Milano 2030: dieci voci per la capitale europea della conoscenza

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Promosso da Forbes Italia e dalla Consulta degli Esperti, Milano 2030 è stato un importante momento di confronto e condivisione che ha visto alternarsi sul palco rappresentanti delle istituzioni cittadine, docenti ed esperti del mondo dell’industria, della finanza, della scienza e del Terzo Settore. La prima edizione si è svolta a Duomo Space, la casa di Forbes Italia nel centro di Milano, con la moderazione del giornalista di Forbes Italia Edoardo Prallini, per tracciare insieme le traiettorie e le strategie utili a costruire la Milano del futuro.

Ad aprire i lavori è stato Nicola Formichella, ceo di Forbes Italia, che ha raccontato come l’iniziativa sia nata dall’incontro con Maurizio Bernardo. Forbes è abituata a raccontare il successo degli imprenditori, ma a ispirare i giovani possono essere anche le istituzioni. Da questa convinzione, ha spiegato, nasce l’idea di Milano 2030, che avrà un secondo atto a Roma il 21 ottobre e culminerà in un grande evento di Forbes Italia dedicato a Italia 2035.

Il testimone è passato a Maurizio Bernardo, presidente della Consulta degli Esperti, che ha rivendicato la scelta della città: “l’idea della ripartenza non poteva che essere da Milano”. Al suo fianco Silvia Pezzulo, anch’essa membro dell’associazione.

Le origini del progetto le ha ricostruite Luigi Casero, del consiglio di amministrazione di PwC in Italia e fondatore della Consulta degli Esperti. Ha ricordato le riforme nate con il contributo di professori ed esperti, dalla fatturazione elettronica alla dichiarazione precompilata, dal rientro dei capitali al rientro dei cervelli. Oggi la comunità conta oltre 350 membri e, ha precisato, il suo compito non è sostenere un partito, ma offrire “delle idee che possono essere recepite e portate avanti da chi ritiene che queste possano essere utili e interessanti”. Casero ha poi guardato al passato per guardare avanti, evocando gli stati generali di Milano del 1998, da cui nacquero progetti come City Life, nella speranza che oggi si generino idee nuove per il 2030 e il 2040. Proprio al futuro è dedicato il prossimo appuntamento annunciato da Bernardo: il 19 novembre in Senato, con al centro l’intelligenza artificiale.

Gli assessori: Milano, capitale della conoscenza

Sul “fare squadra” si è soffermata Alessia Cappello, assessore allo sviluppo economico e politiche del lavoro del Comune di Milano, che ha indicato nel “costruire un sistema, una rete, un’alleanza, una squadra” il vero vantaggio della città. Lo dimostrano il successo delle Olimpiadi, le settimane della moda e del design e l’arrivo a Milano dello spin-off europeo del Ces di Las Vegas. Lo dimostra anche una scelta in apparenza piccola: i ticket restaurant cumulabili per i 14 mila dipendenti del Comune, accolti a Palazzo Marino con un applauso. Da non milanese, ha concluso, la lezione che porta con sé è “un saper fare squisitamente milanese che va poi portato avanti e tramandato”.

Sullo stesso tono Emmanuel Conte, assessore al bilancio, demanio e piano straordinario casa del comune di Milano, che ha descritto la città con due coppie di parole, sviluppo e inclusione, produttività e solidarietà, ricordando che “milanese si diventa”. I numeri raccontano l’attrattività: gli studenti universitari sono passati da 160.000 a 230.000 in pochi anni. Ora la sfida è un’altra: “siamo stati bravissimi ad attrarre, oggi dobbiamo dimostrare di essere altrettanto bravi a trattenere e a custodire quello che abbiamo ottenuto”.

Donne, ingegneria e moda: il talento come filo conduttore

È su questo capitale umano che si è aperta la sequenza dei dieci interventi. Olga Cola, presidente di Women Care Ets, ha portato la voce delle donne, tra parità di genere, contrasto alla violenza economica e leadership femminile. Ha indicato nelle startup femminili, dal femtech al deeptech, una best practice milanese da sostenere.

