Polimi Graduate School of Management – Avanade – BRANDVOICE | paid program
L’innovazione non si esaurisce nell’introduzione di una nuova tecnologia. Diventa concreta quando un’organizzazione riesce a tradurla in esperienze migliori, processi più coerenti e nuove capacità per le persone.
È il percorso intrapreso da Polimi Graduate School of Management, la business school del Politecnico di Milano che oggi offre oltre 50 master, inclusi MBA ed Executive MBA, e un catalogo di oltre 300 programmi rivolti a professionisti e manager.
Al centro della sua evoluzione c’è un approccio human-centric: partire dai bisogni delle persone per ripensare servizi, relazioni e modalità operative. In questa prospettiva si inserisce il percorso realizzato con Avanade, partner strategico che negli ultimi anni ha accompagnato Polimi Graduate School of Management nella costruzione di una piattaforma integrata di dati, processi e relazioni. Un lavoro che non si è limitato all’introduzione di nuove tecnologie, ma che ha progressivamente ridisegnato il modo in cui la School gestisce l’intero ciclo di vita di studenti, alumni e stakeholder, creando le fondamenta per la successiva evoluzione verso l’intelligenza artificiale.
Non si tratta quindi della storia di un progetto tecnologico, ma del racconto di una trasformazione organizzativa pluriennale, guidata da uno scopo chiaro, dalla capacità di governare il cambiamento e dall’ambizione di generare valore duraturo per studenti, imprese e società.
Ne abbiamo parlato con Luigi Gangitano, chief of Digital Innovation di Polimi Graduate School of Management.
Dottor Gangitano, in Italia si parla spesso di innovazione come di una sfida ancora aperta. Eppure esistono realtà che dimostrano come sia possibile trasformare ricerca, tecnologia e competenze in impatto concreto. Quale responsabilità sente di avere Polimi Graduate School of Management nel contribuire a costruire una cultura dell’innovazione che non si limiti ad adottare il cambiamento, ma sia capace di guidarlo e trasformarlo in valore per persone, imprese e territorio?
“Polimi Graduate School of Management ha un ruolo fondamentale nello stimolare l’innovazione del nostro Paese: insegna a migliaia di giovani manager e professionisti non soltanto come innovare, ma soprattutto perché innovare. La peculiarità di Polimi GSoM deriva proprio dall’unione tra la capacità di ricerca del Politecnico di Milano e il collegamento diretto con il mondo delle imprese e del management. L’innovazione ha valore quando le persone comprendono il motivo per cui stanno cambiando, non soltanto gli strumenti che stanno utilizzando. In questo senso, un concetto ricorrente è quello del purpose: la capacità di dare significato alle trasformazioni e orientare l’innovazione verso risultati concreti per persone, organizzazioni e territorio. Il nostro purpose è ispirare leader capaci di innovare, guidare il cambiamento e lasciare un impatto positivo sul mondo”.
LEGGI ANCHE: Polimi Graduate School of Management integra innovazione e approccio human centric nel suo percorso di trasformazione digitale con Avanade
La collaborazione con Avanade ha dato forma a un percorso che ha coinvolto non soltanto le piattaforme tecnologiche, ma anche processi, dati e diversi momenti della relazione con gli studenti. Da quali priorità siete partiti e quali risultati vi permettono oggi di affermare che la trasformazione ha generato un impatto concreto?
“La nostra Business School opera in un mercato in cui l’esperienza dello studente è lunga, articolata e caratterizzata da numerosi punti di contatto. Nel tempo questo può generare frammentazione operativa e organizzativa. Abbiamo quindi deciso di mettere l’esperienza e la relazione con gli studenti al centro dei nostri obiettivi. Nel mondo contemporaneo, l’esperienza digitale dovrebbe essere il più semplice, coerente, trasparente, integrata e, soprattutto, personalizzata possibile. Con questa visione abbiamo lavorato con Avanade per ripensare l’intero ecosistema di interazione con studenti e prospect. L’obiettivo non era implementare una nuova piattaforma, ma costruire un modello capace di integrare dati, processi e relazioni lungo tutto il ciclo di vita dello studente.
