Quincy Jones supera Michael Jackson: chi sono le celebrità morte più pagate del 2026

Condividi

Pochi hanno costruito un corpus di opere creative variegato e ricco di riconoscimenti come Quincy Jones. Il leggendario superproduttore – scomparso per un tumore al pancreas alla fine del 2024, a 91 anni – ha lavorato a successi eprofondamente diversi tra loro, da Thriller di Michael Jackson a Fly Me To The Moon di Frank Sinatra, contribuendo a plasmare la musica di star come Ray Charles, Donna Summer, Miles Davis, Count Basie e Aretha Franklin. Ha co-fondato la rivista Vibe, lavorato produttore esecutivo di Willy, il principe di Bel-Air, diretto il singolo del 1985 We Are The World e ottenuto due nomination agli Oscar per la colonna sonora del film del 1985 di Steven Spielberg Il colore viola. “Se Dio avesse un jukebox, so bene quale nome comparirebbe più di ogni altro. Inizierebbe per Q”, ha dichiarato il frontman degli U2 Bono in un’intervista del 2008 rilasciata a Jazziz.

Quanto meno, Jones guida un’altra categoria ultraterrena: è la celebrità scomparsa più pagata del 2026, dopo che a marzo i suoi eredi hanno ceduto la stragrande maggioranza delle sue quote negli asset sopra citati – insieme al suo catalogo personale e ai diritti editoriali come artista per hit come Soul Bossa Nova – a HarbourView Equity Partners, società di gestione di cataloghi musicali sostenuta da fondi di private equity, con un accordo che, secondo le stime di Forbes, si aggira intorno ai 150 milioni di dollari.

Michael Jackson e gli incassi del biopic

Questo è il 26esimo anno in cui Forbes traccia i grandi guadagni postumi, ed è solo la quarta volta che una figura diversa da Michael Jackson si piazza al primo posto dalla sua scomparsa nel 2009; in ognuno di questi casi, il primato è arrivato grazie a una significativa cessione di asset (gli altri tre sono stati Elizabeth Taylor nel 2012, Roald Dahl nel 2021 e J.R.R. Tolkien nel 2022). Ironicamente, le royalty di produzione del 10% spettanti a Jones sui primi tre album solisti di Jackson (Off The Wall, Thriller e Bad, che rappresentano oltre i due terzi del totale globale annuo di streaming di Jackson) hanno contribuito a far lievitare il valore di vendita per gli eredi di Jones.

È stato comunque un anno straordinario per gli eredi di Jackson, che hanno scommesso circa 25 milioni di dollari per finanziare le riprese aggiuntive della travagliata produzione del film biografico Michael, per poi incassare il colpo quando la pellicola ha superato il miliardo di dollari al botteghino globale. Forbes stima che gli eredi riceveranno alla fine oltre 50 milioni di dollari di partecipazione agli utili dal film, distribuiti nei prossimi anni. L’uscita di una pellicola di successo nelle sale ha inoltre dato slancio all’intero portafoglio di attività, tra cui lo streaming musicale, lo show del Cirque du Soleil a Las Vegas, diverse produzioni di MJ: The Musical in giro per il mondo e un business legato alle licenze del brand: elementi che, sommati, hanno raggiunto i 140 milioni di dollari negli ultimi 12 mesi.

Tra parchi a tema e flop al botteghino: il valore eterno della proprietà intellettuale

Questo genere di ecosistema, fondato su attività simbiotiche, è ciò che alimenta le entrate di diverse leggende presenti in questa classifica, tra cui Elvis Presley e Dolly Parton. Entrambi possono contare su destinazioni fisiche come Graceland e Dollywood, che fungono da fulcri per gli imperi delle rispettive eredità, oltre a un gran numero di estensioni del brand.

Tuttavia, la chiusura a gennaio dello spettacolo a Las Vegas del compianto Bob Marley al Mandalay Bay e il flop al botteghino lo scorso ottobre del film su Bruce Springsteen, Springsteen: Deliver Me From Nowhere, ribadiscono la lezione che molti produttori hanno appreso negli ultimi anni: il successo non è mai garantito, nemmeno per le star più grandi. Una sfilza di nuovi progetti metterà alla prova questa dinamica, dall’ultimo film tratto da un libro del Dr. Seuss, Il gatto col cappello, allo spettacolo di Broadway di Parton in arrivo a dicembre. Presley ha in cantiere un concerto in ologramma per il 2027, e l’attesa sta già crescendo per i quattro film sui Beatles previsti per il 2028.

Ciò che appare evidente è che, in un mercato dei contenuti sempre più competitivo e complesso, l’asset migliore che si possa possedere oggi è una proprietà intellettuale di grande valore. E per queste 13 leggende scomparse, i rispettivi marchi personali si sono dimostrati eterni.

