Banca Generali lancia Pmi2Change per portare più capitali alle piccole e medie imprese
Contenuto tratto dal numero di settembre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
In Italia c’è un divario tra la consistenza del risparmio privato e la dimensione del mercato dei capitali. Le piccole e medie imprese non quotate sono circa cinque milioni, con un valore complessivo che a fine 2025 si attestava intorno ai 1.800 miliardi di euro, contro i 1.200 miliardi delle società presenti in Borsa: un rapporto invertito rispetto ad altre economie europee, come Germania, Francia e Spagna, dove il valore delle società quotate supera quello delle non quotate.
Sulla Borsa di Milano, le aziende con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro sono circa l’80% del totale, ma concentrano solo il 3% del controvalore complessivo del listino. Questa concentrazione determina bassa liquidità, scarse coperture analitiche e valutazioni a sconto per molte imprese con fondamentali solidi. Per intervenire su questo segmento e convogliare risorse finanziarie verso le pmi nazionali, Banca Generali ha presentato il progetto Pmi2Change.
L’iniziativa affronta due questioni: incrementare la liquidità e la visibilità delle pmi già quotate e offrire percorsi di avvicinamento al mercato dei capitali per le aziende non quotate.
Un indice dedicato a 100 pmi quotate
Il primo pilastro del progetto utilizza le competenze di Intermonte, operatore finanziario specializzato nelle pmi ed entrato nel gruppo Banca Generali all’inizio del 2025. Insieme le due realtà hanno sviluppato l’indice Intermonte Valore Italia, che comprende 100 società quotate con capitalizzazione inferiore a 1 miliardo di euro, con l’esclusione di quelle presenti nel Ftse Mib.
La selezione dell’indice applica parametri di liquidità e bilancio: un flottante minimo, copertura da parte di analisti, governance definita e sostenibilità del livello di indebitamento. Le aziende incluse operano in settori come meccanica, tecnologia, beni di consumo, energia e salute. A fine 2025 registravano un fatturato aggregato di circa 33 miliardi di euro, con una crescita media annua del 16% nel biennio precedente e quasi 120mila dipendenti.
“Oggi le imprese hanno talento, capacità e ambizione, ma operano in un contesto sempre più complesso, in cui l’accesso al capitale e il confronto con il mercato non sono sempre all’altezza del loro potenziale”, ha dichiarato Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali. “Pmi2Change nasce proprio da qui, con un obiettivo preciso: contribuire a rafforzare il legame tra capitale e imprese, riportando al centro il ruolo del mercato nella crescita delle piccole e medie aziende italiane”.
Un etf con un obiettivo di raccolta da 500 milioni
In parallelo all’indice, Banca Generali ha strutturato — con Investlinx e Intermonte — un etf a gestione attiva Pir compliant che investe prevalentemente sui titoli compresi nell’Intermonte Valore Italia. Lo strumento è concepito per incanalare capitale verso il listino, in coerenza con gli indirizzi dell’European Savings and Investments Union (Siu).
Banca Generali ha previsto un supporto iniziale alla raccolta pari a 100 milioni di euro nei primi mesi, per poi raggiungere 500 milioni di euro nel medio termine. Si stima che questo flusso possa generare volumi d’acquisto compresi tra uno e due milioni di euro al giorno, pari a oltre il 5% del flottante complessivo delle aziende nell’indice.
Dalle imprese private alla quotazione in Borsa
Il secondo ambito di Pmi2Change si rivolge al mercato privato. All’interno del bacino delle imprese non quotate, tra le cinquemila e le diecimila aziende presentano parametri dimensionali e reddituali idonei per una quotazione in Borsa. A partire dall’autunno, Banca Generali avvierà un ciclo di incontri territoriali, in collaborazione con PwC Italia, per illustrare agli imprenditori i requisiti tecnici, operativi e di governance necessari per accedere al listino o raccogliere capitale di rischio.
L’obiettivo espresso dai vertici di Intermonte, guidati dall’amministratore delegato Guglielmo Manetti, è permettere agli imprenditori di valutare la quotazione come leva di finanziamento dello sviluppo industriale, mantenendo al contempo l’assetto di controllo e la governance aziendale.
Banca Generali amplia il ruolo di “banca dell’imprenditore”
L’operazione rientra nel processo di ampliamento dei servizi della banca verso l’investment e il corporate banking, accelerato con Intermonte per integrare la gestione del patrimonio familiare con le esigenze finanziarie dell’impresa. “Questo strumento si inserisce in continuità con le principali iniziative di sistema e mira a diventare un meccanismo stabile per aumentare nel tempo gli investimenti e la liquidità sul mercato delle pmi quotate”, ha aggiunto Mossa.
“Visibilità e accesso al capitale non sono più elementi accessori, ma fattori determinanti per rafforzare la competitività e sostenere la crescita nel lungo periodo. Pmi2Change rappresenta l’evoluzione del nostro ruolo di ‘banca dell’imprenditore’: non solo partner finanziario, ma parte attiva di un sistema più ampio a supporto dello sviluppo del tessuto produttivo italiano”.
L’articolo Banca Generali lancia Pmi2Change per portare più capitali alle piccole e medie imprese è tratto da Forbes Italia.