Grazie a questo lavoro abbiamo realizzato un account digitale unico che accompagna lo studente lungo tutto il suo percorso. Attraverso Microsoft Dynamics 365 abbiamo centralizzato la gestione delle relazioni e raccolto le informazioni in una piattaforma dati integrata che consente analisi avanzate, personalizzazione dei servizi e una comprensione più profonda dei bisogni degli utenti. Oggi disponiamo di una visione unificata delle interazioni tra studenti e organizzazione. Dopo circa quattro anni di lavoro siamo esattamente dove desideravamo essere e il progetto realizzato insieme ad Avanade è pienamente allineato agli obiettivi originari. La tecnologia non compare mai come protagonista, ma agisce come elemento abilitante di una migliore esperienza umana”.
Molte organizzazioni investono in innovazione, ma non sempre riescono a trasformarla in un vantaggio duraturo. Nel percorso costruito insieme ad Avanade, quali fattori hanno permesso di superare la logica del singolo progetto e rendere la trasformazione parte del funzionamento stesso della School?
“La tecnologia da sola non produce trasformazione. Anzi, può generare timore e resistenza se viene introdotta senza una strategia di adozione. È quindi necessario avere un solido piano di change management. I fattori che hanno determinato il successo del percorso insieme ad Avanade sono stati diversi: la sponsorship del top management, il coinvolgimento anticipato delle diverse funzioni, la costruzione di una visione condivisa e un approccio agile e iterativo che ci ha consentito di evolvere progressivamente il programma nel tempo. Proprio la capacità di combinare trasformazione tecnologica e change management si è rivelata uno degli elementi più importanti dell’intero percorso. Il processo è stato lungo e non privo di difficoltà. Una delle lezioni più importanti che abbiamo appreso riguarda la necessità di mantenere le persone costantemente coinvolte per tutta la durata del programma, non soltanto nelle fasi iniziali di progettazione. Non dobbiamo sottovalutare il cambiamento culturale necessario per adottare la tecnologia all’interno dei processi di innovazione. Spesso le organizzazioni falliscono proprio perché trascurano questo aspetto”.
Il percorso realizzato ha creato una base integrata di dati, processi e relazioni. Guardando ora ai prossimi cinque-dieci anni, come potrà l’intelligenza artificiale innestarsi su queste fondamenta e contribuire a ripensare l’esperienza di studenti, alumni, faculty e organizzazioni?
“Al di là dell’entusiasmo eccessivo per una tecnologia che oggi permea le nostre vite, un tema rilevante è quello di gestire la trasformazione in modo onesto. Polimi Graduate School of Management non immagina un futuro senza docenti, né un modello educativo sostituito dall’intelligenza artificiale. L’AI deve essere un acceleratore del valore umano: non deve sostituirlo, ma amplificarne l’efficacia. È giusto chiederci cosa vogliamo automatizzare e cosa, invece, non vogliamo automatizzare. La nostra visione è utilizzare l’AI per le attività ripetitive e amministrative, liberando più tempo per ciò che crea realmente valore: la relazione tra docente e studente, la personalizzazione dell’apprendimento e la qualità dell’esperienza educativa.
Ed è proprio la base integrata di dati, processi e relazioni costruita negli anni insieme ad Avanade che oggi ci consente di affrontare l’evoluzione dell’intelligenza artificiale partendo da fondamenta solide e da una conoscenza approfondita dei bisogni di studenti e docenti. L’intelligenza artificiale può essere impiegata nell’analisi dei feedback ricevuti, nella comprensione dei bisogni delle persone e nel miglioramento della personalizzazione dei percorsi formativi e dell’attività di insegnamento”.
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il rapporto tra tecnologia, lavoro e competenze. Quali capacità saranno decisive per continuare a creare valore in un contesto nel quale persone e sistemi intelligenti lavoreranno sempre più insieme?
