Competenze in movimento, la formazione riparte dalle persone

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Un’azienda sa quante persone ha in organico. Molto più raramente sa che cosa quelle persone siano davvero in grado di fare, né quali capacità le serviranno domani.

Innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e trasformazione dei processi produttivi e organizzativi stanno cambiando le competenze richieste dalle imprese. Resta da capire con quali strumenti riconoscere quelle già presenti, individuare quelle mancanti e accompagnare le persone nella crescita professionale.

Da qui parte “Skillflow – Competenze in movimento”.

Una domanda al centro del dibattito

L’incontro ha messo allo stesso tavolo i rappresentanti delle istituzioni e delle principali organizzazioni che si occupano di lavoro, formazione e sviluppo delle competenze. L’obiettivo è stato quello di capire perché domanda e offerta formativa restino disallineate e quali risposte dare a un mercato del lavoro in continua evoluzione.

Per Assolavoro è intervenuto il direttore Agostino Di Maio, mentre Massimo Sabatini, direttore generale, ha portato la posizione di Fondirigenti. Sul fronte della formazione terziaria professionalizzante c’era Marialaura Cosimi, vicepresidente di Rete Its Italy, affiancata da Elvio Mauri, direttore generale di Fondimpresa. Hanno preso parte al confronto, portando avanti le loro prospettive, anche il presidente di Inapp Natale Forlani e quello di Federmanager Valter Quercioli.

Dai corsi alle persone

La sessione dimostrativa di See – Skills & Education Ecosystem, la dashboard sviluppata da Fmts insieme alla propria area di ricerca e sviluppo, ha fatto da snodo tra i due momenti della giornata. L’idea alla base del neonato strumento è che la trasformazione digitale non si esaurisce nell’arrivo di nuove tecnologie: cambiano le attività, le competenze necessarie per svolgerle e il rapporto fra persone e organizzazioni.

See propone di non partire dai corsi disponibili, ma dalle persone, dai ruoli che ricoprono e dalle competenze richieste. Una mappatura integrata permette così di individuare i gap tra le capacità possedute e quelle attese. Su questa base diventa possibile costruire percorsi formativi personalizzati, raccogliendo le evidenze utili a validare le competenze acquisite.

Il modello ha integrato intelligenza artificiale, analisi dei dati e metodologie innovative di apprendimento. Ha puntato a collegare la formazione ai reali fabbisogni delle organizzazioni e a rendere visibile il patrimonio di conoscenze e capacità già presente nelle imprese.

Vedere, scegliere, riconoscere

Tre sono i passaggi su cui si regge il sistema. Vedere, significa fotografare le competenze delle persone e i fabbisogni dell’organizzazione. Scegliere equivale ad individuare i percorsi più coerenti per colmare i divari. Riconoscere è dare valore alle competenze attraverso evidenze concrete, come attestati, project work e feedback.

Chi ha raccontato il modello

A illustrare visione e applicazioni di See sono stati Giuseppe Melara, presidente di Fmts, Immacolata Stizzo, responsabile dell’area Ricerca e Sviluppo, e Celeste Nicodemo, Innovation Manager. Carla Pampaloni, direttore di Federmanager Academy, ha offerto invece una riflessione sul ruolo strategico dei sistemi di individuazione, sviluppo e riconoscimento delle competenze.

Oltre la formazione standardizzata

A tracciare la direzione è stato lo stesso Giuseppe Melara, presidente di Fmts: “Con See abbiamo lavorato a un nuovo approccio che punta a superare la formazione standardizzata per mettere al centro le persone, accompagnandone la crescita professionale insieme all’evoluzione delle imprese”. E ha aggiunto: “Le grandi trasformazioni in atto ci impongono di ripensare il modo in cui progettiamo la formazione. Non basta più proporre corsi: dobbiamo essere capaci di riconoscere ciò che le persone sanno già fare, valorizzare le loro competenze e accompagnarle nell’acquisizione di quelle necessarie per affrontare il cambiamento”.


Le interviste ai protagonisti:







 

L’articolo Competenze in movimento, la formazione riparte dalle persone è tratto da Forbes Italia.

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