Ray Dalio lancia l’allarme sulla bolla IA: il debito delle Big Tech rischia di farla scoppiare

Condividi

Di PNA

L’investitore miliardario Ray Dalio è tornato a lanciare un avvertimento sulla bolla IA, sottolineando che il mercato si sta avvicinando a un “punto di rottura”. Intervenendo alla Forbes Global Ceo Conference di Singapore, il fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates ha definito l’intelligenza artificiale una “classica bolla”, dopo gli alert già lanciati a partire da gennaio di quest’anno quando, per la prima volta, aveva affermato che il boom dell’AI era entrato “nelle fasi iniziali di una bolla”.

La ragione citata era stata l’ondata sfrenata di investimenti sulle azioni tecnologiche che, a suo avviso, stava rispecchiando la dinamica di altre manie che hanno fatto la storia dei mercati finanziari.

Dopo altri attenti sui titoli IA arrivati nei mesi di giugno e di settembre, oggi Dalio ha rincarato la dose, affermando che l’esplosione della bolla IA è ormai imminente. Motivo: la mole massiccia di debiti che le società che stanno scommettendo sull’intelligenza artificiale stanno accumulando, bussando alla porta del mercato obbligazionario, ovvero emettendo bond.

Da Alphabet ad Amazon, le Big Tech si finanziano con i bond

I casi non mancano. Tra i più noti, quello di Alphabet, che ha raccolto ad agosto 25 miliardi di dollari sul mercato obbligazionario attraverso un’emissione in 10 tranche. Alphabet non è però un caso isolato. Nel 2026 diverse sono state le Big Tech che hanno emesso obbligazioni per finanziare il boom delle spese in conto capitale: come Oracle e Meta, che hanno raccolto anch’esse 25 miliardi di dollari ciascuna. Stessa cosa ha fatto Amazon, dopo avere collocato a marzo bond per un valore di 37 miliardi di dollari.

Il trend è destinato a proseguire, se si considerano le previsioni di Goldman Sachs, secondo cui il valore delle emissioni lorde di bond da parte di hyperscaler come Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft e Oracle balzeranno a quota $420 miliardi nel 2027, salendo del 60% rispetto ai livelli stimati per quest’anno.

È inoltre di ieri la notizia, riportata dal Financial Times, secondo cui il gruppo aerospaziale di Elon Musk SpaceX starebbe cercando di raccogliere 40 miliardi di dollari attraverso un’operazione di finanziamento gestita da Apollo Global Management. Obiettivo: finanziare l’acquisto dei chip di Nvidia.

Il rischio dei tassi elevati e del rifinanziamento del debito

Proprio il collocamento delle obbligazioni e il ricorso all’indebitamento da parte dei colossi tecnologici sono la ragione che ha portato Ray Dalio a parlare di una bolla IA vicina a scoppiare.

I collocamenti delle obbligazioni, ha spiegato l’investitore, stanno avvenendo infatti in una fase di alta tensione per i mercati mondiali dei bond, sotto pressione per le vendite e, di conseguenza, alle prese con rendimenti sempre più alti.

Il rischio è che gli hyperscaler siano costretti a rifinanziare i loro debiti sostenendo costi di finanziamento più elevati e insostenibili, accentuando così ulteriormente la minaccia dell’esplosione della bolla.

Ray Dalio non ha indorato la pillola: “Ci troviamo nella fase del ciclo che precede quel momento, ma ci stiamo avvicinando”. Aggiungendo: “Penso che siamo vicini”.

Wall Street continua a correre nonostante gli allarmi

Tra l’altro, al rialzo dei rendimenti delle obbligazioni si sta accompagnando un’ondata di acquisti sul mercato azionario che, questa settimana, ha fatto salire gli indici di Wall Street S&P 500 e Nasdaq 100 a nuovi valori record. La febbre dunque va avanti, elemento che tende a precedere lo scoppio delle bolle speculative.

Per Dalio, altri fattori che potrebbero fare esplodere la bolla IA sono le imposte sulla ricchezza e le operazioni messe in atto da diversi investitori per trasformare in liquidità i guadagni non ancora realizzati.

La differenza tra la ricchezza accumulata sulla carta e la liquidità effettivamente disponibile rappresenta infatti un meccanismo potenzialmente destabilizzante in quanto, per monetizzare guadagni che non hanno ancora incassato, gli investitori devono vendere una parte degli asset che hanno in portafoglio.

Dalio avverte che la vendita degli asset può far sgonfiare la bolla

E proprio questo passaggio, ha avvertito Dalio, può mettere sotto pressione i mercati, soprattutto a fronte di una concentrazione della ricchezza e di valutazioni che hanno raggiunto livelli estremi. “Tutti dicono: ‘Ho un patrimonio di un miliardo di dollari”, ha osservato il fondatore dell’hedge fund Bridgewater.

“Ma ok, provate a spenderlo”, ha aggiunto, così concludendo: “Per poterlo spendere dovete vendere parte della vostra ricchezza per ottenere denaro: ed è proprio lì che, di solito, la bolla inizia a sgonfiarsi”.

L’articolo Ray Dalio lancia l’allarme sulla bolla IA: il debito delle Big Tech rischia di farla scoppiare è tratto da Forbes Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *