Un ponte tra impresa e cultura: la prima edizione internazionale di Top Charity raccoglie oltre 3 milioni a Venezia

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L’architettura di Venezia sembra suggerire una grammatica della relazione: isole unite da ponti, rive collegate dall’acqua, commerci, culture e linguaggi che per secoli hanno trovato qui un punto d’incontro. È anche per questo che Venezia è stata scelta per la prima edizione internazionale di Top Charity, l’iniziativa filantropica nata in Polonia e promossa dalla filantropa polacco-ghanese Omenaa Mensah e dall’imprenditore e filantropo Rafał Brzoska, fondatore e ceo di InPost.

Top Charity Venice Experience ha raccolto oltre 3 milioni di euro. Una cifra che, secondo gli organizzatori, equivale a circa 34.000 euro raccolti per ogni minuto dell’asta. L’appuntamento veneziano segna l’apertura internazionale di un progetto che, dal 2022, ha progressivamente costruito un ecosistema nel quale donatori privati, imprenditori, artisti, organizzazioni sociali, esperti e istituzioni culturali lavorano insieme. Secondo i dati forniti dall’organizzazione, i progetti sostenuti sono complessivamente 238, mentre il valore delle risorse mobilitate ha superato i 55 milioni di euro.

L’evento si è svolto il 10 settembre all’Hotel Cipriani, mentre Venezia viveva una delle sue stagioni più dense di appuntamenti internazionali: la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, l’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e Homo Faber 2026. In questo contesto, Top Charity ha portato nella città lagunare una rappresentanza significativa del business polacco – il 40% degli ospiti dell’evento – accanto a imprenditori e personalità del mondo dell’arte e della cultura provenienti da paesi diversi.

La scelta di Venezia assume un ulteriore significato: la città e la sua laguna sono patrimonio mondiale dell’Unesco, organismo con il quale la Omenaa Foundation ha avviato una collaborazione triennale. L’accordo, firmato a Parigi alla vigilia dell’appuntamento veneziano, prevede un impegno finanziario di 1 milione di euro da parte della Omenaa Foundation a sostegno di iniziative congiunte nei settori dell’educazione, della cultura, della tutela del patrimonio e dell’economia creativa. La partnership comprende, inoltre, il sostegno all’arte africana contemporanea e agli artisti.

Un dialogo tra Europa e Africa

Dopo l’edizione di Varsavia, incentrata sul Ghana, sulla cultura Ashanti e sugli storici rapporti tra la Polonia e il continente africano, la Top Charity Venice Experience ha posto al centro il rapporto tra Europa e Africa, con particolare attenzione all’Etiopia. Tra gli ospiti figuravano Kasia Smutniak, Jakub Józef Orliński, Mariam Battistelli, Carmen Giannattasio, Dj Cuppy, Georgette Mosbacher, Noëlla Coursaris Musunka, Ewa Chodakowska, Małgorzata Rozenek-Majdan e Radosław Majdan, Iwona Büchner-Grzesiak, Emma Kiworkowa, Żaneta Gortat, Piotr e Marta Dejneka, Michał Sołowow, Martin Kaczmarski, Michał Skotnicki, Mateusz Rzymski e Kamila Sienkiewicz, Dariusz Gałęzewski, nonché Patrycja e Jakub Swadźba, esponenti dell’imprenditoria e della cultura polacca e della Famiglia Imperiale Etiope, Asfaw Shiferaw Sahle e sua figlia, la principessa Kelmwork Asfaw Shiferaw.

Il momento più atteso della serata è stato l’asta, condotta da Alex Branczik di Sotheby’s e presentata da Jo-Ann Strauss, conduttrice e filantropa sudafricana, insieme a Radosław Mróz, giornalista di Warner Bros. Discovery. A catalizzare l’attenzione è stato il ritratto Katie Jones di Andy Warhol, realizzato nel 1973 e aggiudicato per 1,15 milioni di euro. Secondo gli organizzatori, si tratta del prezzo più alto mai registrato pubblicamente per una singola opera d’arte venduta durante un’asta benefica a Venezia.

