Del Vecchio punta su Il Fatto Quotidiano, ma i soci fondatori chiudono la porta: cosa succede ora

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Il Fatto Quotidiano è finito nel mirino di Leonardo Maria Del Vecchio – quartogenito del patron di Luxottica con un patrimonio stimato da Forbes di 5,9 miliardi di dollari -, sempre più deciso ad ampliare la propria presenza nell’editoria italiana. Ieri è arrivato l’annuncio di una nuova iniziativa, attraverso Lmdv Media, società di investimento editoriale parte del family office Lmdv Capital.

Dopo aver acquisito il 30% de Il Giornale e l’80% di Editoriale Nazionale (EN), che controlla Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN, Del Vecchio punta ora anche a Seif (Società Editoriale Il Fatto), società editrice de Il Fatto Quotidiano attiva anche nei contenuti digitali e multimediali.

Leonardo Maria Del Vecchio vuole Il Fatto Quotidiano

Nel comunicato diffuso alla vigilia, domenica 25 ottobre 2026, Lmdv Media ha annunciato che il proprio cda ha autorizzato una due diligence confermativa su determinate informazioni relative a Società Editoriale Il Fatto (Seif), propedeutica a una possibile opa finalizzata al delisting.

In caso di esito positivo della due diligence, l’offerta sarebbe lanciata a 0,286 euro per azione, per un controvalore complessivo di 7.152.860 euro. Lmdv Media sostiene che l’eventuale opa offrirebbe agli azionisti di SEIF condizioni più favorevoli rispetto al mercato, tenuto conto della liquidità e dell’andamento del titolo. Il prezzo incorporerebbe un premio di circa il 30% rispetto alla quotazione ufficiale del 23 ottobre, ultima seduta prima dell’annuncio, e del 16,85% rispetto alla media dei prezzi ufficiali dei sei mesi precedenti.

L’efficacia dell’opa, ha precisato la divisione del family office fondato da Leonardo Maria Del Vecchio – che esercita il ruolo di presidente esecutivo, e gestito dall’amministratore delegato Lorenzo Calì – è subordinata al raggiungimento di una partecipazione complessiva in Seif pari almeno all’82,9% del capitale votante nell’assemblea ordinaria della società.

Il risiko del mondo dell’editoria

Non si è fatta attendere la risposta di Seif. Nella nota si legge che la società ha ricevuto una comunicazione da parte dei soci fondatori Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile, che detengono una partecipazione pari alla maggioranza del capitale sociale del gruppo, con cui “gli stessi hanno manifestato la propria intenzione di non essere interessati a cedere la propria quota e dunque di non voler aderire a una eventuale offerta pubblica di acquisto che fosse promossa da Lmdv Media”.

Nei prossimi giorni il cda di Seif si riunirà per esaminare il comunicato di Lmdv Media. Non solo risiko nel settore bancario. In Italia prende sempre più piede il risiko nel mondo dell’editoria, che vede come regista indiscusso Leonardo Maria Del Vecchio, determinato a ritagliarsi un ruolo crescente di primo piano nel comparto.

Lmdv Media punta a integrare nel gruppo il know-how e i risultati ottenuti da Seif nell’innovazione tecnologica, nei prodotti editoriali e nei contenuti multimediali digitali. L’opa, ha precisato, mira anche alla crescita e al rafforzamento della società e a preservarne la linea editoriale. Il progetto si inserisce nella strategia che Del Vecchio ha illustrato a gennaio, quando, ospite di Otto e mezzo, ha parlato della volontà di costruire una “media company”, capace di unire talenti, marketing strategico e media.

I nodi sul tavolo

Resta da verificare se il progetto potrà concretizzarsi. Prima di un’eventuale Opa, Lmdv Media dovrà completare la due diligence sui conti di Seif. E sul tavolo c’è anche il fabbisogno finanziario della società. Lmdv Media ha infatti comunicato che approfondirà con il management di Seif il fabbisogno operativo e finanziario dei prossimi 24 mesi, per verificare se siano necessari ulteriori fondi fino a 4 milioni di euro a sostegno della continuità aziendale ed editoriale.

L’iniziativa di Leonardo Maria Del Vecchio arriva mentre prosegue il confronto tra gli eredi Del Vecchio sulla governance di Delfin, la holding che controlla EssilorLuxottica e che detiene partecipazioni in società bancarie e assicurative: una saga che interessa tutto il mondo della finanza, tra l’altro nel momento cruciale della grande partita tra Mps e Intesa Sanpaolo.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Luca e Paola Del Vecchio e Rocco Basilico si sarebbero rivolti al giudice lussemburghese per chiedere l’invalidazione della clausola dell’88%, che consente a ciascuno degli otto soci, di fatto, di bloccare il ricambio del board di Delfin. L’obiettivo è quello di rendere più semplice la sostituzione degli amministratori di Delfin. Leonardo Maria non figurerebbe tra i ricorrenti.

L’articolo Del Vecchio punta su Il Fatto Quotidiano, ma i soci fondatori chiudono la porta: cosa succede ora è tratto da Forbes Italia.

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