Forbes Italia Agrifood Business: l’agroalimentare italiano al centro del dibattito
Forbes Italia Agrifood Business ha acceso il confronto sul futuro dell’agroalimentare italiano, riunendo istituzioni, imprese e ricerca in una giornata dedicata alle sfide e alle opportunità del settore.
L’evento, introdotto da Nicola Formichella, CEO di Forbes Italia, ha rappresentato una prima pietra miliare nel racconto delle eccellenze del comparto primario italiano. Come ha sottolineato Formichella nel suo saluto inaugurale, Forbes organizza questi appuntamenti “per raccontare le eccellenze del nostro Paese, i momenti di sfida, ma anche le aziende che ogni giorno portano avanti il nostro settore economico”.
A guidare il dialogo, Giulia Piscina, giornalista di Forbes Italia. Significativo anche il contesto scelto: le Terme di Diocleziano a Roma, un luogo che racconta la grande bellezza di Roma.
La cucina italiana patrimonio UNESCO
Il primo dialogo della serata ha visto protagonista Patrizio La Pietra, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, intervistato da Alessandro Mauro Rossi, Direttore di Forbes Italia. Al centro della conversazione il recentissimo riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO, avvenuto nel dicembre 2025.
La Pietra ha ripercorso il lungo cammino istituzionale che ha portato a questo risultato, partito nel marzo 2023 da un incontro tra il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e l’allora Sottosegretario alla Cultura Mazzi. Un percorso che ha visto tra i suoi strumenti più efficaci il giro del mondo della nave scuola Amerigo Vespucci, con i ‘Villaggi Italia’ allestiti in ogni porto per promuovere i prodotti nazionali.
Sul fronte delle risorse, il Sottosegretario ha ricordato che il Governo ha investito oltre 16 miliardi in quattro anni nel settore agricolo, con un ulteriore miliardo e 150 milioni in discussione alla Camera. Tra le misure bandiera, l’agri-solare con oltre 3,5 miliardi di investimento e oltre 4,5 miliardi nei contratti di filiera tramite fondi PNRR.
Sul tema dell’export, invece, La Pietra ha riferito che nel 2025 l’agroalimentare italiano ha raggiunto un nuovo record con oltre 74 miliardi di euro di esportazioni.
Agrifood tra innovazione, investimenti e competitività della filiera
Livio Proietti, Presidente di ISMEA, ha aperto la prima tavola rotonda dell’evento e ha offerto una fotografia quantitativa del settore, presentando le anticipazioni 2025 del rapporto agroalimentare dell’ente: l’Italia si conferma prima in Europa per valore aggiunto agricolo, oltre 46 miliardi di euro nel 2025, e terza nell’industria alimentare con 42,3 miliardi, in crescita dell’8% rispetto al 2024. In aumento anche il reddito agricolo, che nel 2025 registra un +6,6%. Sul fronte dell’export, il sistema agroalimentare ha raggiunto i 73 miliardi di euro nel 2025, portando l’Italia al quarto posto mondiale tra le nazioni esportatrici.
Resta critica la situazione del settore primario, tra la frammentazione delle aziende agricole e la difficoltà di remunerare i costi di produzione. Proietti ha evidenziato il paradosso di un’industria agroalimentare in crescita, ma che fatica a trovare nel territorio nazionale una produzione primaria sufficiente a soddisfare le proprie esigenze.
ISMEA interviene su più fronti: con il bando ‘Generazione Terra’ per favorire l’insediamento di giovani agricoltori anche nelle aree interne e con oltre 300 milioni distribuiti tramite il bando sull’innovazione. Il programma ‘ISMEA Invest’ è invece rivolto alle aziende più strutturate del comparto.
Andrea Rocchi, Presidente del CREA, ha sottolineato come la ricerca sia un generatore diretto di valore per il sistema agroalimentare. Il CREA opera da oltre 100 anni con 84 aziende agricole sperimentali, 30 laboratori e oltre 5.000 ettari in Italia. Tra le priorità ci sono il trasferimento tecnologico verso agricoltori, tecnici e associazioni di categoria, con focus su giovani e DOP economy.
