Anche Crédit Agricole contro Lovaglio: no all’Ops del Monte dei Paschi su Banco Bpm
Nuova brutta notizia per Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps. Oggi, giovedì 8 ottobre, il ceo di Crédit Agricole, Olivier Gavalda, ha detto che la banca francese non aderirà all’Ops che il Monte dei Paschi di Siena ha lanciato su Banco Bpm (oltre che su Banca Generali). Prima azionista del Banco, con una partecipazione del 29,3%, la Crédit Agricole ha ufficializzato la propria posizione, dopo lo scetticismo manifestato già nelle ultime settimane.
Gavalda ha spiegato il rifiuto di consegnare i titoli a Mps, definendo l’offerta senese “non sufficientemente attraente”. La dichiarazione ha fatto seguito alla carrellata di notizie degli ultimi giorni: prima la decisione di Intesa Sanpaolo di rilanciare l’Opas su Mps, poi gli annunci di Delfin e di Edizione, holding della famiglia Benetton, che si sono schierati con Ca’ de Sass. Dal canto suo, il secondo azionista di Mps, Francesco Gaetano Caltagirone, ha detto che voterà contro tutte le proposte di Lovaglio, su cui i soci del Monte sono chiamati a esprimersi nell’assemblea straordinaria del 29 ottobre.
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I piani di Crédit Agricole
Non un buon momento per Lovaglio, dunque, che si trova a fare i conti ora anche con il no ormai ufficiale del numero uno di Crédit Agricole. Le dichiarazioni di Gavalda sono state rilasciate oggi in occasione di un evento che si è svolto a Francoforte, in cui il colosso francese ha annunciato un piano per espandersi ulteriormente in Germania, economia dove è presente da anni, erogando servizi principalmente alle grandi aziende. Il gruppo è attivo tuttavia anche attraverso la divisione di prestiti al consumo: e ora è intenzionato a crescere in Germania. Stando a quanto riportato da Reuters, l’istituto prevede di offrire entro quest’anno conti correnti di base alla clientela retail e di ampliare l’offerta nel 2027. L’obiettivo è diventare una banca a tutti gli effetti, in grado di offrire servizi completi. D’altronde, come ha sottolineato il suo ceo, “la Germania è centrale per le nostre ambizioni europee”.
Ma che ruolo vuole avere invece Crédit Agricole in Italia, dove è presente come maggiore azionista di Banco Bpm e attraverso la sua divisione Crédit Agricole Italia? Alla fine di settembre, un chiarimento è arrivato dalla cfo dell’istituto, Clotilde L’Angevin, che ha rimarcato la natura di azionista di lungo periodo in Banco Bpm, mostrando un’apertura alla combinazione tra piazza Meda e Crédit Agricole Italia. Nelle ultime ore, indiscrezioni sui piani della Banque Verte sono state rilasciate dall’agenzia di stampa AdnKronos che, sulla base di quanto appreso da fonti finanziarie, ha riportato che l’istituto francese punterebbe a “una fusione amichevole tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm”. Non hanno trovato invece conferma le voci, circolate nelle ultime settimane, su un piano di Crédit Agricole e di UniCredit che avrebbe consentito alle due banche di spartirsi il Banco.
La fusione tra Bpm e Crédit Agricole Italia, si legge, potrebbe “godere anche di una benigna non ostilità al livello politico”. Ancora AdnKronos: “Del resto, spiegano le fonti, la tradizione della Banque Verte è quella di muoversi in modo cauto, non in contrasto con l’ambiente istituzionale e politico di riferimento”.
L’opposizione a Lovaglio
A frenare le ambizioni di Lovaglio, alla fine di settembre, era stato anche l’amministratore delegato di Banco, Bpm Giuseppe Castagna, che aveva ricordato che, essendo “sotto passivity rule”, la banca non avrebbe potuto esprimersi. Castagna aveva aggiunto che l’offerta del Monte era “purtroppo non a premio, anzi a sconto, cosa che ci lascia semplicemente impossibilitati a fare delle nostre mosse”.
Le dichiarazioni prima di Castagna e oggi di Gavalda sono un duro colpo per Lovaglio che, alla metà di settembre, si era detto più che “fiducioso” riguardo alla capacità di convincere Crédit Agricole ad aderire all’Ops sul Banco: “Stiamo offrendo al Crédit Agricole l’opportunità di partecipare alla creazione di un gruppo con più valore, più resiliente e più redditizio, e con grandi opportunità di crescita. Chiaramente faranno le loro valutazioni, ma sono fiducioso che – per un gruppo come il Credit Agricole, con la sua storia – la bontà della nostra proposta è qualcosa di valore e la logica industriale dietro il nostro progetto è qualcosa di molto familiare a loro”. Le valutazioni la Banque Verte le fatte, a quanto pare. E oggi, in via ufficiale, ha stroncato la proposta.
L’articolo Anche Crédit Agricole contro Lovaglio: no all’Ops del Monte dei Paschi su Banco Bpm è tratto da Forbes Italia.