Accanto a Warhol, l’asta ha proposto opere di artisti provenienti dall’Africa e dall’Europa: Cornelius Annor, Nkrumah Pencil, 2026 aggiudicato per 160.000 euro; Xawery Wolski, Links of Infinity, 2018, per 70.000 euro; Antoine Farrugia, Untitled, 2008 per 70.000 euro; Raphael Adjetey Adjei Mayne, One Corner, 2026 per 70.000 euro; Ewa Czwartos, Charyty, 2026 per 65.000 euro; Tegene Kunbi, Imperial Garden, 2026 per 60.000 euro; Nikol Andonova – Nikyoto, Molten Marble, 2026 per 50.000 euro; e LR Vandy, Linked, 2023 per 45.000 euro.

La seconda parte dell’asta, denominata Great Emotions, ha proposto una selezione di esperienze esclusive, raccogliendo complessivamente 1,294 milioni di euro. Fra le aggiudicazioni più rilevanti, una crociera nei Caraibi o in Asia a bordo del superyacht Titania, aggiudicata per 500.000 euro; l’esperienza ‘At the Cradle of Civilization: Ethiopia and Eritrea’, un viaggio privato di otto giorni insieme a Johan Ernst Nilson, Omenaa Mensah e Rafał Brzoska, che ha raggiunto 390.000 euro. L’Exclusive Dolce&Gabbana Experience, durante la Milano Fashion Week, è stata aggiudicata per 144.000 euro.

Tra le altre proposte figuravano un soggiorno nel Delta dell’Okavango, in Botswana, la possibilità di creare uno champagne di famiglia su misura con Hatt et Söner, un set di gioielli da collezione con smeraldi provenienti dall’Etiopia, la creazione di un rum di famiglia personalizzato con Dictador e un viaggio a bordo del Venice Simplon-Orient-Express da Venezia a Parigi. L’edizione veneziana ha inoltre dato avvio a una partnership con The Order of the Queen of Sheba Foundation, attiva nella ricerca, nell’educazione e nella conservazione del patrimonio culturale delle civiltà africane.

Come nasce Top Charity

Per Omenaa Mensah, la nascita di Top Charity è inseparabile dalla propria esperienza personale e dalla necessità di mettere in relazione due mondi. “Ho sempre portato dentro di me due mondi: l’Europa e l’Africa”, ci spiega. “La Polonia mi ha dato l’istruzione, le opportunità e gli strumenti per crescere, mentre l’Africa è il mio cuore, la mia anima e il mio dna. Questa duplice prospettiva mi ha insegnato a costruire ponti: tra Europa e Africa, tra business e filantropia, tra arte e impatto concreto e, soprattutto, tra le persone. Top Charity è nata da questa idea. Credo che il vero successo non riguardi soltanto ciò che raggiungiamo o possediamo, ma ciò che siamo in grado di fare con tutto questo per gli altri. Venezia ha più di 400 ponti. Adesso ne abbiamo costruito un altro, perché il futuro appartiene a chi sa costruire ponti tra mondi diversi”.

Il giorno successivo alla serata, Omenaa Mensah e Rafał Brzoska, insieme al Console Onorario della Repubblica di Polonia a Venezia, Marco Ferruzzi Balbi, hanno incontrato il Sindaco di Venezia, Simone Venturini, con il quale hanno discusso dei progetti della città e delle sue prospettive nei settori della cultura e delle arti. Dall’incontro è emersa la possibilità di una cooperazione più ampia fra Polonia, Italia e Africa, costruita attorno a business, cultura, arte e filantropia.

Rafał Brzoska colloca il progetto all’interno di una riflessione più ampia sul ruolo del capitale privato. “Le città solide, proprio come le aziende solide, prosperano quando sono aperte alle persone, ai capitali, alle nuove idee e alla cooperazione internazionale. Venezia lo comprende perfettamente. Oggi il business polacco è pronto non solo a investire ed espandersi a livello globale, ma anche a portare i propri valori e il proprio senso di responsabilità sociale sulla scena internazionale. Credo che questo sia l’inizio di una cooperazione molto concreta tra Polonia, Italia e Africa”. Partner e co-organizzatore dell’evento è stato Hatt et Söner. Tra le aziende che hanno sostenuto l’evento figurano inoltre UniCredit, Dolce&Gabbana e InPost Italia. Ey ha svolto il ruolo di revisore fiscale dell’evento.

L’articolo Un ponte tra impresa e cultura: la prima edizione internazionale di Top Charity raccoglie oltre 3 milioni a Venezia è tratto da Forbes Italia.

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