La nuova frontiera dell’ufficio è intelligente: così Ricoh Italia sta ridisegnando il lavoro in azienda
Articolo tratto dal numero di ottobre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Per decenni il nome Ricoh è stato associato soprattutto a stampanti e multifunzione. Oggi il gruppo giapponese conserva quel cuore industriale, ma gli ha costruito intorno un’offerta che comprende servizi digitali, automazione, gestione del luogo di lavoro, infrastrutture It, cybersecurity e intelligenza artificiale.
Un’evoluzione che segue quella degli ambienti di lavoro, diventati più digitali, distribuiti e interconnessi, e sposta il ruolo dell’azienda da semplice fornitore tecnologico a partner delle imprese. Una trasformazione che Alberto Mariani conosce da vicino: dopo oltre 23 anni nel gruppo e più di 20 acquisizioni seguite nell’area Emea, ad aprile è diventato ceo di Ricoh Italia e di Mauden, azienda del gruppo.
Ricoh opera in un perimetro più ampio rispetto al passato. Come è avvenuta questa evoluzione?
Non si è trattato di un cambio improvviso di direzione, ma di un’evoluzione coerente con la nostra identità. Il percorso è stato sostenuto da crescita organica, partnership con leader tecnologici e acquisizioni mirate, che ho seguito personalmente a livello europeo. In Italia, Npo Sistemi, recentemente integrata in Ricoh Italia, e Mauden hanno rafforzato le competenze e ampliato l’offerta. Forti della nostra leadership nel printing, oggi abbiamo costruito quella nell’intelligent work, integrando tecnologie, servizi e competenze negli ambienti fisici e digitali. I clienti possono contare su un unico interlocutore, dalla progettazione alla gestione operativa delle soluzioni.
I servizi digitali rappresentano ormai circa la metà del business europeo di Ricoh. Su quale equilibrio si fonda il modello dell’azienda e quali opportunità di crescita vede in questo mercato e in quello del printing?
Il printing non è mai stato messo in discussione: rimane una base solida e distintiva, sulla quale continuiamo a investire per consolidare la leadership e ampliare la quota di mercato. La stampa stessa sta diventando più connessa ai processi aziendali, intelligente e orientata ai servizi. A questo ambito si affiancano i servizi digitali, che rappresentano circa il 50% del fatturato e contribuiscono in misura crescente ai risultati. Entrambi gli ambiti rappresentano pilastri strategici per lo sviluppo: vediamo importanti opportunità di crescita sia nel printing sia nei servizi digitali, portando l’offerta integrata per l’intelligent work a organizzazioni del mercato italiano che oggi si affidano ad altri operatori. Le nostre priorità sono rafforzare i servizi digitali ad alto valore, sviluppare modelli as-a-service e ricavi ricorrenti e semplificare i processi operativi. Integrando i due ambiti possiamo coprire l’intera catena del valore del workplace.
Che cosa intendete per intelligent work? Quali esigenze delle imprese vuole intercettare e quali benefici può produrre?
È un approccio nel quale tecnologia, servizi ed esperienza delle persone sono pienamente integrati. Creiamo ecosistemi basati su tecnologie per il workplace, automazione dei processi, infrastrutture It, cybersecurity e intelligenza artificiale per rendere il lavoro più semplice ed efficace. Non introduciamo tecnologia fine a se stessa: vogliamo incrementare l’efficienza, ridurre i costi, aumentare la produttività, migliorare l’esperienza delle persone e semplificare la governance tecnologica. L’offerta comprende, ad esempio, strumenti di collaborazione, smart locker e Ricoh Spaces che – oltre a essere uno strumento per la prenotazione di spazi e risorse – impiega sensori IoT e dati contestuali per ottimizzare gli spazi. L’innovazione crea valore se migliora il coinvolgimento e il benessere delle persone.
Quando si parla di innovazione non si può prescindere dal tema dell’intelligenza artificiale. Dove la state applicando?
L’IA è integrata trasversalmente nella nostra offerta. Nei dispositivi multifunzione migliora l’acquisizione e la gestione dei documenti; nel workplace, combinata con i sensori IoT, aiuta a utilizzare meglio gli spazi e a prendere decisioni fondate sui dati; nella cybersecurity abilita l’analisi predittiva delle minacce. DocuWare la applica alla digitalizzazione e all’automazione dei processi. Mauden ha inoltre sviluppato Mind, una piattaforma di IA generativa che agevola l’accesso e la ricerca delle informazioni nelle knowledge base aziendali. Anche internamente utilizziamo l’IA per ottimizzare i processi e valorizzare il patrimonio informativo.
Che ruolo ha l’ecosistema di partner nella vostra strategia di crescita e come state lavorando per renderli un’estensione del modello Ricoh nei servizi digitali e nel workplace?
È un elemento centrale. Abbiamo oltre 140 partner di canale selezionati, che condividono la nostra visione del workplace e dell’innovazione. Investiamo nelle loro competenze e in modelli di collaborazione strutturati, favorendo la co-creazione del valore. I partner estendono la nostra capacità di servizio, rafforzano la capillarità della delivery e del supporto sul territorio e contribuiscono alla scalabilità del modello. A questi si aggiungono le alleanze strategiche con i vendor tecnologici, importanti soprattutto negli It service per ampliare e aggiornare l’offerta.
In che misura persone, cultura e nuovi modelli di leadership stanno diventando un fattore determinante per sostenere la crescita e l’evoluzione di Ricoh?
Per noi la vera differenza la fanno le persone. Investiamo nelle competenze, nel talento e in una cultura inclusiva, orientata alla crescita e alla responsabilità condivisa. Anche la leadership deve evolvere: i manager sono chiamati a facilitare il cambiamento, guidare i team con chiarezza, favorire la collaborazione e tradurre la visione aziendale in azioni concrete. Questo principio riguarda anche i dipendenti dei clienti: ambienti e tecnologie devono essere progettati attorno alle loro esigenze, perché l’innovazione ha senso soltanto se migliora il modo di lavorare.
L’articolo La nuova frontiera dell’ufficio è intelligente: così Ricoh Italia sta ridisegnando il lavoro in azienda è tratto da Forbes Italia.
