Moonshot AI punta all’Ipo a Hong Kong da 50 miliardi, ma c’è l’ostacolo di una causa da 700 milioni
Moonshot AI, la startup cinese che sviluppa il chatbot Kimi, ha depositato in via riservata la richiesta di quotazione alla Borsa di Hong Kong. La società punta a una valutazione fino a 50 miliardi di dollari e a una raccolta tra 3 e 5 miliardi, secondo le indiscrezioni pubblicate da Wall Street Journal e Bloomberg.
Prima di arrivare sul mercato, però, Moonshot deve chiudere una disputa con gli ex investitori di una società fondata dagli stessi vertici della startup. La causa vale 700 milioni di dollari e la trattativa per risolverla è in corso.
Secondo fonti vicine alla vicenda, riportate da Bloomberg, Bank of America non fa più parte del gruppo di banche che potevano essere coinvolte nell’offerta pubblica iniziale di Moonshot AI.
I fatti principali
Secondo Reuters, che cita persone a conoscenza della questione, i vertici di Moonshot sono in trattativa per chiudere una disputa legale con un azionista che chiede un risarcimento per presunti illeciti. L’obiettivo è liberare il campo prima della quotazione a Hong Kong.
Il contenzioso riguarda Recurrent.ai, la società fondata in precedenza dagli stessi dirigenti. Alcuni suoi investitori accusano il ceo Yang Zhilin e il direttore tecnologico Zhang Yutao di aver dato false dichiarazioni e di essersi arricchiti a spese di Recurrent, come si legge in una lettera dell’11 marzo inviata dai legali agli investitori di Moonshot e visionata dall’agenzia.
Recurrent aveva ricevuto il 9,5% delle azioni originarie di Moonshot al momento della fondazione. Oggi, insieme ai suoi investitori, chiede un risarcimento pari al 10,5% di quelle azioni. Secondo una fonte citata da Reuters, la richiesta potrebbe valere più di 700 milioni di dollari, considerando la valutazione di 30 miliardi raggiunta da Moonshot nella raccolta di giugno. Il ceo Yang ha respinto le accuse e il legale dell’azienda ha parlato di una causa priva di basi giuridiche e fattuali.
Il contesto: dai Pink Floyd alle Tigri dell’AI
Moonshot nasce nel 2023 da ricercatori e musicisti amatoriali. Il nome è un omaggio al cinquantennale di Dark Side of the Moon, e Yang, classe 1992, era batterista e cantante nel gruppo universitario. Oggi l’azienda è una delle sei “tigri” cinesi dell’intelligenza artificiale e tra i suoi investitori figurano le Big Tech cinesi, a partire da Alibaba. Kimi K3, presentato a luglio, è un modello open-weight che sfida Anthropic e OpenAI e ha acceso a Washington e nella Silicon Valley il dibattito sull’AI aperta.
Chi è Yang Zhilin e cosa fa Moonshot
Yang si è laureato in informatica alla Tsinghua, dottorato alla Carnegie Mellon, esperienze in Meta AI e Google Brain, poi il ritorno in Cina per fare il fondatore. In un’intervista del 2024 ha descritto la sua idea di azienda come l’unione dell’idealismo tecnologico di OpenAI e della filosofia aziendale di ByteDance, cioè inseguire l’intelligenza artificiale generale senza perdere di vista i ricavi.
Moonshot sviluppa i modelli linguistici della famiglia Kimi. Le prime versioni sono state tra le prime a permettere di elaborare interi libri, codici sorgente e documenti enormi.
L’articolo Moonshot AI punta all’Ipo a Hong Kong da 50 miliardi, ma c’è l’ostacolo di una causa da 700 milioni è tratto da Forbes Italia.
