Il miliardario delle armi Michal Strnad vuole comprare Delfin: offerta di 30 miliardi di euro ai Del Vecchio

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Delfin finisce sotto l’assedio di Michal Strnad, imprenditore ceco alla guida di Czechoslovak Group, gruppo attivo nel settore della difesa fondato dal padre. Il miliardario, forte di un patrimonio che Forbes calcola in 13,8 miliardi di dollari, ha lanciato un’offerta da 30 miliardi di euro circa per conquistare la holding della famiglia Del Vecchio.

La notizia, anticipata dal quotidiano Il Domani, ha grande rilievo per il ruolo cruciale rivestito in Italia dalla finanziaria lussemburghese. Oltre a essere il primo azionista del colosso degli occhiali EssilorLuxottica, con una partecipazione del 32,4%, Delfin, che attraversa una fase di profondo riassetto societario, è anche il primo azionista di Monte dei Paschi di Siena, con una quota del 17,53%. Il gruppo detiene inoltre il 10,15% di Generali e circa il 2,7% di UniCredit.

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L’offerta

Leonardo Maria Del Vecchio ha confermato di essere stato informato di una proposta: “Come socio di Delfin, sono stato informato nei giorni scorsi dell’offerta pervenuta da un finanziere straniero, oggi resa pubblica”, si legge in una nota, che ha fatto riferimento a una lettera datata 20 ottobre.

L’offerta, arrivata sulla scrivania dell’amministratore delegato di Delfin, Romolo Bardin, punta all’acquisizione dell’intero capitale della cassaforte della famiglia Del Vecchio, anche se, secondo le indiscrezioni, Strnad sarebbe disposto ad ‘accontentarsi’ anche di una quota di maggioranza del 62,5%. Stando a quanto riferito da più fonti, tuttavia, tra gli azionisti di Delfin si sarebbe già formato un fronte contrario alla proposta.

Nessun commento ufficiale è arrivato dalla holding, e anche l’imprenditore ceco ha scelto di non fornire ulteriori dettagli sull’iniziativa. È ciò che emerge dalla dichiarazione di Jan Osuch, portavoce di Akipia, il gruppo di investimento legato a Strnad: “Non rilasciamo dichiarazioni sulle speculazioni di mercato né su eventuali trattative commerciali”.

Michal Strnad e l’Italia

Va segnalato che il nome di Akipia è circolato in Italia soprattutto in occasione dell’ingresso in Pirelli, avvenuto il 30 luglio attraverso Lumina Crown, società di investimento ceca indipendente fondata da Strnad, che ha acquistato dai cinesi di Sinochem il 14% del produttore di pneumatici per circa 987 milioni di euro. L’interesse per Delfin potrebbe così inserirsi nella strategia di diversificazione di Strnad e nel suo interesse per una presenza nell’industria e nella finanza italiana.

In attesa di capire le manovre del miliardario, non è azzardato sostenere che l’offerta rischi di morire sul nascere, viste le tensioni tra gli azionisti della holding della famiglia Del Vecchio: in tutto otto – ognuno dei quali detiene il 12,5% – che includono i sei figli di Leonardo Del Vecchio, la vedova Nicoletta Zampillo e Rocco Basilico, figlio del primo matrimonio di Zampillo.

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Leonardo Maria Del Vecchio: “Delfin non è un asset qualsiasi”

Leonardo Maria Del Vecchio ha richiamato anche il valore strategico di Delfin per l’Italia: “Per anni ho lavorato con un solo obiettivo: fare in modo che quello che mio padre ha costruito in una vita, partendo dal nulla e con le sole sue mani, non finisse lontano dalla sua storia e dal suo Paese”, ha detto. “EssilorLuxottica non è soltanto un’azienda. È l’unico vero campione italiano nel mondo, la prova di cosa diventa il made in Italy quando talento, lavoro e visione camminano insieme. Dietro quel nome ci sono le persone che lo hanno reso grande, dal cuore battente di Agordo a ogni angolo del mondo”. Di conseguenza, “non può essere trattata come un asset qualsiasi”.

Del Vecchio ha rimarcato poi il ruolo strategico che la cassaforte ricopre nel settore finanziario italiano: “Attraverso Delfin, la mia famiglia detiene partecipazioni rilevanti nel sistema bancario e assicurativo italiano. Sono presidi che devono restare stabili, trasparenti e al servizio delle istituzioni e dei risparmiatori italiani”. Dunque, “davanti a un’operazione di questa portata è doveroso che la provenienza e la struttura dei fondi siano chiare, verificabili e sottoposte al pieno vaglio delle autorità competenti”. L’erede ha concluso: “Mi si possono rimproverare tante cose. Ma non di aver smesso, nemmeno per un giorno, di lavorare per proteggere e mettere in sicurezza ciò che mio padre ha costruito e che, in fondo, appartiene anche all’Italia. Continuerò a farlo con i soci di Delfin che vorranno seguirmi, nel rispetto di tutti e con la determinazione di sempre. Anche davanti a me stesso”.

L’articolo Il miliardario delle armi Michal Strnad vuole comprare Delfin: offerta di 30 miliardi di euro ai Del Vecchio è tratto da Forbes Italia.

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