“Possiamo paragonare l’attuale rivoluzione dell’intelligenza artificiale alla trasformazione che ha accompagnato l’automazione industriale. Quando le tecnologie avanzate sono entrate nelle fabbriche, hanno richiesto un profondo cambiamento delle competenze degli operai, che non erano più soltanto esecutori di procedure, ma diventavano progressivamente supervisori di sistemi automatizzati. Allo stesso modo, i professionisti della conoscenza diventeranno sempre più gestori di risorse sintetiche. La capacità di coordinare risorse umane e sintetiche farà la differenza e richiederà un importante investimento nella formazione delle persone. La sfida non sarà soltanto formare più manager, ma trasformare tutti in manager. La capacità manageriale non potrà più essere limitata a una minoranza dell’organizzazione. Le competenze decisive saranno saper definire obiettivi, assegnare attività, verificare risultati e coordinare persone e sistemi intelligenti. È una riflessione che abbiamo maturato anche nel percorso realizzato insieme ad Avanade: la tecnologia crea valore solo quando le persone sviluppano le competenze e la mentalità necessarie per utilizzarla in modo efficace. Per questo la formazione e il change management continueranno a essere importanti quanto l’innovazione tecnologica stessa”.
In un contesto caratterizzato da crescente complessità, uno dei temi più delicati riguarda i bias presenti nei sistemi di intelligenza artificiale. Come si prepara un’organizzazione a riconoscerli e a governarli responsabilmente?
“Per rispondere vorrei utilizzare il parallelismo con le auto a guida autonoma e spostare il dibattito dalla tecnologia alla responsabilità. Quando una decisione viene presa da un software, il tema centrale non è soltanto l’errore, ma la responsabilità di chi progetta, governa e utilizza quel sistema. Polimi Graduate School of Management insegna alle persone, attraverso il purpose, il rispetto dei diversi punti di vista e il valore della diversità, dell’inclusione e della sostenibilità. I bias esistono all’interno dei sistemi automatici e possono essere misurati. Esistono metodologie e filoni di ricerca dedicati alla loro individuazione, mentre il quadro normativo europeo stabilisce regole e responsabilità precise. La responsabilità non può però essere delegata alla macchina. Resta nelle mani delle persone, che devono essere in grado di identificare i bias e correggerli. Le organizzazioni devono quindi formare persone capaci di individuare errori, squilibri e distorsioni prodotte dall’AI e intervenire di conseguenza.
La vera domanda non è se l’AI abbia dei bias. È se le persone e le organizzazioni siano sufficientemente mature per riconoscerli, comprenderli e gestirli responsabilmente. È un tema che riguarda non soltanto la governance tecnologica, ma la cultura organizzativa. Anche nel percorso realizzato con Avanade abbiamo imparato che la qualità delle decisioni dipende dalla qualità dei dati, dei processi e delle responsabilità che un’organizzazione è in grado di costruire nel tempo”.
La trasformazione come capacità organizzativa
Il percorso di Polimi Graduate School of Management dimostra che la trasformazione digitale genera valore quando diventa una capacità permanente dell’organizzazione e non un’iniziativa temporanea.
In questo processo, il contributo di Avanade è stato quello di trasformare una visione strategica in un ecosistema operativo integrato, capace di connettere dati, processi, persone ed esperienza utente lungo l’intero percorso dello studente.
Un percorso nel quale tecnologia, change management e innovazione organizzativa hanno proceduto insieme, creando le condizioni necessarie per affrontare oggi le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale con maggiore consapevolezza e maturità.
Non un singolo progetto, ma una piattaforma evolutiva sulla quale la School può continuare a costruire innovazione, efficienza e nuove modalità di relazione con il proprio ecosistema.
Oggi quella stessa infrastruttura rappresenta la base sulla quale Polimi Graduate School of Management può sviluppare la propria evoluzione nell’era dell’intelligenza artificiale.
Perché il vero vantaggio competitivo non nasce dalla tecnologia in sé, ma dalla capacità di integrarla nel modo in cui le organizzazioni apprendono, decidono e generano valore per le persone.
In un mondo sempre più guidato da sistemi intelligenti, il vero fattore distintivo continuerà a essere il giudizio umano.
L’articolo Polimi Graduate School of Management e Avanade: costruire una capacità permanente di innovazione è tratto da Forbes Italia.