Sport, scienza e impegno civile: Napoli ospita i Campioni per la Salute Awards
Napoli, sul terrazzo panoramico dell’Eurostars Hotel Excelsior, sospeso tra le luci del Golfo e la sagoma scura del Vesuvio, ha ospitato la prima edizione dei Campioni per la Salute Awards. Non il solito gala, ma qualcosa di più raro: una serata in cui l’eccellenza sportiva, la ricerca medica e l’impegno sociale si sono parlate davvero, trovando un linguaggio comune.
L’evento è figlio di una visione. Lorena Rutigliano, sociologa e ideatrice del progetto, lo ha costruito con una convinzione di fondo: lo sport non è una disciplina tra le altre, è un valore universale che attraversa età, classi sociali, condizioni fisiche: “Il nostro compito è andare nelle scuole, nelle piazze, negli ospedali a divulgare l’importanza del movimento”, ha spiegato dal palco. “Oggi siamo qui per premiare coloro che si sono distinti non solo nella loro disciplina, ma anche e soprattutto per l’impegno sociale”. Al suo fianco, nella costruzione del progetto, Matteo Bruno Calveri, CEO di Summeet, azienda che da quasi vent’anni opera nel settore della salute. La sua lettura del fenomeno è lucidamente imprenditoriale: “La popolazione sta invecchiando, l’età media si allunga. Il tema cruciale non è più solo curare la patologia, ma arrivare alla vecchiaia con un fisico sano. Prevenire attraverso lo sport è la chiave”. Napoli, ha annunciato, è solo la prima tappa di un roadshow nazionale che toccherà Milano (7 ottobre) e Roma (27 novembre), dove si terrà la 3ª edizione dell’ormai consueto Gala Dinner.
A condurre la serata, Eleonora Daniele, giornalista Rai e volto di punta del servizio pubblico. La sua scelta di salire su quel palco non è stata casuale: “Ho sposato il progetto per la forte affinità con i temi che mi stanno a cuore — il contrasto ai disturbi alimentari, al bullismo, il supporto alla disabilità, l’importanza della prevenzione sanitaria”. Al suo fianco, a scandire la consegna dei premi con ritmo e energia, Jimmy Ghione, storico inviato di Striscia la Notizia.
I primi riconoscimenti della serata
Il premio per la sezione Istituzioni è andato al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha inquadrato il senso dell’intera serata in poche parole: “Sport e salute sono il binomio non solo del presente, ma soprattutto del futuro delle nostre città. Uno stile di vita sano e il mangiare bene sono la prima forma di prevenzione”. Al primo cittadino è stato inoltre donato un quadro dell’artista Vincenzo Mascoli con il volto di Diego Armando Maradona — un omaggio che, a Napoli, vale più di qualsiasi trofeo.
Uno dei momenti più densi della serata è stato il riconoscimento al professor Paolo Antonio Ascierto, punto di riferimento globale nella ricerca oncologica. Le sue parole hanno avuto il peso di chi conosce i dati: “Il movimento fa parte del decalogo per il corretto stile di vita, quello che va utilizzato nella prevenzione oncologica. Oggi lo sappiamo, ci sono evidenze scientifiche: è uno dei presidi essenziali”.
È un cambio di paradigma che fatica ancora a entrare nella cultura collettiva italiana: la prevenzione non è un’astrazione, è una pratica quotidiana. E lo sport — qualunque sport — ne è uno strumento concreto, misurabile, accessibile.
Mascalzone Latino e la cooperazione internazionale che entra in campo
Tra i riconoscimenti più emozionanti, quello al Sociale, assegnato all’armatore Vincenzo Onorato per il progetto Mascalzone Latino, scuola di vela nata per i bambini di Napoli senza opportunità. “La mia famiglia dal 1880 ha avuto tutto dal mare. Mi sono sentito in dovere di creare qualcosa per chi non aveva mai avuto la possibilità di vederlo”, ha raccontato Onorato. I numeri parlano da soli: molti dei ragazzi coinvolti si sono laureati, sono diventati velisti professionisti. Il 35% di loro non sapeva nuotare quando è entrato nel progetto. “Ma il premio più grande per me è l’affetto che mi danno”, ha aggiunto alla fine del suo discorso.
È esattamente questo il tipo di imprenditoria civile che si vuole raccontare: quella che non si ferma al bilancio, ma ridisegna il perimetro del possibile.
Il premio è andato anche al Viceministro agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli, insignito del riconoscimento dal professor Giuseppe Petrella. “La prevenzione sanitaria inizia oltre i confini nazionali”, ha sottolineato Cirielli. “Sostenere la prevenzione nei Paesi in via di sviluppo è un investimento fondamentale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa”. Un promemoria necessario: la salute globale non si difende solo dentro i confini.
Imprenditori, campioni, storie di eccellenza
La serata ha celebrato una galassia di talenti e percorsi. Elena Aceto Di Capriglia, CEO di Miamo, e Raffaele Carlino, Presidente di Carpisa, hanno portato sul palco due storie imprenditoriali che intrecciano business e responsabilità. I giornalisti Igor Gabrovec e Lorenzo Crea hanno ricevuto i loro riconoscimenti. I campioni olimpici Mouhiidine Aziz Abbes, Angelo Crescenzo e Veronica Angeloni hanno incarnato — con la loro sola presenza — il senso più alto dell’agonismo.
Tra il pubblico, un parterre che raramente si vede insieme sotto lo stesso tetto: il Presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi, la dottoressa Mara Campitiello del Ministero della Salute, il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi. E poi i grandi miti dello sport italiano: Massimiliano Rosolino, Amaurys Perez, Marco Maddaloni, Andrea Carnevale, Alessandro Razzini — testimoni viventi di cosa significhi trasformare il talento in disciplina, e la disciplina in esempio.
La famiglia Caliendo
In una serata che ha saputo alternare la celebrazione all’emozione, il momento più intenso è stato il tributo alla famiglia del piccolo Domenico Caliendo. Mamma Patrizia e papà Antonio — accompagnati dall’avvocato Francesco Petruzzisono — hanno ricevuto il calore della platea intera. “La Fondazione “Domenico Caliendo” è nata per aiutare i bambini colpiti da malasanità, ma anche per fare in modo che non succeda mai più a nessun altro bambino”, ha detto mamma Patrizia, con una voce che non tremava per debolezza, ma per coraggio.
Un monito che ha attraversato la sala in silenzio. E che ha ricordato a tutti — campioni, imprenditori, ministri — che dietro i dati sulla prevenzione ci sono storie reali, dolori reali, battaglie che meritano di essere combattute.
La prima edizione dei Campioni per la Salute Awards ha dimostrato che è possibile fare divulgazione senza rinunciare alla qualità, celebrare l’eccellenza senza dimenticare l’inclusione, costruire una serata memorabile che lascia qualcosa di concreto.
Napoli ha acceso i riflettori. Ora tocca a Roma e Milano raccogliere il testimone.
L’articolo Sport, scienza e impegno civile: Napoli ospita i Campioni per la Salute Awards è tratto da Forbes Italia.
