Luciano Belviso, co-founder & ceo di Mirai Robotics; Antonio Usai, coordinatore Macronodo Artes 4.0, Università di Sassari; Giuseppe Scotto D’Antuono, ceo & co-founder, Easy Sea; Paola Del Fabbro, project manager Spoke 4, Fondo Spoke4fin & R.I.S.E., Ecosistema e.INS (Pnrr); Riccardo De Lisa, professore ordinario UniCA, referente piattaforma R.I.S.E., Progetto PNRR e.INS; Aldo Carta, presidente UniOlbia, direttore generale CIPNES Gallura; Fabio Molinas, fondatore & designer di Lèbiu; Simone Valorani, head of strategy & operations, Scientifica Venture Capital.
Le interviste ai protagonisti:
L’articolo Dalla nuova generazione dello Yacht Design emerge una Sardegna che non ti aspetti è tratto da Forbes Italia.
