Opas Poste su Tim da 13,4 miliardi: arriva il sì della Consob
Poste Italiane ha ottenuto il via libera dalla Consob per l’opas volontaria e totalitaria su Tim. L’autorità di vigilanza ha approvato il documento d’offerta relativo all’operazione, che consentirà al gruppo guidato da Matteo Del Fante di dare il via alle procedure di adesione.
I fatti principali
- La Consob ha approvato il documento d’offerta di Poste Italiane per l’opas volontaria e totalitaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Tim.
- Il periodo di adesione all’offerta inizierà alle ore 8:30 del 20 luglio e si concluderanno alle ore 17:30 dell’11 settembre 2026.
- Per ogni azione Tim portata in adesione è previsto un pagamento misto, composto da 1,67 euro in denaro e da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione.
- L’emissione di nuovi titoli Poste Italiane comporterà una diluizione per gli attuali soci del gruppo postale, consentendo al contempo agli azionisti Tim che aderiscono all’offerta di entrare nel capitale dell’azienda acquirente.
- Al verificarsi delle condizioni previste dal Regolamento Emittenti, è prevista una riapertura dei termini dal 21 al 25 settembre 2026, con regolamento fissato per il 2 ottobre.
I dettagli dell’offerta
L’operazione di Poste Italiane potrebbe essere una delle più rilevanti del 2026 sul mercato finanziario italiano. Il valore dell’offerta pubblica di acquisto e scambio è salito a 13,4 miliardi di euro, rispetto ai 10,8 miliardi di euro stimati lo scorso 22 marzo, quando Poste aveva annunciato l’intenzione di lanciare l’opas. L’obiettivo è raggiungere il 100% del capitale sociale per poi procedere al delisting di Tim da Piazza Affari entro la fine dell’anno.
Il corrispettivo offre un premio del 9% circa rispetto alle quotazioni precedenti l’annuncio. Il disegno è studiato per minimizzare l’esborso di cassa. L’impegno in contanti si limita a 2,85 miliardi di euro, coperti da un pool di finanziamento assistito da Jp Morgan, Bnp Paribas e Mediobanca. La restante parte dell’operazione verrà regolata attraverso il rilascio di circa 372 milioni di nuove azioni Poste Italiane. Questo trasformerà gli attuali soci Tim in azionisti del nuovo gruppo integrato.
Contesto
Se l’operazione andrà in porto, si chiuderà la lunga fase aperta con la privatizzazione del 1997. Tim tornerà infatti sotto il controllo pubblico guidato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Poste Italiane ha già in mano il 19,6% di Tim. L’obiettivo è unire in un’unica realtà le reti di telecomunicazione, i servizi finanziari e le attività di logistica.
Passando alle reazioni, il consiglio di amministrazione di Tim non ha ancora espresso il suo parere ufficiale sulla proposta. Si è mossa invece Asati, l’associazione che riunisce i piccoli azionisti dell’azienda: ha dichiarato che il progetto è importante dal punto di vista industriale, ma che l’offerta economica è ancora troppo bassa.
L’articolo Opas Poste su Tim da 13,4 miliardi: arriva il sì della Consob è tratto da Forbes Italia.
