Da Sanremo a Cannes: l’agenzia italiana che cresce integrando creator, eventi e brand experience
Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Dal commerciale di concessionarie pubblicitarie alla direzione della comunicazione estera per Max Mara in Asia, fino alla svolta imprenditoriale: il percorso di Valentina Cammarata si riflette oggi in Futura Company. A quasi dieci anni dalla fondazione, l’agenzia si è consolidata nell’integrazione tra online e offline, muovendosi tra talent management e grandi brand experience per eventi internazionali.
Come è nato il progetto Futura e come si è evoluto nel tempo?
Futura è nata quasi dieci anni fa come agenzia focalizzata sul talent management. Ci siamo affermati in questo settore partendo dalla mia esperienza professionale tra concessionarie pubblicitarie e aziende. Abbiamo iniziato gestendo i primi creator digitali e oggi ne seguiamo circa 30. Con il tempo abbiamo osservato l’evoluzione del mercato e ampliato i servizi, integrando consulenza aziendale, brand experience, eventi sul territorio e format proprietari. Oggi il management resta un asset fondamentale, ma siamo diventati una società che lavora anche sulle esperienze e sulle media partnership per grandi eventi istituzionali e culturali.
Tra i vostri primi progetti c’è stata la Bobo Tv. Come è nata quell’esperienza?
Nei primi anni abbiamo investito molto sulla diversificazione dei canali. Il progetto più rappresentativo è stato la Bobo Tv di Christian Vieri. Nel 2019 abbiamo scelto di puntare su Twitch quando in Italia era considerata quasi esclusivamente una piattaforma dedicata al gaming. Insieme a Vieri abbiamo contribuito a introdurre un nuovo modo di raccontare il calcio, costruendo una community molto attiva e avvicinando il pubblico ai protagonisti del mondo sportivo. È stata una scelta che si è trasformata in un progetto commerciale concreto.
Oggi Futura è presente nei principali appuntamenti culturali. Su quali progetti vi siete concentrati quest’anno?
Siamo stati media partner di eventi come i Digital Design Days e il Milano Film Fest. Per il festival abbiamo sviluppato Beyond the Red Carpet, un format dedicato al racconto delle connessioni tra brand e talent. Lo abbiamo portato anche al Festival di Cannes all’interno di Maison Futura, con uno spazio dedicato alle attività di networking e produzione di contenuti. Nato alcuni anni fa a Venezia, Beyond the Red Carpet è oggi un format strutturato che accompagnerà stabilmente i principali eventi caratterizzati dalla presenza di un red carpet.
Sanremo è una tappa centrale per le attività di Futura. Quali sono i dati dell’ultimo festival e i prossimi sviluppi strategici?
Sanremo è un asse portante della nostra programmazione di eventi su larga scala. Nell’edizione 2026 abbiamo consolidato la presenza fisica e digitale sul territorio attraverso il Futura Hub all’interno di Casa Sanremo, di cui siamo stati media partner ufficiale. I dati sul campo registrano oltre 15mila presenze complessive e il coinvolgimento di più di 250 artisti. In totale abbiamo attivato 11 brand partner — tra cui operazioni di rilievo come l’area podcast con Nostalgear, i presidi interattivi di Nintendo Switch e le campagne di sampling e seeding per Noberasco e Milor —, superando il milione di visualizzazioni sui canali digitali. Sul fronte editoriale abbiamo curato progetti speciali con i nostri talent, come il format radiofonico con Chiara Carcano per Rai Radio 2 che ha raccontato gli artisti dal palco dell’Ariston, e le produzioni street di Fabio De Vivo per RestivOil e Compeed. Saremo presenti anche nell’edizione 2027 come media partner.
Parlate spesso di un servizio ‘chiavi in mano’. Come riuscite a integrare online e offline?
La parola chiave è crossmedialità. Ogni progetto nasce per collegare attività digitali ed esperienze fisiche. Un esempio è una campagna realizzata per Glovo durante gli Europei di calcio, che ha coinvolto creator, utenti e un evento dal vivo. In altri casi abbiamo seguito l’intero percorso di lancio di un prodotto, dalla gestione delle relazioni con i media agli eventi, fino alle attività di seeding e sampling. L’obiettivo è creare un ecosistema in cui ogni iniziativa offline produca contenuti e valore anche online.
Da quante persone è composto il team e quale filosofia guida la crescita dell’agenzia?
Oggi lavorano con noi circa 20 professionisti tra area operativa, marketing, ufficio stampa e amministrazione. Fin dall’inizio ci siamo definiti una boutique agency e continuiamo a esserlo. Preferiamo concentrarci sulla qualità dei progetti piuttosto che aumentare indiscriminatamente il volume delle attività. Questo approccio ci consente di mantenere un rapporto diretto sia con i talent, sia con le aziende.
Avete recentemente annunciato una joint venture nel settore musicale. Quali sono i piani per il futuro?
Abbiamo avviato una joint venture con Double Duck, agenzia specializzata in live show ed eventi musicali. Questa collaborazione ci permetterà di rafforzare ulteriormente la presenza nel settore degli eventi dal vivo. Nei prossimi anni il talent management resterà un pilastro della società, ma crescerà anche l’area dedicata alle event experience. Stiamo già lavorando ai principali appuntamenti del calendario, da Venezia a Sanremo, sviluppando progetti sempre più personalizzati per brand e partner.
L’articolo Da Sanremo a Cannes: l’agenzia italiana che cresce integrando creator, eventi e brand experience è tratto da Forbes Italia.
