Anche Moratti e Elkann investono sul legaltech: 2 milioni alla startup che vuole cambiare il legale delle imprese
Iusful, la startup italiana che punta a cambiare il modo in cui le imprese affrontano le proprie esigenze legali, annuncia la chiusura di un round pre-seed da 2 milioni di euro, guidato dai fondi United Ventures e Italian Founders Fund, con la partecipazione dei family office italiani Moratti (Alecla7), Elkann (Vento), Mondini (Vesper Holding) e Berlusconi (Ithaca Investments).
Il round aiuterò Iusful nel passaggio dalla fase di validazione iniziale a quella di crescita e scalabilità del modello. Il finanziamento permetterà di accelerare lo sviluppo della piattaforma e ampliare il team: nei prossimi 12 mesi Iusful punta a inserire oltre 30 nuove risorse nelle aree tech-prodotto, go-to-market, engineering, marketing e Sdr/Bdr.
Il supporto legale nelle imprese italiane
L’obiettivo da cui è nata la startup è affrontare un problema concreto per le imprese italiane: il supporto legale serve ogni giorno, ma troppo spesso arriva solo quando il problema è già emerso. Farsi pagare una fattura, assumere una persona, gestire un licenziamento, firmare un contratto o affrontare una questione di compliance sono solo alcuni degli oltre cinquanta ambiti in cui un’impresa può aver bisogno di supporto legale. Non sono eccezioni, ma parte della gestione quotidiana di un’azienda.
Eppure, per molte realtà italiane, il rapporto con gli avvocati rimane legato all’insorgere di un problema, anziché a una gestione continuativa e preventiva. Il 58,4% delle imprese italiane non ha un avvocato di riferimento continuativo e il 23,3% non si è mai rivolto a un legale. A questo si aggiunge la difficoltà di individuare il professionista giusto, mentre sempre più imprenditori si affidano a chatbot generalisti senza validazione professionale, con il rischio di esporsi a conseguenze legali rilevanti.
Quando invece il supporto c’è, è spesso discontinuo, frammentato e costoso e interviene quando il problema si è già presentato, anziché anticipare le esigenze delle imprese. Il costo è misurabile: una gestione inefficiente dei contratti, tra imprecisioni, rischi non identificati e mancata pianificazione, erode in media il 9,2% del fatturato annuo, contro il 3% delle imprese più strutturate.
Dall’esperienza degli imprenditori nasce Iusful
Il progetto nasce dall’esperienza diretta di Roberto Marazzini e Michele Papagni, imprenditori con più exit alle spalle nel mondo tech, che hanno sperimentato lungo il loro percorso professionale le difficoltà legali con cui ogni azienda può scontrarsi: costi difficili da prevedere, tempi di risposta lunghi e linguaggi tecnici di difficile comprensione.
“Abbiamo lanciato Iusful per risolvere un problema concreto che le aziende vivono ogni giorno”, dichiara Roberto Marazzini, ceo di Iusful. “Molti imprenditori italiani hanno scelto di investire in noi perché hanno vissuto in prima persona queste difficoltà: il legale è un blocco alla crescita, una spesa di cui non sai il costo finale, un’emergenza da gestire quando è già tardi, un ostacolo il giorno in cui vuoi vendere la società. Non è colpa degli avvocati. È il modo in cui il servizio viene comprato e venduto, che non è mai cambiato. Iusful esiste per cambiarlo: vogliamo che ogni pmi italiana abbia un partner legale che la segue tutto l’anno, l’avvisa prima che il problema esploda con trasparenza e velocità. Il legale deve diventare una cosa che hai, non una cosa che chiami”.
Una piattaforma per centralizzare l’attività legale
Concretamente, Iusful dà accesso a una rete di avvocati selezionati, guida l’impresa verso la soluzione più adatta alle proprie esigenze e raccoglie tutta l’attività legale in un’unica piattaforma, con tempi e costi trasparenti.
Il modello punta a superare i limiti dell’approccio legale tradizionale, combinando tecnologia e competenza professionale per rendere l’assistenza legale continuativa più accessibile, trasformando il tempo dedicato alle attività preparatorie in tempo produttivo per l’impresa. L’obiettivo non è sostituire il professionista, che resta centrale in ogni fase del processo: la tecnologia si occupa delle attività preparatorie che richiedono più tempo, mentre all’avvocato restano la validazione, la consulenza, le decisioni e la responsabilità legale.
Il team dietro Iusful
Roberto Marazzini e Michele Papagni si conoscono da anni di imprenditoria nel mondo tech, tra cui Boolean, la scuola di formazione tech che hanno co-fondato e venduto nel 2021 a un fondo di private equity. Dopo aver intrapreso percorsi separati, i due si ritrovano come consulenti e identificano alcuni problemi ricorrenti nelle imprese. Da questa esperienza nasce Iusful, sviluppata insieme alla terza co-founder Federica Pulcino e affiancata dall’avvocato e clo Alberto Moneta, che coordina la rete di professionisti abilitati attivi sulla piattaforma.
Dal soft launch del 23 giugno 2026, Iusful ha gestito oltre 100 casi, coprendo le esigenze legali più ricorrenti: dalla contrattualistica commerciale alla privacy e al Gdpr, dal diritto del lavoro al recupero crediti, fino a fiscale e tributario, due diligence legale, sicurezza sul lavoro, diritto societario, proprietà intellettuale, contenzioso e Adr, e-commerce e diritto digitale. L’obiettivo è affiancare come partner legale almeno mille imprese italiane entro il 2028, aiutandole a ridurre le inefficienze legali.
L’articolo Anche Moratti e Elkann investono sul legaltech: 2 milioni alla startup che vuole cambiare il legale delle imprese è tratto da Forbes Italia.
