Volkswagen taglia le stime sui ricavi: utili giù del 32,9%, pesa la crisi dell’auto europea

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Volkswagen ha rivisto al ribasso le previsioni di fatturato per il 2026 dopo aver chiuso un secondo trimestre inferiore alle attese, con un utile netto in calo del 32,9% a 1,54 miliardi di euro. Il gruppo tedesco prevede ora, nella migliore delle ipotesi, ricavi in linea con quelli dello scorso anno, con una possibile flessione fino al 3%, mentre in precedenza stimava una crescita fino al 3%. Restano invece confermate le previsioni sul margine operativo, atteso tra il 4% e il 5,5%, dopo il 2,8% registrato nell’intero esercizio precedente.

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Ricavi in crescita, ma profitti in forte contrazione

Il gruppo, che controlla anche Audi e Porsche, ha archiviato il secondo trimestre con risultati inferiori alle aspettative degli analisti per il secondo trimestre consecutivo.

Tra aprile e giugno il fatturato è aumentato del 2% a 82,44 miliardi di euro, nonostante il calo delle vendite di autovetture. L’utile operativo è sceso del 9,5% a 3,47 miliardi di euro, con un margine operativo in flessione dal 4,7% al 4,2%. I risultati sono stati inferiori alle attese del mercato: gli analisti prevedevano infatti ricavi leggermente più bassi, ma un utile operativo e un utile netto significativamente superiori.

A pesare sui conti hanno contribuito soprattutto l’impatto dei dazi statunitensi, la debolezza della domanda in Cina e la crescente pressione competitiva nel mercato automobilistico.

Antlitz: “Accelerare sul taglio dei costi”

“Dobbiamo accelerare gli sforzi per ridurre strutturalmente la nostra base di costi e migliorare in modo sostenibile la qualità dei nostri utili. Ciò che conta ora è un’attuazione rapida e coerente”, ha dichiarato il direttore finanziario Arno Antlitz.

Il manager ha definito il 2026 un anno ancora impegnativo, spiegando che il gruppo dovrà concentrarsi ancora di più sulla riduzione dei costi fissi. In un’intervista a Bloomberg ha inoltre affermato di vedere il mercato statunitense ancora in crescita nonostante i dazi, pur ribadendo che i costruttori europei hanno bisogno di “una buona soluzione” sul fronte delle tariffe commerciali con gli Stati Uniti.

Contestualmente, l’amministratore delegato Oliver Blume ha confermato che il piano di ristrutturazione del gruppo, che comprende anche una proposta di riduzione di circa 100.000 posti di lavoro, rappresenterà la più ampia riorganizzazione mai avviata da Volkswagen.

Vendite sul comparto auto, Piazza Affari regge

La trimestrale di Volkswagen ha alimentato le vendite sull’intero comparto automobilistico europeo. L’indice europeo Stoxx 600 Automobiles & Parts in calo dello 0,5%, Volkswagen in ribasso di circa l’1,6% a Francoforte e Renault in flessione a Parigi. Piazza Affari ha invece contenuto l’impatto, con il Ftse Mib in rialzo di circa lo 0,8%. A Milano è in calo anche Stellantis, che pubblicherò i la trimestrale il prossimo 30 luglio. A giugno il gruppo ha immatricolato 191.012 veicoli in Europa, in crescita del 5,3% rispetto a un anno prima, ma con una performance inferiore a quella del mercato, che ha determinato una riduzione della quota dal 14,6% al 13,6%. Nel primo semestre le immatricolazioni sono salite a 1.096.783 unità (+5,3%), con una quota sostanzialmente stabile al 15,2%, confermando il secondo posto del gruppo per quota di mercato in Europa.

L’articolo Volkswagen taglia le stime sui ricavi: utili giù del 32,9%, pesa la crisi dell’auto europea è tratto da Forbes Italia.

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