Dall’Erp ai sistemi decisionali: come smeup sta costruendo la nuova generazione di software intelligenti
Nell’era in cui l’IA ridefinisce i sistemi gestionali, smeup, realtà It italiana che supporta le imprese nel percorso di digitalizzazione, punta su un approccio strutturale e di lungo periodo, integrando nativamente l’IA all’interno dell’erp e introducendo una nuova generazione di agenti intelligenti. Una trasformazione che investe tecnologia, processi e cultura aziendale per rendere il software sempre più attivo nel supporto decisionale. Ne abbiamo parlato con Stefano Lancini, offering manager Bsa dell’azienda.
Smeup sta introducendo una nuova generazione di agenti intelligenti integrati nell’erp. Qual è la visione strategica che guida questa evoluzione?
La nostra visione non è semplicemente ‘aggiungere’ l’IA, ma far evolvere l’erp da sistema di registrazione passivo a sistema attivo di supporto decisionale. Storicamente il software gestionale ha aspettato input umani; oggi stiamo costruendo un ecosistema dove l’IA è il motore che abilita gli agenti a interpretare dati e suggerire azioni. Tuttavia, per smeup l’IA non è un fine, ma uno strumento al servizio dell’intelligenza umana. Guardiamo oltre l’entusiasmo del momento per concentrarci su una strategia di lungo periodo basata sulla governance del dato. Senza dati coerenti e affidabili, l’IA è solo rumore; con la nostra architettura, diventa un collaboratore strategico.
Qual è il vantaggio dell’integrare l’IA direttamente in piattaforma?
L’IA come plug-in esterno rischia di creare silos informativi. Abbiamo scelto l’integrazione nativa perché solo così l’algoritmo può dialogare organicamente con i processi e le regole di business di ogni azienda. Un approccio strutturale garantisce che l’IA operi in un ambiente sicuro, scalabile e conforme alla compliance europea, trasformando l’innovazione in un Roi misurabile.
In concreto, cosa sono gli agenti intelligenti e come interagiscono con dati, documenti e processi aziendali? Qualche esempio pratico?
Immaginiamo gli agenti intelligenti come collaboratori digitali specializzati, che non si limitano a eseguire compiti, ma che partecipano al flusso di lavoro: uno analizza un documento, un altro verifica la coerenza dei dati, un terzo attiva il processo successivo. Come azienda abbiamo fatto una scelta: abbiamo investito sulla piattaforma agentica Userbot, una tecnologia proprietaria che permette di andare oltre la funzionalità del software, abilitando la creazione di questi agenti, con vantaggi per i nostri stessi clienti.
Il primo passo è l’AI Document Automation. Quali problemi risolve nelle aree amministrative, commerciali e di supply chain e quali benefici misurabili porta alle aziende?
L’AI Document Automation interviene sul collo di bottiglia dei flussi aziendali: la gestione manuale. L’agente IA acquisisce ordini, bolle o fatture, ne comprende il significato e avvia autonomamente i controlli, eliminando errori umani e tempi morti in amministrazione, acquisti, logistica, ufficio commerciale e customer service. Il beneficio è che le persone vengono liberate dalle attività ripetitive per dedicarsi ad analisi e relazione.
Come cambiano la natura e il ruolo del documento nel nuovo paradigma intelligente di smeup?
Con l’IA, il documento si trasforma da contenitore passivo a trigger attivo. L’agente estrae le informazioni, le interpreta in base al contesto aziendale e avvia automaticamente flussi operativi o verifiche contrattuali, rendendo l’intera organizzazione più fluida e reattiva.
Guardando alla roadmap, come evolveranno questi agenti nei prossimi anni e quali nuove funzioni diventeranno disponibili per le aziende?
La nostra roadmap per i prossimi anni non si limiterà a rilasciare singole funzionalità, ma punterà a una trasformazione strutturale. Siamo partiti dall’automazione documentale e stiamo evolvendo verso agenti sempre più specializzati nel supporto decisionale. La vera frontiera della nostra visione è l’orchestrazione: molteplici agenti che coordinano autonomamente attività complesse, scambiandosi informazioni per ottimizzare i flussi. Possedere il controllo tecnologico della piattaforma ci garantisce la flessibilità per guidare le imprese verso questa intelligenza diffusa, dove il software smette di essere un semplice strumento per diventare un tessuto attivo che permette all’uomo una guida puramente strategica del business.
L’introduzione dell’IA nei processi gestionali implica anche un cambiamento culturale. Quali sono le principali resistenze che incontrate nelle aziende e come si possono superare?
La resistenza principale è la fiducia, alimentata dal timore della sostituzione. In smeup ribaltiamo questo paradigma: l’IA potenzia l’umano, non lo sostituisce. Un altro ostacolo è la sottovalutazione della qualità del dato. Il successo dell’IA dipende per il 20% dalla tecnologia e per l’80% dalla qualità dei processi e delle competenze delle persone.
Quale impatto può avere questa trasformazione sul ruolo delle persone in azienda e sul modo in cui verranno prese le decisioni in futuro?
L’impatto sarà significativo, ma non nella direzione della sostituzione. L’IA permetterà alle persone di liberarsi dalle attività ripetitive a basso valore per concentrarsi su attività più strategiche, come analisi, controllo e relazione. Anche il processo decisionale evolverà: le decisioni saranno sempre più supportate da dati accurati e aggiornati in tempo reale, elaborati dagli agenti. In questo scenario, il ruolo umano diventa ancora più centrale: le persone non eseguono semplicemente operazioni, ma interpretano, decidono e guidano il business con il supporto di sistemi intelligenti.
L’articolo Dall’Erp ai sistemi decisionali: come smeup sta costruendo la nuova generazione di software intelligenti è tratto da Forbes Italia.
