Amex compie 125 anni in Italia e festeggia riportando in vita le Terme di Caracalla
Non capita spesso che un anniversario aziendale si traduca in un’operazione di tutela archeologica, eppure è esattamente ciò che American Express ha scelto di fare per i suoi 125 anni di storia in Italia.
Il colosso dei pagamenti ha deciso di intrecciare il proprio passato a quello più antico di Roma, riprendendo le fila di una storia cominciata oltre un secolo fa a Genova, con un primo ufficio import-export nel 1901.
Da lì l’espansione è rapida: Napoli nel 1906, la sede centrale a Roma l’anno successivo, punto di riferimento per i viaggiatori americani in Italia, e poi Firenze, Venezia, Palermo e Milano entro il 1930. Nei decenni successivi il loro business si è trasformato insieme al Paese: dai servizi per i viaggi internazionali ai pagamenti digitali, passando per tappe che hanno segnato il mercato italiano come il lancio della prima carta American Express nel 1971, l’arrivo di Membership Rewards nel 1994 e, più recentemente nel 2020, la campagna Shop Small a sostegno dei piccoli esercenti.
Le Terme di Caracalla come palcoscenico
Per mettere in scena questo traguardo, American Express Italia ha scelto un luogo simbolo dell’archeologia capitolina: le Terme di Caracalla. Qui, la sera del 14 settembre, si è tenuta una performance immersiva costruita con centinaia di droni, capace di restituire per una sola notte la magnificenza del complesso termale così come poteva apparire nel III secolo dopo Cristo, quando era uno dei più grandi impianti pubblici del mondo antico.
Ma lo show, per quanto scenografico, è solo la parte più visibile di un impegno destinato a durare molto più a lungo di una serata. Attraverso l’Art Bonus, lo strumento normativo italiano che incentiva le erogazioni private a favore della cultura, l’azienda finanzierà infatti il restauro di un gruppo di reperti archeologici emersi durante le campagne di scavo più recenti condotte proprio alle Terme di Caracalla.
Monete, gemme e bronzi mai visti dal pubblico
Si tratta di oggetti datati tra il III e il IV secolo dopo Cristo — monete, gemme incise, frammenti in bronzo ed elementi scultorei — ritrovati in ambienti un tempo frequentati da chi si recava alle Terme. Materiali mai restaurati né esposti finora, che secondo la Soprintendenza raccontano la quotidianità di chi popolava questi spazi quasi duemila anni fa.
“Le più recenti campagne di scavo alle Terme di Caracalla hanno riportato alla luce reperti che aggiungono importanti dettagli alla nostra conoscenza delle persone che, quasi duemila anni fa, frequentavano questo straordinario complesso”, ha spiegato Daniela Porro, Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, sottolineando come questi piccoli manufatti — pur non avendo la monumentalità dell’impianto termale — restituiscano un tassello prezioso di vita quotidiana. Grazie al sostegno di American Express, ha aggiunto, i reperti potranno essere restaurati, studiati e, in prospettiva, mostrati al pubblico.
Il percorso prevede prima la conservazione e lo studio scientifico dei manufatti, poi un debutto pubblico atteso per il 2027, con l’obiettivo finale di integrarli in un’esposizione permanente all’interno del sito archeologico.
Un filone di investimenti culturali che non nasce oggi
A motivare la scelta è stato lo stesso amministratore delegato di American Express Italia, Jean Diacono, che lega esplicitamente l’anniversario a una responsabilità verso il futuro più che verso la nostalgia: “Raggiungere questo traguardo non significa soltanto guardare alla strada percorsa, ma anche chiederci che cosa possiamo contribuire a rendere possibile per il futuro“, ha dichiarato, spiegando come le due iniziative — lo spettacolo e il restauro — rappresentino due facce della stessa idea: la prima temporanea e simbolica, la seconda destinata a lasciare un’eredità concreta e duratura.
L’operazione alle Terme di Caracalla non è un episodio isolato. Negli ultimi anni Amex ha costruito un percorso di sostegno al patrimonio culturale del Paese. Nel 2022 l’azienda aveva contribuito al restauro degli affreschi del Duomo di Firenze; nel 2024 ha avviato una collaborazione con il Museo Nazionale Romano per la digitalizzazione dei suoi archivi. Un filo conduttore che lega il business dei pagamenti — fondato su fiducia e servizio — alla tutela di beni che, di fatto, rappresentano l’attrattiva turistica su cui buona parte dell’economia italiana continua a fare leva.
A 125 anni dal suo arrivo a Genova, American Express prova a raccontare la propria storia italiana non solo attraverso numeri e prodotti finanziari, ma anche attraverso il patrimonio del Paese in cui quella storia è cresciuta.


L’articolo Amex compie 125 anni in Italia e festeggia riportando in vita le Terme di Caracalla è tratto da Forbes Italia.