1. Quincy Jones – 150 milioni di dollari

Data della morte: 3 novembre 2024 (91 anni) – Causa: cancro

Gli addetti ai lavori ritengono che gli eredi di Jones siano riusciti a spuntare un prezzo eccezionale per i diritti musicali e d’altro tipo ceduti a HarbourView a marzo, non solo per le entrate che generano annualmente, ma anche per la straordinaria reputazione di cui Jones godeva nell’industria musicale, che potrebbe aiutare HarbourView ad attirare future acquisizioni di cataloghi. E per HarbourView, il tempismo non avrebbe potuto essere migliore: quando il biopic Michael si è trasformato in un successo globale, le royalty di produzione del 10% di Jones sui primi tre album di Michael Jackson hanno fruttato cifre cospicue.

2. Michael Jackson – 140 milioni di dollari

Data della morte: 25 giugno 2009 (50 anni) – Causa: overdose/omicidio colposo

Nonostante il lungo e travagliato percorso per approdare sul grande schermo, ad aprile il biopic Michael ha dimostrato ancora una volta l’infinita popolarità del ‘Re del pop’, incassando oltre 1 miliardo di dollari al botteghino globale. Forbes stima che gli eredi riceveranno circa il 25% degli utili netti, per un totale superiore ai 50 milioni di dollari nell’arco dei prossimi anni. Il successo ha generato anche picchi costanti per tutto l’anno nello streaming musicale globale e vendite sostenute di biglietti per lo show del Cirque du Soleil a Las Vegas e per il musical di Broadway, oltre alle residency in Germania e Australia e a una tournée negli Stati Uniti.

3. Dr. Seuss – 80 milioni di dollari

Data della morte: 24 settembre 1991 (87 anni) – Causa: cancro

A oltre 30 anni dalla scomparsa dell’autore, Dr. Seuss Enterprises continua a trovare nuovi modi per monetizzare le sue storie per bambini. Quest’anno ha inaugurato la Dr. Seuss Travel Agency, che indirizza gli aspiranti viaggiatori verso diversi titoli dei suoi libri, e ha pubblicato il primo manoscritto postumo di Seuss da oltre dieci anni, Sing The 50 States!, che ha debuttato al primo posto nella classifica dei bestseller del New York Times nella categoria libri illustrati.

4. Elvis Presley – 75 milioni di dollari

Data della morte: 16 agosto 1977 (42 anni) – Causa: attacco cardiaco

Pochi giorni fa i titolari dei diritti sulla musica di Elvis, tra cui il proprietario di maggioranza Authentic Brands Group, hanno intentato una causa contro il colosso dell’intelligenza artificiale Anthropic per oltre 41 milioni di dollari, accusandolo di violazione del copyright per aver addestrato i propri modelli utilizzando le canzoni di Presley. Anche a distanza di decenni dalla sua scomparsa, la popolarità del ‘Re’ va ben oltre la musica, attirando centinaia di migliaia di visitatori ogni anno nella sua residenza di Graceland e generando milioni dalle vendite di prodotti su licenza. Il prossimo passo? Un concerto con ologrammi che debutterà a Las Vegas entro la fine del 2027.

5. Dolly Parton – 46 milioni di dollari

Data della morte: 25 agosto 2026 (80 anni) – Causa: cancro

Secondo la Themed Entertainment Association, il parco a tema Dollywood a Pigeon Forge, nel Tennessee (città natale della voce di 9 to 5), ha attirato 3,4 milioni di visitatori nel 2025, segnando un impressionante incremento dell’8% in un anno in cui la maggior parte dei parchi statunitensi ha registrato lievi cali di presenze. Considerando il controllo sui suoi diritti musicali e la proprietà del 50% di Dollywood, dell’adiacente parco acquatico Splash Country (che ha registrato 390mila ingressi nel 2025) e degli hotel annessi, è assai probabile che gli eredi vedranno un consistente aumento dei guadagni il prossimo anno, mentre i fan continuano a tributare immenso affetto e stima all’artista femminile che ha venduto più dischi nella storia della musica del country.

6. Bob Marley – 25 milioni di dollari

Data della morte: 11 maggio 1981 (36 anni) – Causa: cancro

A soli sei mesi dal debutto, lo spettacolo teatrale Bob Marley: Hope Road al casinò Mandalay Bay di Las Vegas è entrato a gennaio in una “breve pausa” da cui non è più tornato. Lo show è nato dalla collaborazione tra gli eredi di Marley e Primary Wave, la società di acquisizione cataloghi sostenuta da private equity che nel 2018 ha rilevato una quota di maggioranza nel catalogo musicale e nei diritti di pubblicazione dell’artista. La famiglia ha mantenuto i diritti sul nome, sull’immagine e sull’identità visiva di Marley, trasformandoli in una miniera d’oro per il licensing e vendendo un’ampia varietà di prodotti a tema rastafariano.

