I fondatori di Anthropic possono nominare i loro successori. E i nomi sono segreti
Anthropic offre al pubblico la possibilità di acquistare una quota della propria attività, ma non di avere voce in capitolo su chi erediterà il potere di voto dei suoi fondatori, e nemmeno di sapere chi siano. Nella documentazione depositata dal colosso dell’intelligenza artificiale in vista della quotazione in borsa è contenuto un piano di successione elaborato e per certi versi insolito: elenchi riservati di persone che potrebbero subentrare ai fondatori nei loro ruoli di voto.
Secondo l’accordo di Anthropic Founders, Llc allegato al modulo S-1 della società, ogni fondatore può designare un elenco ordinato di un massimo di dieci successori, soggetto all’approvazione di cinque degli altri sei cofondatori, che subentreranno nei suoi voti.
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Come funziona la successione di Anthropic
Le clausole di successione sono comuni nelle aziende controllate dai fondatori: per esempio, l’Ipo di Facebook prevedeva un successore designato da Mark Zuckerberg.
Tre caratteristiche del sistema di Anthropic, però, non lo sono. L’elenco degli eredi è riservato. È ordinato per priorità, quindi l’ordine di successione è fissato in anticipo. Il comitato per la governance del consiglio di amministrazione può chiedere ai fondatori di riconsiderare le loro scelte, ma non può porre il veto su un elenco approvato.
Questo controllo sull’azienda, assegnato per designazione dei fondatori, si esercita attraverso le cinque categorie di azioni che Anthropic sta offrendo: A, E, F, N e T. Quando la società approderà in Borsa, il pubblico potrà acquistare le azioni di classe A. Le azioni di classe F, a cui si riferiscono i piani di successione, attribuiscono ai fondatori il 50,1% dei diritti di voto sulle questioni generali degli azionisti e sono concepite per preservarne il potere anche nel caso in cui i fondatori vendano o donino le proprie quote economiche nella società, separando di fatto il controllo dell’azienda dalla proprietà del suo valore economico. (La maggioranza dei voti non dà ai fondatori il controllo esclusivo del consiglio di amministrazione di Anthropic: quel potere spetta al Long Term Benefit Trust, istituito per tutelare la missione di pubblica utilità di Anthropic).
Chi può succedere ai fondatori
Gli elenchi dei successori sono segreti, ma i requisiti per il ruolo sono indicati nell’S-1. I primi otto candidati di ciascun elenco devono essere dipendenti attuali o passati di Anthropic o delle sue controllate, oppure dipendenti attuali o passati o altri prestatori di servizi presso un “ente esente da imposte ai sensi della sezione 501(c)(3) o un’organizzazione nazionale o internazionale il cui scopo primario sia la ricerca, l’istruzione o la promozione del bene pubblico”.
Chi si qualifica tramite Anthropic deve aver ricoperto ruoli tecnici, di compliance, di policy o presso l’Anthropic Institute, oppure un altro ruolo approvato dal consiglio di amministrazione e dalla maggioranza degli altri membri della Llc. I candidati esterni devono aver ricoperto incarichi di alto livello.
Per il nono e il decimo candidato le regole di idoneità non valgono più: non si applica alcun requisito, anche se è comunque necessaria l’approvazione a maggioranza qualificata degli altri membri.
Come ogni documento concepito per sopravvivere ai propri autori, il piano di successione specifica con precisione quando un membro del consiglio di voto è da considerarsi inabile e viene rimosso. La definizione copre il caso medico prevedibile, ossia una menomazione che probabilmente causerà il decesso entro un anno o impedirà di svolgere un’attività lavorativa remunerativa sostanziale per almeno altrettanto tempo, per poi spingersi oltre la medicina: detenzione ingiusta, arresto illegale, prigionia o costrizione che duri o si preveda duri 12 mesi o più e che “appaia ingiusta o priva del giusto processo”.
Quanto vale l’Ipo di Anthropic
L’elaborato sistema di successione è un ottimo affare per i fondatori di Anthropic. Non solo conservano il controllo dell’azienda, ma diventeranno anche ricchissimi vendendo le loro azioni di classe A al pubblico.
Secondo le stime di Forbes, le quote di proprietà dei due cofondatori più in vista dell’azienda, il ceo Dario Amodei, 43 anni, e sua sorella Daniela, 39, presidente e a capo del consiglio di amministrazione, valgono rispettivamente 13,6 e 13,7 miliardi di dollari. Sono gli unici due cofondatori dichiarati come partecipanti, insieme ad altri dirigenti e dipendenti, alle vendite di azioni per un totale di 4,7 miliardi di dollari nell’aprile 2026 e di 157 milioni di dollari nel giugno 2025. Non è chiaro esattamente quante azioni gli Amodei abbiano venduto in quelle offerte pubbliche di acquisto. Tra gli altri nomi di rilievo che hanno venduto azioni figurano il cfo Krishna Rao, entrato in azienda nel 2024, e Holden Karnofsky, marito di Daniela Amodei, che è anche presidente del consiglio di amministrazione.
Gli altri due fondatori, il responsabile della pubblica utilità Jack Clark, 38 anni, e il chief science officer Jared Kaplan, 42 anni, hanno quote il cui valore è stimato in 13,7 miliardi di dollari ciascuno. In precedenza Forbes aveva stimato che ciascuno dei sette cofondatori possedesse una quota dell’1,6%, del valore di 15,5 miliardi di dollari, sulla base del round di finanziamento privato di maggio. La società non ha ancora comunicato il prezzo della sua Ipo, ma sembra puntare a una valutazione compresa tra 1.500 e duemila miliardi di dollari, il che porterebbe il patrimonio di ciascun fondatore oltre i 20 miliardi di dollari.
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L’articolo I fondatori di Anthropic possono nominare i loro successori. E i nomi sono segreti è tratto da Forbes Italia.
