Se lavora l’algoritmo (AI), chi potrà pagare il welfare? Il Fisco?
Se nel mondo del lavoro l’utilizzo dell’AI modifica il rapporto tra lavoro e valore prodotto, come finanzieremo il welfare? Bill Gates ha dato a questo interrogativo una risposta provocatoria: tassare i robot e i token, le unità in cui i modelli di AI contano le informazioni che elaborano. In Italia le imposte su robot o token potrebbero orientare le imprese verso la sostituzione del lavoro umano con l’algoritmo? Non dimentichiamoci che è sempre necessario confrontare l’adozione dell’AI con il fabbisogno di tutele, distinguendo gli effetti della tecnologia da quelli del ciclo economico, della demografia e di altre innovazioni. Solo allora si potrà capire se una minore incidenza del lavoro sul valore prodotto corrisponda a una perdita effettiva di entrate o sia compensata da nuovi redditi e consumi. Se lavora l’algoritmo, il welfare non deve gravare soltanto su chi continua a porre al centro l’uomo. Il Fisco non potrà, dunque, limitarsi a colpire indiscriminatamente i redditi prodotti dai robot: dovrà assicurare che il valore generato anche grazie all’AI contribuisca al finanziamento delle tutele comuni.
