Longevity economy: vivere più a lungo cambia il modo di investire

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Le dinamiche demografiche stanno modificando il modo in cui individui e famiglie costruiscono il proprio benessere economico: tra pianificazione, protezione e scelte di lungo periodo.

L’Italia è oggi tra i Paesi più longevi al mondo: l’aspettativa di vita supera gli 84 anni e, secondo le proiezioni demografiche dell’Istat, entro il 2050 oltre un terzo della popolazione sarà composto da over 65. Sono dati che ridefiniscono la pianificazione finanziaria delle famiglie: una vita più lunga richiede un patrimonio capace di durare di più, assorbire imprevisti e sostenere consumi e qualità della vita in età avanzata.

La cultura previdenziale italiana non sta tenendo il passo con la trasformazione demografica e, secondo la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip), solo il 37% degli italiani ha attiva una forma di previdenza complementare, mentre il 63% non dispone di una protezione finanziaria per il futuro. Nel 2023 i versamenti di TFR ai fondi pensione si sono fermati a 7,8 miliardi, un importo ancora modesto rispetto al fabbisogno di lungo periodo.

Questa dinamica mette sotto pressione il sistema pensionistico pubblico, che già oggi assorbe il 15–16% del PIL, uno dei valori più elevati in Europa. Eurostat segnala inoltre che il gender pension gap resta significativo: le donne percepiscono in media pensioni inferiori del 27% rispetto agli uomini, a causa di carriere più discontinue e contributi ridotti. Tutti segnali che mostrano come l’aumento della longevità, senza una strategia finanziaria adeguata, rischi di trasformarsi in una vulnerabilità.

Dal risparmio alla progettualità

L’allungamento della vita media impone un cambio di paradigma: non basta più risparmiare e investire cercando ritorni a breve termine, è necessario costruire percorsi patrimoniali pensati per durare decenni. La longevity economy richiede dunque soluzioni integrate che combinino investimenti di lungo periodo, protezione, pianificazione fiscale e successoria.

Crédit Agricole Italia ha sviluppato un modello di Private Banking proprio in questa direzione. La consulenza si basa su un ecosistema che affianca al ruolo, sempre centrale, del Private Banker specialisti dedicati quali financial advisor, wealth planner e credit advisor, capaci di supportare il cliente su aspetti finanziari, patrimoniali, fiscali e successori; un modello che, in sintesi, punta a sviluppare e consolidare l’approccio “Goal-Based Investing” per determinare la strategia finanziaria dei clienti. Le domande che ognuno di noi dovrà porsi pensando ai propri investimenti e risparmi non è più “quanto mi rendono?” ma “a cosa mi servono?”.

Le fabbriche prodotto del Gruppo completano l’offerta: Crédit Agricole Vita e Crédit Agricole Assicurazioni per la protezione e la continuità del patrimonio; Amundi, prima Sgr europea, per strategie multi-asset e soluzioni avanzate che uniscono modelli quantitativi, ETF e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Nel campo della previdenza, Crédit Agricole mette a disposizione fondi pensione e piani individuali pensati per un accumulo graduale e coerente con il profilo di rischio. L’obiettivo è costruire quello che potremmo definire “capitale di longevità”: una riserva solida per affrontare un futuro più lungo, mitigare la volatilità e preservare il potere d’acquisto nel tempo.
Vivere più a lungo significa anche più spese sanitarie e più assistenza. Le indagini di ANIA mostrano che, nonostante l’invecchiamento demografico, la consapevolezza e la propensione a sottoscrivere polizze Long Term Care rimangono limitate, con motivazioni che includono scarsa conoscenza del prodotto e vincoli economici. La protezione diventa quindi un asset strategico da inserire nella pianificazione di lungo periodo, perché la longevità implica un’assunzione di responsabilità che ci impone di non poter pensare solo al presente.

La gestione delle fasi di mercato più incerte viene interpretata non come un ostacolo, ma come un elemento fisiologico della crescita di lungo periodo. Nel modello di consulenza del Gruppo, la relazione con il cliente mira proprio a rafforzare la disciplina e il realismo degli obiettivi, trasformando l’incertezza in possibilità.
I piani finanziari devono considerare almeno 15 anni di inflazione aggiuntiva, che erode il potere di acquisto. Avremo pertanto bisogno di portafogli maggiormente incentrati alla crescita, con particolare cura alla diversificazione, sottopesando le asset class di mera conservazione, più efficienti nel breve termine.

Trasformazione strutturale

Questa visione è al centro della campagna di Crédit Agricole “La bellezza della consulenza”, che racconta un nuovo approccio alla relazione con il cliente. In un contesto finanziario in continua evoluzione, la consulenza diventa un atto di accompagnamento che integra competenze specialistiche, capacità analitiche, ascolto ed empatia. Non solo strumenti, ma una relazione solida e duratura, capace di adattarsi alle esigenze che emergono lungo tutto l’arco della vita. I Private Banker di Crédit Agricole sono oggi consulenti e partner strategici di cinque generazioni di clienti, che hanno saputo creare nel tempo un ecosistema fiduciario che integra molteplici saperi.

La longevity economy non è solo una sfida individuale: è una trasformazione strutturale che richiede un nuovo modo di pensare al futuro. E la consulenza – tecnica, evoluta, ma anche profondamente umana – diventa uno degli strumenti più preziosi per trasformare un tempo più lungo in un’opportunità di valore.

L’articolo Longevity economy: vivere più a lungo cambia il modo di investire è tratto da Forbes Italia.

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