Il distretto che arreda il mondo: la Brianza alla conquista del design globale
Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Small Giants. Abbonati!
Monza Brianza è un territorio dinamico, mosso da comparti trainanti quali meccanica, chimica, Ict e logistica. Ma, prima di tutto, è la patria del mobile e arredi, con 1.325 aziende, 9.879 addetti, 2,2 miliardi di euro di fatturato brilla quale provincia italiana con il maggior numero di imprese dedicate al settore, vertice di un triangolo, che si completa con Lecco (115 aziende) e Como, 870 aziende, 6.583 addetti, export di 786 milioni di euro, ricavi per 1,2 miliardi.
È una terra cresciuta attorno al legno, a pane e trucioli, in un crescendo di perizia artigiana, e forte della cultura dell’arredo. La forza della Brianza si è nutrita anche del rapporto con Milano, città che ne amplifica prestigio e visibilità internazionale. L’ultimo Salone del Mobile e annesso Fuori Salone, il principale appuntamento mondiale del design, così fitto di aziende brianzole, lo ha mostrato con evidenza. I più bei palazzi milanesi erano inondati di manufatti brianzoli, da Palazzo Visconti con Neutra a Palazzo Clerici con Poliform. In sintesi: la Brianza produce e Milano espone, racconta, connette il mondo.
La filiera
Questo sistema poggia su una filiera densissima di competenze: vernici, lavorazioni metalliche, tessuti per l’arredo, marmo, vetro, imbottiture, lucidature, intarsi, falegnamerie specializzate. Un mosaico di piccole, medie e grandi imprese capace di trasformare in oggetto anche le intuizioni più ambiziose dei designer.
Le radici sono profonde. I boschi offrivano materia prima; nei tempi morti del calendario agricolo molti contadini si dedicavano alla falegnameria. Con la diffusione delle ville di delizia e delle dimore borghesi crebbe la domanda di mobili di pregio, e quel lavoro accessorio divenne mestiere stabile. A Lissone, epicentro storico del distretto, prese forma una tradizione d’eccellenza poi consolidata dalla Scuola Professionale di Disegno e Intaglio, fondata nel 1870.
In un simile laboratorio di talenti sono nati marchi divenuti simboli globali del design: Cassina, B&B, Panzeri, Caimi, UniFor, Molteni&C, Poliform, Giorgetti. Aziende capaci di trasformare oggetti d’uso in icone collettive. Cassina, oggi nel gruppo Haworth Lifestyle Design, richiama subito alla mente la 699 Superleggera, capolavoro di essenzialità firmato da Gio Ponti. Nel tempo ha chiamato a raccolta figure come Vico Magistretti, Carlo Scarpa, Philippe Starck, Piero Lissoni, Patricia Urquiola.
Un altro oggetto entrato nella memoria del design è il divano Le Bambole di B&B Italia, creato da Mario Bellini e reso celebre dalle campagne fotografiche di Oliviero Toscani. Fondata nel 1966 da Piero Ambrogio Busnelli con la partecipazione iniziale di Cassina, B&B mostrò fin dall’inizio ambizioni internazionali. Lo dimostra anche la scelta di affidare la sede ai giovani Renzo Piano e Richard Rogers, allora impegnati nella progettazione del Centre Pompidou di Parigi. Dal 2018 è parte di Flos B&B Italia Group, polo globale dell’alta gamma che riunisce, oltre a Flos e B&B Italia, Louis Poulsen, Maxalto, Arclinea, Azucena, Fendi Casa, Audo Copenhagen e Lumens.
Altro storico nome brianzolo è Poliform, presente con atelier anche là dove batte il cuore di Milano, in piazza della Scala. Nata nel 1942 come impresa artigiana delle famiglie Spinelli e Anzani, si è trasformata in un gruppo da 711 dipendenti e 350 milioni di fatturato aggregato. Alla guida c’è Marco Spinelli, terza generazione di famiglia.
Anche la storia di Molteni&C, altro pilastro della Brianza, attraversa quasi un secolo. Si torna al 1934, quando il ventiduenne Angelo Molteni apre una falegnameria a Giussano. Da bottega artigiana l’impresa cresce fino a diventare riferimento internazionale. Dal 2021 il suo percorso è raccontato dal Molteni Museum, tra prodotti, prototipi e documenti storici.
Storie di cessioni, accorpamenti, ma anche di ritorni di fiamma. È il caso di Emanuele Chicco Busnelli, figlio di Piero Ambrogio, che rientrato dagli Stati Uniti ha acquisito nel 2022 Neutra, realtà di Seregno che nel 2030 compirà 150 anni. Forte di una lunga esperienza nella lavorazione di marmi, graniti, onici, pietre e quarzi, oggi, con la direzione creativa dello studio Migliore+Servetto, firma opere d’interior cesellate nella pietra, veri e propri manufatti da collezione.
Non solo arredo
Quello dell’arredo è solo uno dei motori di un territorio che conta 63.168 imprese attive: oltre 13mila nel commercio, circa 12mila nelle costruzioni, una robusta componente manifatturiera, più di 32mila ditte individuali e circa 20.800 società di capitali. Il fatturato delle prime mille aziende vale 69,8 miliardi di euro, secondo Assolombarda. Tutti i 55 comuni di Monza-Brianza ospitano almeno una delle imprese in classifica, e ben 17 superano il miliardo di ricavi. In testa Monza con 12,3 miliardi e Vimercate con 9,7; seguono Agrate Brianza (6,4), Desio (5,2), Lissone (3,8).
Nel territorio monzese sedici aziende oltrepassano quota 800 milioni di euro di fatturato. Guida Esprinet a Vimercate, seguita da STMicroelectronics ad Agrate Brianza, Mediamarket a Verano Brianza, Gaia a Desio, Candy a Brugherio, Basf Italia a Cesano Maderno), Sol a Monza, Decathlon Italia a Lissone, Intercos ad Agrate Brianza.
STMicroelectronics, colosso dei microprocessori, ha eletto Agrate a polo strategico della propria attività. Lo dimostrano gli investimenti: 1,5 miliardi di dollari entro il 2027 e ulteriori 2,8 miliardi tra il 2028 e il 2034, destinati all’espansione produttiva — con obiettivo 14 mila fette entro il 2034 — e alla ricerca.
Nella farmaceutica spicca Roche, radicata da oltre 130 anni sul territorio monzese e lombardo. In Lombardia, regione capace di attrarre investimenti e modello d’eccellenza sanitaria, un euro ogni mille di Pil è riconducibile all’attività del gruppo, per un impatto complessivo di 467 milioni di euro.
A Brugherio ha sede Candy Hoover Group, dal 2018 controllata dalla cinese Haier. Fondata a Monza nel 1927 come fabbrica di macchine utensili, produce elettrodomestici dal 1945. Fu la prima azienda italiana a realizzare lavatrici.
Brianza significa anche tecnologia. Il pensiero corre a Esprinet, leader europeo nella distribuzione B2B di informatica ed elettronica di consumo, nata in Italia nel settembre 2000. Quotata al segmento Star di Borsa Italiana dal 2001, ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 4,29 miliardi di euro, in crescita del 4 per cento sull’esercizio precedente.
L’articolo Il distretto che arreda il mondo: la Brianza alla conquista del design globale è tratto da Forbes Italia.
