Delfin, Del Vecchio vede la svolta: “Dopo quattro anni di stallo, ci sono le condizioni per voltare pagina”

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Di PNA

Leonardo Maria Del Vecchio è tornato a parlare dei dossier che lo riguardano direttamente: il futuro della cassaforte di famiglia Delfin e delle sue partecipate Mps ed EssilorLuxottica, di cui la holding è prima azionista. Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine dell’inaugurazione del nuovo polo per l’infanzia di Agordo, realizzato dal Comune con un contributo di 1 milione di euro della Fondazione Lmdv, di cui Del Vecchio è presidente.

Interpellato dai giornalisti, Del Vecchio si è espresso sul riassetto di Delfin, finita al centro della cronaca finanziaria per le tensioni esplose tra Francesco Milleri, presidente della holding, e il quartogenito del fondatore di Luxottica. Il conflitto è culminato nella decisione di Del Vecchio di lasciare gli incarichi di presidente di Ray-Ban e chief strategy officer di EssilorLuxottica.

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Il riassetto di Delfin

Sotto i riflettori anche i cambiamenti in vista dell’azionariato di Delfin. Leonardo Maria Del Vecchio – che secondo Forbes ha un patrimonio stimato di 5,5 miliardi di dollari – possiede oggi il 12,5% di Delfin, come gli altri sette eredi del fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, morto nel 2022. L’assetto potrebbe però mutare presto: il 29 settembre il Tribunale di Lussemburgo deciderà in merito al trasferimento delle quote degli eredi nei loro rispettivi veicoli di investimento personali, tra cui Lmdx, il family office fondato da Del Vecchio. “Tutti i soci di Delfin stanno completando i trasferimenti” delle loro partecipazioni, ha detto oggi l’imprenditore, aggiungendo che “le modalità sono articolate, ma il percorso è chiaro. Alcuni soci lo hanno già fatto, e io conto di essere in condizioni di procedere entro la fine dell’anno”.

I trasferimenti consentiranno agli 8 eredi di arrivare finalmente a un accordo volto a superare i vari contenziosi legali, permettendo a Delfin di uscire dall’attuale fase di stallo. Di questi contenziosi e cause, così come degli screzi con il fratellastro Rocco Basilico, oggi Del Vecchio Junior ha preferito però non parlare sottolineando, piuttosto, che “stiamo lavorando a un accordo complessivo sull’eredità di mio padre, e quando arriverà i contenziosi saranno superati”. Ed è lì “che voglio mettere le energie”, ha aggiunto.

Fiducia nell’intesa c’è, visto che “vedo i primi segnali di un dialogo vero tra i soci di Delfin”. Tra l’altro, per Leonardo Maria Del Vecchio la decisione di “lasciare le cariche in EssilorLuxottica” è stata “un passo avanti”, in quanto “ha aiutato a ricostruire un clima di fiducia. A volte”, ha spiegato, “per sbloccare una situazione, bisogna essere i primi a muoversi”. E “dopo quattro anni di stallo, credo che oggi ci siano le condizioni per voltare pagina”.

La questione EssilorLuxottica

Del Vecchio ha lanciato anche un messaggio a Francesco Milleri, presidente di Delfin e ceo di EssilorLuxottica. Nel rispondere alle domande dei giornalisti, l’imprenditore ha osservato che “Francesco è prima di tutto l’amministratore delegato di EssilorLuxottica, ed è lì che devono concentrarsi le sue energie”. Tra l’altro, “il 20 ottobre c’è un appuntamento importante, la trimestrale, e come azionista ho grande interesse a capire quale sia la strada per tornare a 300 euro. La redditività del gruppo è ai massimi, ma il mercato sconta una mancanza di chiarezza sul posizionamento strategico futuro”, ha puntualizzato, riferendosi al forte calo sofferto dalle azioni EssilorLuxottica.

E ricordando suo padre: “Mio padre è stato il più grande: ha lasciato un’azienda capace di andare avanti da sola per tre anni. Ma nemmeno lui poteva prevedere gli stravolgimenti che stiamo vivendo oggi, tra intelligenza artificiale e conflitti”. Cosa succederà a questo punto? “Adesso”, ha fatto notare l’imprenditore, “servono persone capaci di tenere il timone in acque nuove”. Sicuramente, la sua intenzione è quella di difendere ogni posto di lavoro dell’azienda. Del Vecchio JR ha infatti affermato che Luxottica resterà sempre “la mia vita”, facendo una promessa alla comunità di Agordo: “Continuerò a difendere ogni singolo posto di lavoro, l’italianità, ogni fabbrica e il cuore pulsante che è Agordo”.

La partita del risiko bancario

Ma per la holding Delfin, oltre alla data del prossimo 20 ottobre, c’è anche quella cruciale del 29 ottobre, giorno in cui si riunirà l’assemblea straordinaria degli azionisti di Mps per esprimersi sulle due Ops su Banco Bpm e Banca Generali lanciate dalla banca senese.

Tra i soci, Delfin sarà quello che avrà maggiore voce in capitolo, in quanto prima azionista del Monte. Cosa deciderà di fare? Leonardo Maria Del Vecchio ha commentato i rumor che circolano sul dossier: “Leggo di un confronto in corso tra il board di Delfin e i soci”, ha detto, sottolineando che “a me, al momento, non risulta nessun contatto, ma confido che l’amministratore Bardin abbia ancora il mio numero”.

La sua posizione, ha tenuto a sottolineare, è “chiara: Delfin deve scegliere l’opzione che garantisca maggiore flessibilità e creazione di valore per affrontare la nuova stagione della sua governance”. Infine, a chi gli ha chiesto se avrebbe fatto un salto nella fabbrica di Luxottica di Agordo, Del Vecchio ha fatto una battuta: “Non so, mi faranno entrare?”

L’articolo Delfin, Del Vecchio vede la svolta: “Dopo quattro anni di stallo, ci sono le condizioni per voltare pagina” è tratto da Forbes Italia.

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