Bmw taglia il 20% dei manager e punta sull’IA: strutture più snelle entro il 2027
di PNA
Bmw si prepara a ridurre del 20% i propri ruoli manageriali, facendo leva anche sull’intelligenza artificiale. L’annuncio è arrivato in occasione del Capital Markets Day 2026, il primo del gruppo sotto la guida del ceo Milan Nedeljkovic, che si è tenuto il 29 e il 30 settembre, a Gmund e Monaco di Baviera, in Germania.
L’appuntamento è stato cruciale per illustrare la nuova strategia e i target finanziari della casa automobilistica che, nel corso dell’evento, ha alzato il velo su un piano volto a semplificare la struttura organizzativa. La scelta riaccende il dibattito sull’impatto dell’AI sul lavoro qualificato: una trasformazione che potrebbe coinvolgere non soltanto i colletti blu, ma anche le figure impiegatizie e manageriali.
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La riorganizzazione
Nello spiegare la riorganizzazione, che sarà lanciata entro la metà del 2027, l’azienda ha sottolineato che l’AI contribuirà a snellire alcune “strutture di leadership attraverso una riduzione del 20%” dei vicepresidenti senior.
In particolare, Nedeljkovic ha precisato che “stiamo migliorando le nostre strutture e la nostra base di costi per poter affrontare la concorrenza sempre più agguerrita che caratterizzerà questo settore nei prossimi anni”, aggiungendo che “il programma di ristrutturazione della forza lavoro rappresenta una leva importante in questo senso”.
Per i dipendenti di Bmw non si è trattato probabilmente di una doccia fredda in quanto il gruppo aveva già concordato con la rappresentanza aziendale una riorganizzazione del personale che, secondo le ricostruzioni del Wall Street Journal, potrebbe coinvolgere fino a 8mila posti di lavoro d’ufficio in Germania a fronte di una forza lavoro complessiva che, alla fine del 2025, ammontava a poco meno di 155mila dipendenti.
Ma la mossa di Bmw ha acceso inevitabilmente il dibattito sul ruolo crescente dell’AI come tecnologia capace di trasformare anche il lavoro altamente qualificato e le strutture manageriali. D’altronde Walter Mertl, direttore finanziario del gruppo, ha sottolineato che “l’utilizzo sistematico di applicazioni di AI agentica in tutte le aree dell’azienda rappresenterà una svolta, consentendo uno sviluppo più agile ed efficiente, strutture più snelle e processi decisionali più rapidi”.
La strategia
L’annuncio di Bmw è arrivato mentre le case automobilistiche tedesche stanno intensificando gli sforzi per tagliare i costi, facendo i conti con l’intensificarsi della concorrenza soprattutto sul mercato chiave cinese, così come anche con gli elevati costi dell’energia e i dazi introdotti dall’amministrazione Trump.
Nel presentare la propria strategia, Bmw ha messo in chiaro l’intenzione di aumentare in modo significativo l’efficienza del business attraverso il taglio dei costi. Lo dimostra il target del margine operativo (Ebit) della divisione Automotive, che il gruppo vuole far salire all’8%-10% entro l’inizio del prossimo decennio, rispetto al 5,3% del 2025. Nel breve e medio periodo, tuttavia, il recupero sarà graduale: per il 2028 BMW stima infatti ancora un margine Ebit compreso tra il 3% e il 5%.
Il piano di rilancio prevede anche altre decisioni: Bmw intende crescere ulteriormente in Cina, aumentando progressivamente la produzione locale di auto, mostrandosi aperta a considerare anche la possibilità di aumentare le esportazioni di vetture prodotte in Cina verso i mercati del Sud-Est asiatico. Riguardo alle ambizioni in Usa, l’azienda starebbe riflettendo sull’opzione di lanciare una nuova auto sportiva di fascia alta: tipologia di veicolo che sta riscuotendo grande popolarità sul mercato statunitense.
Il contesto
Il caso Bmw si inserisce in una tendenza già in atto in diverse grandi aziende. Negli Stati Uniti, gruppi come Google e Intel hanno ridotto il numero di manager e i livelli gerarchici, puntando a strutture più snelle e a processi decisionali più rapidi. Google ha comunicato di aver ridotto del 35% il numero dei responsabili di piccoli team, mentre il direttore finanziario di Intel David Zinsner ha dichiarato che il gruppo ha dimezzato i propri livelli manageriali, da 12 a sei, eliminando parte del middle management che rallentava le decisioni.
Colpa dell’AI? Non solo, è stato sottolineato da più parti, anche se alcuni ceo hanno già evidenziato il forte impatto che l’intelligenza artificiale ricoprirà nel rendere più snella la struttura manageriale, riducendo al contempo i costi e garantendo una maggiore efficienza. L’amministratore delegato di Salesforce, Marc Benioff, ha già detto nel 2025 che l’AI consente di ampliare il numero di dipendenti supervisionati da ciascun manager e di ridurre di conseguenza i livelli gerarchici. Si tratta di un’evoluzione che potrebbe spingere le aziende a ripensare non soltanto al numero di manager di cui avranno effettivamente bisogno, ma anche alle funzioni che potranno essere svolte dall’AI, in un business destinato a diventare sempre più automatizzato.
L’articolo Bmw taglia il 20% dei manager e punta sull’IA: strutture più snelle entro il 2027 è tratto da Forbes Italia.
