Intesa avanza su Mps, Lovaglio cerca una via d’uscita: tutte le opzioni sul tavolo

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Giornata campale per il dossier Mps-Intesa Sanpaolo. La banca senese guidata da Luigi Lovaglio ha indetto per la giornata di oggi, lunedì 12 ottobre, un cda straordinario. Obiettivo: decidere la contromossa da adottare per blindare a tutti i costi la propria indipendenza dall’Opas di Ca’ de Sass. Impresa a dir poco ardua, visto che Lovaglio ha ormai contro in primis il maggiore azionista del Monte, ovvero Delfin che, con il suo 17,5% del capitale, ha già deciso di impegnarsi a portare in adesione all’offerta di Intesa, a seguito del suo rilancio, l’intera partecipazione in suo possesso. Idem ha deciso di fare Edizione, holding della famiglia Benetton, con la sua quota pari all’1,45%.

Il muro degli azionisti

Un altro duro colpo che Lovaglio ha incassato è arrivato con l’annuncio del gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone, secondo principale azionista di Mps con una quota del 13,5%, che ha deciso che voterà contro tutti i punti all’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria di Siena del prossimo 29 ottobre.

Lo scudo che Lovaglio ha innalzato per difendersi dall’Opas di Intesa, articolato sulle due Ops su Banca Generali e su Banco Bpm, si è praticamente infranto contro il muro di “no” dei tre azionisti. Non solo: il Corriere della Sera ha indicato che, a favore dell’offerta di Intesa, si sarebbe schierata anche la cassa previdenziale Enasarco, così come l’azionista Giorgio Girondi. Nel cda straordinario di oggi Lovaglio dovrà dunque attingere a tutte le sue capacità strategiche per convincere gli altri azionisti di Siena ad appoggiare il suo piano. Tentativo che molti analisti hanno definito già mission impossible, visto che il nuovo prezzo offerto da Intesa Sanpaolo è diventato una tentazione a cui è difficile resistere. E, fin da subito, la doppia Ops promossa da Mps per difendersi dalla banca milanese guidata da Carlo Messina era stata considerata un’arma spuntata.

Le contromosse di Lovaglio

Cosa può fare a questo punto Lovaglio? Secondo gli ultimi rumor, il banchiere potrebbe decidere di posticipare l’assemblea straordinaria del prossimo 29 ottobre, in cui si deciderà a questo punto il destino di Mps. Non per sua decisione, ma per quanto chiarito da Intesa Sanpaolo, che ha subordinato l’efficacia della sua offerta alla bocciatura del piano di Lovaglio, lanciando così un ultimatum agli azionisti di Mps.

L’altra opzione è rendere il dividendo straordinario del Monte dei Paschi di Siena ancora più ghiotto dei 4 miliardi di euro considerati, distribuendo magari l’intero pacchetto del 13,3% di azioni Generali, di cui l’istituto ha il controllo dopo aver espugnato Mediobanca. Ma quest’ultima ipotesi potrebbe scontrarsi con la Vigilanza della Bce.

C’è inoltre un altro fattore che rema contro Lovaglio: la decisione degli altri azionisti del Monte dei Paschi di Siena, ovvero del Mef (che detiene il 4,86% di Mps) e di Bpm (che ha il 3,74% del capitale) di non partecipare all’assemblea di fine mese. Banco Bpm, la banca su cui Rocca Salimbeni ha lanciato una delle due Ops, è inoltre l’altro grande ostacolo che intralcia la realizzazione già poco probabile della strategia di Lovaglio, visto che il suo maggiore azionista Crédit Agricole ha detto chiaramente, nei giorni scorsi, che non aderirà all’offerta di Mps.

Uno spiraglio di speranza

Per Lovaglio si sta davvero chiudendo ogni via d’uscita? Con Delfin, Caltagirone e la famiglia Benetton e anche l’altro azionista Praude Asset Management (con lo 0,72%), che hanno formato un fronte del no superiore al 33% del capitale di Mps, Lovaglio deve riuscire a questo punto a sfoderare una strategia che convinca i fondi. Determinanti a tal proposito saranno le indicazioni che arriveranno nei prossimi giorni dai proxy advisor Iss e Glass Lewis.

Uno spiraglio di speranza si è aperto con l’annuncio di sabato scorso del proxy advisor Iss, che ha consigliato agli azionisti di Mediobanca di approvare la fusione con Mps, dando dunque il suo benestare almeno a una proposta messa in votazione da Lovaglio. Ma questa indicazione non esclude che, insieme a Glass Lewis, Iss decida di consigliare agli azionisti di Mps di aderire all’Opas di Intesa.

Nel frattempo, in vista del cda straordinario di Mps, sono tornate a circolare anche voci sulla possibilità che Lovaglio sforni come ultima carta da giocare la proposta di un’aggregazione con un nuovo possibile cavaliere bianco. Ma quale? Il pensiero va subito a UniCredit, la banca che ha appena indetto un cda straordinario, mentre circolavano rumor su un suo possibile interesse su Banca Generali. Ma per ora, dalle indicazioni che circolano a Piazza Affari, è emerso che il ceo Andrea Orcel sarebbe intenzionato a rimanere ancora spettatore, sebbene sempre interessato, di quanto sta accadendo nell’arena del risiko bancario italiano e anche europeo.

L’articolo Intesa avanza su Mps, Lovaglio cerca una via d’uscita: tutte le opzioni sul tavolo è tratto da Forbes Italia.

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