Quando si verifica la cessazione del CPB per lo studio associato? Come gestire 5 casistiche-tipo

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L’Agenzia delle Entrate ha chiarito le principali cause di cessazione del concordato preventivo biennale per gli studi associati. L’ingresso di nuovi associati nel 2027 determina, in linea generale, la decadenza dal CPB, salvo il caso di rinnovo del concordato e purché i nuovi ingressi riguardino soggetti che nell’anno precedente abbiano conseguito redditi non superiori a 35.000 euro. La cessazione dell’attività individuale di un associato comporta la decadenza solo per il professionista interessato e non per lo studio. L’uscita di un associato con contestuale ingresso di un sostituto, sia privo di partita IVA sia escluso dal CPB per cause ISA, non determina la cessazione del regime. In caso di ingressi multipli, il limite di 35.000 euro va verificato per ciascun nuovo socio singolarmente. Sul fronte dei requisiti di accesso, la presenza di un associato con debiti tributari superiori a 5.000 euro impedisce l’adesione congiunta dello studio e degli altri associati. Infine, la decadenza dal CPB comporta la perdita di tutti i benefici connessi, compresa l’esenzione dagli interessi sui pagamenti rateali, che vengono recuperati dall’Amministrazione finanziaria.

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