Dal talento alle infrastrutture: Carmelo Iannicelli, presidente dell’ordine degli ingegneri di Milano, ha spiegato come i digital twin, i gemelli digitali di strade e quartieri, possano prevedere gli effetti delle scelte urbanistiche, fino a simulare l’impatto del prezzo di un biglietto della metropolitana sul mercato immobiliare. Ma la sfida, ha precisato, non è tecnologica: “Il vero tema è il fattore umano, il fattore culturale”. Per questo l’obiettivo è creare una cultura capace di governare la transizione digitale, perché la Milano del 2030 sia una città all’avanguardia in Europa.

Il talento è tornato protagonista con Marita Spera, chief public affairs and corporate communication officer di Otb, che ha ricordato come la moda non sia solo immagine: vale 94 miliardi, con 600 mila addetti diretti e 600 mila indiretti, e richiama 420 mila visitatori alle settimane della moda. “Milano deve essere top of mind di qualsiasi azienda internazionale che voglia venire qui”, con Comune, Regione e Governo uniti contro la concorrenza di Shanghai, Seul e Tokyo.

Intelligenza artificiale, ambiente e capitali

Guardare avanti significa anche governare l’innovazione. Simone Crolla, consigliere delegato della American Chamber of Commerce in Italy, ha proposto di fare di Milano la capitale mondiale della governance etica dell’intelligenza artificiale, con un’agenzia dedicata. Un comitato promotore è in formazione, tutte le università milanesi hanno firmato l’appello e un manifesto sarà presentato pubblicamente. L’intelligenza artificiale, ha detto, apre “una rivoluzione cognitiva”, e la proposta è “una sfida che la città di Milano lancia a livello globale”.

Dall’innovazione alla sostenibilità, obiettivo del 2030: Lucia Lo Palo, presidente di Arpa Lombardia, ha ricordato che i dati ambientali parlano di aria in miglioramento da 25 anni e che la Lombardia è l’unica agenzia ambientale italiana con un presidente. “Milano ha un’anima, ha un genio”, ha detto, e la ricetta è “accorciare la distanza fra le istituzioni e le persone” con comunicazione e formazione, a partire dalle scuole, per una Milano più verde e meno cementificata.

A riportare il discorso sui conti è stato Enrico Falck, ceo e founder di Larry Spa, con uno sguardo da imprenditore: l’Italia è indebitata per 3,2 trilioni e Milano cresce tra lo 0,5% e l’1%.

Prossimità, ascolto e longevità: la città che si prende cura

L’ultima parte della serata ha portato il tema in una dimensione più umana. Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, ha raccontato la farmacia trasformata in luogo di prevenzione e screening: “ho voluto che la farmacia diventasse veramente un presidio”. Milanese da generazioni e insignita dell’Ambrogino d’oro, oggi consigliera comunale, guarda alle elezioni del 2027 con un auspicio.

Per rendere la città davvero vicina ai cittadini serve però ascoltarli, e Alfredo Pratolongo, direttore comunicazione e affari istituzionali di Heineken Italia, lo ha detto con semplicità: “la parola è ascolto”. Ha presentato il Together Lab, avviato nel 2025, un lavoro di ascolto delle conversazioni dei giovani tra i 18 e i 35 anni, legato al purpose aziendale “we brew the joy of true togetherness”.

Il tema della fragilità è arrivato con Maria Cristina Ferradini, amministratore delegato di Fondazione Amplifon Ets: “una città che sappia accogliere e dare spazio alla fragilità è una città che dà spazio e sa accogliere meglio anche chi fragile non è”.

A chiudere è stato Luca Degani, presidente di Uneba, con i numeri della demografia milanese: tra il 1973 e il 2026 mancano quasi 400 mila persone, l’età media è di 47 anni e chi vive in una Rsa ha in media più di 88 anni. Da qui l’appello a puntare su telemedicina e telemonitoraggio per mantenere gli anziani a casa e sull’housing intergenerazionale: Milano, ha concluso, “dovrebbe essere capace di pensare sia al proprio sviluppo economico che al proprio sviluppo sociale”.

Milano 2030 è stato realizzato da Forbes Italia e dall’Associazione Consulta Esperti Per l’Italia.


La gallery dell’evento:


 

L’articolo Milano 2030: dieci voci per la capitale europea della conoscenza è tratto da Forbes Italia.

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