OpenAI e Microsoft riscrivono la partnership: licenza non esclusiva fino al 2032

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OpenAI e Microsoft annunciano un’evoluzione nella loro partnership verso una direzione più aperta e modulare. Il nuovo accordo consente a OpenAI di distribuire i propri prodotti su qualsiasi provider cloud, superando di fatto l’esclusività operativa con Microsoft. Allo stesso tempo, Microsoft Azure resta il partner principale e il canale privilegiato per il rilascio iniziale delle tecnologie.

Sul piano economico, viene introdotto un meccanismo più prevedibile: i pagamenti di revenue sharing da OpenAI a Microsoft continueranno fino al 2030 ma saranno soggetti a un tetto massimo complessivo. Microsoft, invece, non verserà più una quota dei propri ricavi. Resta comunque una forte interdipendenza: il gruppo di Redmond mantiene una licenza non esclusiva sulla proprietà intellettuale di OpenAI fino al 2032 e continua a essere uno dei principali azionisti, dopo aver investito oltre 13 miliardi di dollari dal 2019.

La reazione dei mercati è stata immediata: il titolo Microsoft ha registrato un calo nel premarket di circa il 2–3%, mentre Alphabet e Amazon hanno mostrato lievi rialzi, segnalando come gli investitori leggano l’apertura di OpenAI anche come una potenziale ridistribuzione degli equilibri nel cloud e nell’intelligenza artificiale.

Le alleanze strategiche avviate a febbraio

Il rafforzamento dell’indipendenza operativa di OpenAI si inserisce in una traiettoria avviata nei mesi precedenti. A febbraio, infatti, la società ha ampliato in modo significativo il proprio ecosistema industriale attraverso un maxi-round di finanziamento e nuove partnership strategiche.

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L’operazione ha coinvolto circa 110 miliardi di dollari complessivi, con l’ingresso di Amazon (50 miliardi), SoftBank (30 miliardi) e Nvidia (30 miliardi), portando la valutazione della società a 730 miliardi.

In questo contesto si è consolidato il rapporto con Amazon, che ha assunto un ruolo strategico non solo finanziario ma anche infrastrutturale. Amazon Web Services è destinato a diventare l’unico provider cloud di terze parti per la piattaforma Frontier, dedicata allo sviluppo e alla gestione di agenti AI enterprise, oltre a collaborare sullo sviluppo di modelli personalizzati.

La scommessa sulla capacità di calcolo

Parallelamente, l’accordo con Nvidia ha rafforzato il fronte hardware: 3 gigawatt di capacità per l’inferenza e 2 per l’addestramento su infrastruttura Nvidia Vera Rubin. Una dimensione che evidenzia come la competizione sull’AI si stia giocando sempre più sulla potenza energetica e computazionale.

Secondo Sam Altman, la traiettoria è inevitabile: l’intelligenza artificiale diventerà pervasiva e richiederà una capacità di calcolo senza precedenti. Una visione condivisa anche da Andy Jassy, che ha definito OpenAI uno dei potenziali vincitori di lungo periodo del settore.

Un’industria che si struttura attorno all’infrastruttura

OpenAI prevede investimenti fino a 600 miliardi di dollari in capacità di calcolo entro il 2030, segnale di una trasformazione profonda: la costruzione di una vera e propria infrastruttura industriale globale dell’intelligenza artificiale.

L’articolo OpenAI e Microsoft riscrivono la partnership: licenza non esclusiva fino al 2032 è tratto da Forbes Italia.

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