7. Prince – 24 milioni di dollari

Data della morte: 21 aprile 2016 (57 anni) – Causa: overdose

A quasi dieci anni dalla sua scomparsa nel 2016, gli eredi di ‘The Purple One’ continua a pubblicare nuova musica in collaborazione con Primary Wave, come testimonia l’uscita, ad agosto, dell’album Timeless, entrato nella top 10 della classifica di Billboard. Tra i brani compaiono una demo del 1977, registrata da Prince quando era ancora adolescente, e una registrazione dal vivo del 2016 tratta dal suo ultimo tour. Nel frattempo, a giugno, la sua tenuta di Paisley Park ha ospitato un festival di cinque giorni per commemorare il decennale della sua scomparsa tra esibizioni e mostre.

8. Diane Keaton – 22 milioni di dollari

Data della morte: 11 ottobre 2025 (79 anni) – Causa: polmonite

Dopo una carriera hollywoodiana durata 50 anni, trascorsa sia come amata protagonista – da Io e Annie a Tutto può succedere – che come figura materna ne Il padre della sposa e La neve nel cuore, Keaton è morta nell’ottobre 2025 a 79 anni. Quest’anno i suoi eredi hanno venduto per 18 milioni di dollari la casa di Brentwood che l’attrice aveva impiegato decenni a ristrutturare (e protagonista del suo libro del 2017, The House That Pinterest Built) e ha collaborato con Bonhams per mettere all’asta i suoi abiti e cimeli – tra cui una sceneggiatura originale di Io e Annie -, incassando ulteriori 4,2 milioni di dollari (al lordo delle commissioni).

9. John Lennon – 18 milioni di dollari

Data della morte: 8 dicembre 1980 (40 anni) – Causa: omicidio

L’ambizioso piano di Sony di produrre e distribuire quattro film sui Beatles in settimane consecutive nel 2028 è attualmente in fase di produzione, con la star di Triangle of Sadness, Harris Dickinson, scelta per interpretare Lennon. L’avvio delle riprese principali ha rappresentato un altro consistente incasso per i Fab Four, che gestiscono le loro attività collettive attraverso la holding Apple Corps, che ha registrato quest’anno un’impennata nei proventi da licenze, saliti a quasi 10 milioni di dollari, contro i 6 milioni dell’anno precedente.

10. George Harrison – 15 milioni di dollari

Data della morte: 29 novembre 2001 (58 anni) – Causa: cancro

L’altro Beatle scomparso sarà portato sul grande schermo dalla star di Stranger Things e I Fantastici Quattro Joseph Quinn. Sebbene il catalogo dei Beatles a firma Lennon-McCartney sia passato tra diversi proprietari societari nel corso dei decenni (incluso Michael Jackson), Harrisongs – la società fondata da Harrison nel 1968 che detiene i diritti di classici come Here Comes The Sun, While My Guitar Gently Weeps e Something – è rimasta di proprietà della famiglia, gestita dalla moglie Olivia e dal figlio Dhani, che dal 1974 hanno integrato al catalogo i 12 album da solista di Harrison sotto l’etichetta Dark Horse Records.

11. Jimmy Buffett – 15 milioni di dollari

Jimmy Buffett

Data della morte: 1 settembre 2023 (76 anni) – Causa: cancro

È fissato per gennaio un processo senza giuria nella contea di Palm Beach, dove il tribunale sarà chiamato a decidere se revocare il controllo del trust matrimoniale da 275 milioni di dollari di Buffett alla vedova, Jane, o al suo gestore finanziario, Richard Mozenter: i due coamministratori dell’eredità hanno infatti intentato cause reciproche per destituirsi a vicenda. In gioco ci sono una quota del 20% nell’impero commerciale Margaritaville e i diritti sulle quote musicali di Buffett detenute tramite la Mailboat Records.

12. Kobe Bryant – 14 milioni di dollari

Data della morte: 26 gennaio 2020 (41 anni) – Causa: incidente in elicottero

Quando quest’estate Jalen Brunson ha guidato i New York Knicks al trionfo nel campionato NBA, lo ha fatto indossando le Nike Kobe 6 Protro ‘Statue of Liberty’, anziché le scarpe che portano la sua firma. Questa scelta ha innescato una massiccia impennata nelle vendite delle sneaker di Bryant sia sul mercato primario che su quello del reselling. Nike, intanto, continua a lanciare decine di varianti ogni anno, nell’ambito dell’accordo di licenza stipulato con la famiglia Bryant, rinnovato nel 2022.

13. Arnold Palmer – 13 milioni di dollari

Data della morte: 25 settembre 2016 (87 anni) – Causa: malattia cardiovascolare

Le vendite dell’omonima bevanda legata alla leggenda del golf hanno subito un calo negli ultimi anni, ma il logo con l’ombrello a quattro colori di Palmer continua a campeggiare sull’abbigliamento a marchio Puma e Smathers & Branson, su bicchieri, cinture e altri accessori per il golf. Nel frattempo, l’Arnold Palmer Invitational si conferma uno dei tornei di maggior prestigio nel calendario del Pga Tour.

L’articolo Quincy Jones supera Michael Jackson: chi sono le celebrità morte più pagate del 2026 è tratto da Forbes Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *