Leonardo supera i 60 miliardi di ordini e alza le stime per il 2026: utile in crescita del 74%
ll colosso italiano della difesa Leonardo ha annunciato di aver concluso i primi nove mesi dell’anno con un portafoglio ordini che ha superato per la prima volta nella storia i 60 miliardi di euro, e utili e ricavi in crescita.
La solidità dei risultati di bilancio ha portato il gruppo guidato dall’ad Lorenzo Mariani a rivedere al rialzo la guidance sugli ordini per il 2026. Quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Leonardo riportano tuttavia un trend negativo, continuando a scontare l’esito delle elezioni midterm Usa, che ha alimentato le speranze di pace in Medio Oriente.
Il record del portafoglio ordini e il consensus di mercato
Nei primi nove mesi del 2026, il portafoglio ordini di Leonardo si è attestato a 60,372 miliardi di euro, salendo del 27,7% su base annua, anche per effetto del consolidamento del business della difesa di Iveco Group (Idv), che ha contribuito per circa 6 miliardi. I nuovi ordini sono cresciuti del 27,8% a 23,270 miliardi di euro, battendo i 22,478 miliardi previsti dal consensus degli analisti.
Leonardo ha finalizzato l’acquisizione di Idv lo scorso 18 marzo, per un corrispettivo pari a circa 1,6 miliardi di euro.
Indebitamento netto, flusso di cassa e balzo dell’utile adjusted
A seguito dell’acquisizione, l’indebitamento netto di Leonardo è aumentato del 44% su base annua, a 3,3 miliardi. Il Free Operating Cash Flow (Focf), ovvero il flusso di cassa operativo, ha registrato comunque un deciso miglioramento, passando da -426 milioni a -68 milioni di euro, grazie alle azioni intraprese dal gruppo. Escludendo il consolidamento di Idv, il Focf sarebbe stato di fatto positivo per 22 milioni di euro.
Significativo l’incremento dell’utile netto adjusted, ammontato a 812 milioni di euro nei primi nove mesi del 2026, in crescita del 74,2% su base annua, ben superiore ai 747 milioni attesi dagli analisti. L’utile netto per azione adjusted è balzato dell’81,5% a 1,243 euro.
Andamento dei ricavi e redditività operativa per divisione
I ricavi si sono attestati a 15,347 miliardi, in aumento del 14,2% rispetto ai primi nove mesi del 2025 e all’incirca in linea con le previsioni di 15,227 miliardi, riportando un trend al rialzo in tutti i settori di business, nonostante l’incidenza negativa del tasso di cambio sul contributo delle componenti statunitensi, principalmente Leonardo Drs nel settore dell’Elettronica per la Difesa.
Il trend dei ricavi – a cui si è unito un incremento della redditività operativa, – con un Ros nel periodo pari all’8,5% (+1,5 p.p. rispetto al 30 settembre 2025), – ha sostenuto la solida crescita dell’Ebita, pari a +37,7% su base annua a € 1,301 miliardi. A trainare il risultato sono state soprattutto le divisioni Elettronica per la Difesa, Elicotteri e Aeronautica.
Revisione al rialzo della guidance ordini per il 2026
Indicazioni positive, che hanno confermato la solidità della dinamica commerciale dell’azienda, che ha così migliorato le prospettive per gli ordini del 2026. La nuova guidance indica ora ordini nel 2026 per circa 29,5 miliardi di euro (rispetto ai precedenti 28,2 miliardi), considerando il contributo di Idv.
Confermate invece le previsioni su altre voci di bilancio. Il gruppo stima così per il 2026 ricavi per circa 22,1 miliardi di euro; un Ebita di circa 2,21 miliardi, con l’obiettivo di Ros in doppia cifra; un Focf di circa 1,37 miliardi; un indebitamento netto di gruppo di circa 2,2 miliardi.
Il commento dell’ad Lorenzo Mariani su efficienza e capacità produttiva
Il ceo Mariani ha commentato i conti evidenziando l’importante pietra miliare raggiunta dal gruppo, ovvero il superamento della soglia di 60 miliardi di euro del portafoglio ordini, così come i ricavi e l’Ebita “in crescita in tutti i settori di business” e “l’Focf in deciso miglioramento”. Le performance “confermano la validità del nostro percorso di sviluppo, caratterizzato da solidità finanziaria, significativa proposizione commerciale, profondità dell’offerta e ampliamento della capacità produttiva”.
Mariani ha aggiunto che “siamo impegnati nel migliorare ulteriormente le nostre competenze per tradurre la consistenza del portafoglio ordini in una superiore capacità produttiva e di consegna, rafforzando l’efficienza dei processi e l’esecuzione dei programmi, come richiesto dall’attuale scenario di riferimento”.
Il manager ha sottolineato che “l’integrazione e la digitalizzazione delle piattaforme, lo sviluppo delle partnership industriali e una mirata attività di m&a sono alla base del Piano strategico che consentirà a Leonardo di giocare un ruolo centrale nel nuovo assetto dell’industria dell’Ad&S a livello internazionale e di rafforzare il nostro posizionamento per rispondere all’evoluzione del mercato”.
I programmi strategici: dal Gcap alle jv spaziali e internazionali
Mariani ha evidenziato “il programma Gcap, le jv con Rheinmetall e Baykar, l’alleanza con Airbus e Thales per la creazione di un operatore europeo nello Spazio, lo sviluppo tecnologico del Michelangelo Dome, l’integrazione di Idv nel sistema Leonardo, l’acquisizione di Raft negli Stati Uniti da parte di Leonardo Drs”.
Progetti che si confermano “passi concreti della nostra visione strategica”, ha fatto notare l’ad, aggiungendo che si tratta di “iniziative che ci consentono di mettere a fattor comune competenze e capacità industriali per supportare la crescita di lungo periodo del Gruppo”.
L’articolo Leonardo supera i 60 miliardi di ordini e alza le stime per il 2026: utile in crescita del 74% è tratto da Forbes Italia.
