Opas Poste-Tim: boom di adesioni dopo il rilancio. Conviene aderire? I 10 motivi di Equita

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di PNA

La decisione di Poste Italiane di rilanciare l’opas su Tim, mettendo sul piatto una componente cash più alta, ha avuto l’effetto desiderato dall’azienda guidata dal ceo Matteo Del Fante. L’aumento della parte in contanti (+30 centesimi per ogni azione Tim portata in adesione) – che ha portato l’offerta a salire al valore totale di 1,97 euro per azione – è stato accolto con entusiasmo dagli azionisti del gruppo di tlc, che si sono affrettati a consegnare i loro titoli.

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I numeri del boom

A confermarlo i numeri annunciati da Borsa Italiana: soltanto nella giornata di ieri, le richieste di adesione all’opas da parte degli azionisti di Tim sono state pari a 175.190.580 unità, facendo salire il totale a 357.711.344, pari al 20,96% dei titoli oggetto dell’offerta e al 16,8% del capitale di Tim.

Di conseguenza, considerando che, nelle vesti di principale azionista di Telecom Italia, Poste deteneva già una partecipazione pari al 20,1%, la sua quota complessiva è salita al 36,9%.

Oggi, 11 settembre 2026, è l’ultimo giorno dell’opas, che è iniziata lo scorso 20 luglio. Ma occhio: la partita non finisce qui in quanto, nel comunicato di lunedì scorso con cui ha annunciato il rilancio, comunicando anche l’intenzione di rinunciare alla soglia minima del 66,7%, Poste ha previsto una riapertura dell’offerta dal 21 al 25 settembre.

Perché conviene aderire

Nel frattempo, un invito agli azionisti di Telecom Italia ad aderire è arrivato ieri dagli analisti di Equita, che hanno presentato 10 motivi che dovrebbero indurre i soci della società di tlc a consegnare le loro azioni.

La Sim ha elencato le 10 ragioni secondo cui a suo avviso conviene aderire all’opas:

  1. La valutazione stand-alone di Tim è piena, con la nostra Sotp che ci porta a un target stand-alone di 7,2 euro (dal precedente 7,3 euro per il mark-to-market di Tim Brazil).
  2. L’offerta di Poste riconosce multipli delle attività domestiche di Tim su base stand-alone superiori a quelli delle società comparabili europee (2026-27E domestic Ev/Ebitda aL di 8,4-8,0 volte, rispetto ai 6,7-6,4x delle aziende rivali). Equita ha osservato praticamente che, con la sua offerta, Poste Italiane riconosce alle attività di Tim un valore relativamente alto rispetto a quello che il mercato attribuisce alle altre società europee di tlc.
  3. Dall’annuncio dell’offerta di Poste (ed escludendo la performance del primo giorno dovuta al premio offerto), il titolo Tim ha largamente sovraperformato il settore di riferimento (+27% rispetto al solo +1% dell’Eurostoxx Tlc) nonostante i risultati del primo semestre non abbiano dato un chiaro supporto alle guidance dell’anno (Ebitda domestico aL -2,5% nel primo semestre, rispetto all’aumento del 4% atteso, in base alla guidance per il 2026).
  4. Poste accetterà qualsiasi ammontare di azioni Tim portate in offerta. Ciò significa, ha avvertito Equita che, nel non consegnare le azioni, si corre il rischio di rimanere investiti in un titolo poco liquido, nel caso in cui l’adesione dovesse confermarsi elevata, o di avere più difficoltà nel generare sinergie per il gruppo combinato, in caso di bassa adesione.
  5. Se non arrivasse al delisting di Tim, Poste potrebbe essere opportunistica nel decidere il timing per incrementare la propria quota in Tim nei prossimi anni, e senza dover più riconoscere un premio di controllo.
  6. Un valore addizionale potrebbe emergere, a maggior ragione in uno scenario stand-alone, in caso di consolidamento del mercato delle tlc domestico. Ma Equita ritiene che un tale scenario possa essere favorito dal controllo di Tim da parte dello Stato.
  7. Le sinergie annunciate sono state definite dalla Sim realistiche e con potenziale margine di rialzo in caso di pieno controllo. Equita prevede un valore industriale generabile dalla combinazione.
  8. Il titolo Poste Italiane offre un profilo di crescita degli utili e di remunerazioni per gli azionisti più visibile rispetto a Tim stand-alone.
  9. I multipli della combined entity – ovvero dell’entità risultante dalla conquista di Tim da parte di Poste – sono attraenti, con le azioni Poste che trattano a P/E Adjusted attesi per il 2028 e per il 2029 pari rispettivamente a 11,2-10,4 volte e con un dividend yield pari al 6,8%-7,4%.
  10. Infine, Equita riconosce un potenziale di upside superiore a +15% alle azioni Poste Italiane in uno scenario combinato, il che implica un target di 8,7 euro per azione per gli azionisti Tim che consegnano le loro azioni, superiore ai 7,2 euro per azione su base stand-alone.

Il colosso europeo da 50 miliardi

È il caso di ricordare le parole dell’ad di Poste Matteo Del Fante che, nel commentare la decisione di alzare la posta su Telecom Italia, ha detto all’evento della Lega “A tua difesa” che l’Opas di Poste per gli azionisti Tim “vuol dire due cose: l’opportunità di ridurre il rischio e di avere dividendi nei prossimi anni”.

Per quanto riguarda Poste Italiane, insieme a Tim il gruppo diventerà “veramente un colosso a livello europeo”. Del Fante ha sottolineato anche che “salveremo, rivaluteremo e porteremo avanti l’attuale strategia di Tim, ma dandole un bilancio importante: l’azienda avrà 5 miliardi di margine operativo, capitalizzerà 50 miliardi”, aggiungendo che, in tutto, “saremo 150.000 dipendenti”.

L’articolo Opas Poste-Tim: boom di adesioni dopo il rilancio. Conviene aderire? I 10 motivi di Equita è tratto da Forbes Italia.

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