Kering crolla a Parigi: pesa la frenata di Gucci, il titolo perde fino al 12%

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Kering affonda alla Borsa di Parigi dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2026. Il gruppo francese del lusso, controllato dal miliardario François Pinault e dalla sua famiglia— il cui patrimonio netto è stimato da Forbes in 22,7 miliardi di dollari —, ha registrato ricavi leggermente superiori alle aspettative degli analisti, ma la performance di Gucci, il suo marchio principale, ha riacceso i dubbi sulla capacità dell’azienda di tornare a crescere. Il titolo è arrivato a perdere il 12,3%, mentre il calo delle vendite di Gucci ha messo in ombra i risultati positivi registrati in altre attività del gruppo.

Fatti principali

  • Kering ha registrato ricavi per 3,345 miliardi di euro nel terzo trimestre 2026, sostanzialmente stabili a cambi correnti e in diminuzione dell’1% su base comparabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
  • Gucci ha generato ricavi per 1,291 miliardi di euro, in calo del 4% su base nominale e del 6% su base comparabile, registrando una contrazione superiore alle aspettative del mercato.
  • Le vendite nei negozi Gucci a gestione diretta sono diminuite del 9%, mentre il canale wholesale ha segnato un incremento del 45%. Una divergenza che ha sollevato interrogativi sulla solidità della domanda.
  • L’area Asia-Pacifico ha registrato una flessione del 14% per Gucci, evidenziando le difficoltà del marchio nel riconquistare i consumatori asiatici, in particolare quelli cinesi.
  • Il settore gioielli ha registrato una crescita del 18% su base comparabile, superando le aspettative degli analisti, che indicavano un incremento di circa il 14,5%.

Perché Gucci pesa sui risultati di Kering

A incidere maggiormente sulla reazione del mercato è stata la performance di Gucci, che rappresenta circa il 39% del fatturato trimestrale di Kering.

Il marchio ha registrato una contrazione delle vendite del 6% su base comparabile, con un calo più marcato nei negozi a gestione diretta, dove i ricavi sono diminuiti del 9%. Il canale wholesale ha invece segnato una crescita del 45%, compensando parzialmente la flessione della distribuzione diretta.

I risultati mostrano come il rilancio di Gucci rimanga determinante per le prospettive del gruppo, nonostante il contributo positivo di altre attività.

La strategia di Kering per rilanciare Gucci

Durante la conference call sui risultati trimestrali, la direttrice finanziaria di Kering, Armelle Poulou, ha ribadito l’impegno del gruppo nel rilancio del marchio, sottolineando alcuni segnali incoraggianti. Tra questi figurano l’aumento dello scontrino medio e un miglioramento del tasso di conversione, ovvero la percentuale di visitatori dei negozi che effettuano un acquisto.

Il gruppo sta inoltre rivedendo l’offerta di prodotti e preparando iniziative di marketing rivolte ai consumatori cinesi, un mercato strategico per il lusso europeo. Secondo il management, parte del rallentamento delle vendite è riconducibile alle tempistiche di lancio delle nuove collezioni. Un calendario più ricco di novità dovrebbe quindi sostenere l’attività commerciale nell’ultimo trimestre del 2026.

Il messaggio centrale emerso dalla conference call è che Kering punta sull’arrivo di nuovi prodotti e sul recupero della clientela cinese per sostenere le vendite di Gucci nel quarto trimestre. La società ha indicato alcuni miglioramenti nei comportamenti d’acquisto, ma questi segnali non si sono ancora tradotti in una ripresa complessiva del fatturato del marchio.

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Il contesto

La performance di Gucci mette in evidenza le difficoltà di Kering nel rilanciare il suo principale motore di crescita. Sebbene il gruppo abbia registrato risultati positivi in altre attività, tra cui la gioielleria, questi progressi non sono stati sufficienti a compensare la debolezza della maison italiana.

La contrazione delle vendite in Asia-Pacifico rappresenta un ulteriore ostacolo. Il recupero della domanda cinese è infatti uno degli elementi centrali della strategia di rilancio di Gucci, che punta a riconquistare i clienti attraverso nuove collezioni e campagne dedicate al mercato locale.

Cosa tenere d’occhio

L’attenzione del mercato si concentrerà ora sui risultati del quarto trimestre, quando Kering prevede di beneficiare di un maggior numero di lanci di prodotto. Il principale indicatore da monitorare sarà l’andamento delle vendite nei negozi Gucci a gestione diretta, insieme alla capacità del marchio di recuperare terreno sul mercato asiatico.

Per Kering, la sfida sarà trasformare i primi segnali di miglioramento commerciale in una ripresa sostenuta dei ricavi, riducendo la dipendenza del gruppo dalle difficoltà del suo marchio principale.

L’articolo Kering crolla a Parigi: pesa la frenata di Gucci, il titolo perde fino al 12% è tratto da Forbes Italia.

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