Crollo dei produttori di chip: giornata nera, Nvidia, Micron e Broadcom perdono oltre il 9%

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L’indice azionario che monitora 30 tra le più grandi aziende di semiconduttori si avvia verso la peggiore giornata dall’inizio della pandemia di COVID-19. Le azioni di Nvidia, Micron, Broadcom, Intel e altre società sono in forte calo, spinte dal crescente timore che un Congresso a guida democratica possa rallentare lo sviluppo dei data center.

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Dati principali

  • Giovedì, l’indice PHLX Semiconductor ha registrato un ribasso superiore al 12%, la sua peggiore giornata da marzo 2020.
  • Le azioni di Micron segnavano un calo del 17%, Nvidia del 9,26%, Advanced Micro Devices del 17,2%, Broadcom del 10,4% e Intel del 10,3%.
  • SanDisk è crollata del 22%, Taiwan Semiconductor Manufacturing del 4,69% e Marvell del 16,43%.
  • Le azioni di Qualcomm hanno perso il 9,49% dopo che le previsioni sugli utili per azione per il trimestre in corso si sono rivelate inferiori alle attese degli analisti, oscurando così le stime positive sui ricavi.
  • Mercoledì, il Dow Jones Industrial Average aveva guadagnato oltre 1.500 punti, grazie alla riduzione dell’incertezza politica dopo l’esito delle elezioni di metà mandato. Tuttavia, molti titoli legati all’intelligenza artificiale e ai data center hanno subito un ribasso a causa dei timori di restrizioni più severe, ora che i Democratici hanno assunto il controllo di Camera e Senato.

Contesto

Mentre gli investitori analizzano i risultati elettorali di martedì, cresce il timore che lo sviluppo dei data center possa subire un rallentamento. Per molti elettori in tutto il Paese, il desiderio di frenare tale espansione nelle proprie comunità ha rappresentato un fattore determinante nelle loro scelte di voto.

Candidati democratici come Amy Acton — eletta governatrice in Ohio, che ha sostenuto una “moratoria condizionata” sui data center, subordinandone l’attività alla copertura totale dei costi dei servizi pubblici — e Gina Hinojosa — eletta governatrice in Texas, che ha promesso una moratoria immediata sui data center — hanno ottenuto un ampio consenso proprio grazie a queste posizioni. I produttori di chip, i cui ricavi sono legati allo sviluppo dei data center, potrebbero andare incontro a ritardi nelle loro prospettive di crescita a breve termine.

Approfondimento

Mercoledì, Qualcomm ha reso noti i risultati trimestrali, prevedendo per il primo trimestre del 2027 un utile per azione compreso tra 2,15 e 2,35 dollari, un dato inferiore alla stima mediana di 2,32 dollari formulata dagli analisti. Tali previsioni hanno allarmato gli investitori, nonostante il fatturato atteso per lo stesso periodo – tra i 10,4 e gli 11,2 miliardi di dollari – superi la proiezione di 10,55 miliardi degli analisti.

Nel quarto trimestre, l’azienda ha registrato un fatturato di 10,3 miliardi di dollari, battendo la stima di 10,1 miliardi, con un utile per azione di 2,17 dollari, superiore alla previsione di 2,16 dollari. Nel comunicato si legge che “il settore dei semiconduttori sta riscontrando un aumento generalizzato dei costi di produzione, che coinvolge la fabbricazione dei wafer, l’assemblaggio, i test, l’imballaggio avanzato, le memorie e altri materiali”; una situazione che riflette le criticità lungo la catena di approvvigionamento riscontrate da molti produttori di chip.

L’articolo Crollo dei produttori di chip: giornata nera, Nvidia, Micron e Broadcom perdono oltre il 9% è tratto da Forbes Italia.

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