Il miliardario Peter Thiel teme la svolta radicale dei Democratici: “Il rischio è un presidente socialista nel 2028”

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In una serie di dichiarazioni rilasciate lo scorso settembre, in occasione di un confronto con Mathias Döpfner, amministratore delegato del colosso editoriale tedesco Axel Springer, Peter Thiel aveva previsto che i Democratici avrebbero ottenuto buoni risultati alle elezioni di metà mandato, tali da sentirsi in grado di vincere le presidenziali del 2028 con qualsiasi candidato.

Le midterm si sono concluse con una netta affermazione democratica: il partito ha conquistato il controllo di entrambe le camere del Congresso.

Nella stessa intervista, l’influente investitore della Silicon Valley ha anche prospettato la possibilità che un socialista democratico vinca le presidenziali del 2028. Secondo Thiel, l’eccessiva fiducia dei Democratici nella possibilità di vincere potrebbe indebolire le resistenze interne alla candidatura delle correnti più radicali. Questo elemento, secondo Thiel, potrebbe rappresentare il vero rischio in vista del 2028, portando il Partito Democratico a compiere scelte avventate sui candidati alla presidenza e, a suo dire, a rappresentare un potenziale pericolo per l’intero Paese.

Nonostante il suo storico sostegno ai Repubblicani e a JD Vance, Thiel ha criticato la seconda amministrazione Trump per la selezione del personale. A suo giudizio, i test di lealtà introdotti dopo i conflitti interni del primo mandato hanno portato a scegliere persone molto leali, ma non molto intelligenti.

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Chi è Peter Thiel

Nonostante la discrezione con cui cerca di gestire la propria immagine pubblica, Peter Thiel è ritenuto uno dei più influenti imprenditori e investitori della Silicon Valley e del settore tecnologico.

È tra i nomi più noti della cosiddetta PayPal Mafia, espressione giornalistica che indica gli ex dirigenti e dipendenti della società di pagamenti che, dopo l’esperienza in PayPal, hanno fondato o finanziato altre importanti aziende tecnologiche, fra i quali Elon Musk, Reid Hoffman e David Sacks. Thiel è stato cofondatore e ceo della società, venduta a eBay nel 2002.

Nel 2003, insieme ad Alex Karp e ad altri imprenditori, ha cofondato Palantir Technologies, l’azienda che sviluppa software per integrare e analizzare dati, oggi utilizzata da istituzioni governative, forze armate e imprese, soprattutto occidentali. Thiel ne è presidente del consiglio di amministrazione dal 2003, mentre Alex Karp è ceo dal 2005.  Negli stessi anni, parallelamente, si è dedicato all’attività di venture capitalist e ha fondato Founders Fund, il suo attuale veicolo di investimento principale. Il fondo ha investito in diverse imprese tecnologiche di successo, fra le quali, ad esempio, figurano SpaceX, Tesla e Airbnb. Thiel aveva già investito personalmente in Facebook nel 2004, diventandone il primo investitore esterno. Ha, inoltre, finanziato nelle rispettive fasi iniziali LinkedIn e Yelp.

Il profilo di Thiel non si esaurisce nell’attività di imprenditore e investitore. Negli ultimi anni ha dedicato una parte crescente della sua attenzione, nei suoi interventi pubblici, al rapporto tra religione, tecnologia e politica. Per l’intreccio tra riflessione religiosa e la sua visione tecnologica, alcuni media lo hanno definito “tecnoteologo”.

Il patrimonio di Peter Thiel

Secondo le stime in tempo reale di Forbes, il patrimonio complessivo di Peter Thiel ammonta a 34,2 miliardi di dollari. La sua ricchezza deriva prevalentemente dagli investimenti effettuati, negli anni, nel settore tecnologico.

L’articolo Il miliardario Peter Thiel teme la svolta radicale dei Democratici: “Il rischio è un presidente socialista nel 2028” è tratto da Forbes Italia.

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