Il presidente ha anche annunciato la firma di un accordo specifico con l’istituto di ricerca francese INRAE nell’ambito di un bilaterale tra la Presidente Meloni e il Presidente Macron, segno di come l’innovazione agricola debba essere per forza globale.
Igor Boccardo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leone Alato, ha raccontato la storia di Cà Corniani, azienda agricola nata nel 1851 per volere di Assicurazioni Generali: la prima grande bonifica privata che ha strappato al mare oltre 2.000 ettari di terra, costruendo strade, case e infrastrutture per le 2.500 persone che vi lavoravano. Oggi il gruppo conta circa 16.000 ettari tra Italia e Romania.
Leone Alato è stata la prima azienda agricola italiana certificata SBTi per un net zero al 2040, con l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni assolute di gas serra. La sostenibilità si basa su due pilastri: decarbonizzazione e difesa della biodiversità, quest’ultima misurata attraverso sensori installati in 20 delle 24 tenute operative, capaci di rilevare il numero di insetti per unità di tempo e — grazie all’AI — di riconoscerne le specie, nonché di registrare i suoni di organismi nel suolo. Afferma l’AD: “L’azienda agricola non è uno shop all’interno di una mall, ma è tanta terra in mezzo con persone intorno. Credo che la sostenibilità sia veramente un investimento sul futuro”.
Filiere, rappresentanza e crescita del sistema agroalimentare italiano
La seconda parte del convegno ha messo a confronto tre voci autorevoli sulla costruzione e il rafforzamento delle filiere agroalimentari italiane. Filippo Schiavone, componente della Giunta di Confagricoltura, ha portato la prospettiva del cerealicoltore foggiano in un momento di grande difficoltà per la filiera del grano duro: oltre 1.300.000 ettari coltivati a livello nazionale, di cui solo il 15% è oggi oggetto di contratti di filiera. Sul fronte europeo, ha invece ricordato che il bilancio PAC è sceso dall’originario 70% a meno del 35% del bilancio UE, invitando a cambiare il paradigma: “L’Europa è nata con e per l’agricoltura. Bisogna comprendere che l’agricoltura non è solo cibo, ma un asset europeo e nazionale di difesa”.
Federico Sannella, Corporate Affairs Director di Birra Peroni, ha raccontato invece della sua azienda. Birra Peroni lavora direttamente con 2.000 aziende agricole, produce il proprio seme di orzo attraverso la malteria di proprietà a Pomezia, raccogliendone oltre 50.000 tonnellate all’anno. Il progetto Campus Peroni, avviato intorno al 2015, è il cuore di questa collaborazione: coinvolge oltre 800 agricoltori e comprende sistemi di agricoltura di precisione, DSS digitali di supporto alle decisioni, monitoraggio delle emissioni di CO2 e dei consumi idrici.
La tracciabilità, ha spiegato Sannella, è stata portata a un nuovo livello grazie alla blockchain — la stessa tecnologia alla base delle criptovalute — che consente di tracciare in modo trasparente e immutabile l’intera filiera dell’orzo, dalla semina alla bottiglia, attraverso un QR code accessibile al consumatore.
Infine ha richiamato l’importanza della comunicazione di marca come leva per valorizzare l’intero comparto: “La forza della comunicazione del brand genera valore al comparto, raccontando un prodotto naturale legato al territorio e al mondo dell’agricoltura”.
La terza voce della seconda tavola rotonda è stata Dominga Cotarella, Founder della Famiglia Cotarella e Presidente di Campagna Amica. Sul vino ha ricordato i numeri di un settore che vale oltre 670.000 ettari di vigneti (di cui 125.000 biologici), occupa oltre 800.000 persone e conta più di 240.000 aziende: “Togli le vigne dall’Umbria e l’Umbria sarà più anonima. Non c’è regione in Italia che non ha un vino che identifica quella bellezza”.
Sul tema della salute, Cotarella ha raccontato il progetto di Campagna Amica che porta i mercati contadini negli ospedali, contribuendo agli obiettivi 2030 di riduzione delle morti premature legate alle malattie connesse anche all’alimentazione.
A chiudere i lavori, le parole della giornalista e moderatrice Giulia Piscina: “innamoriamoci dell’Agrifood: continuiamo a studiare, a fare ricerca e a investire sul futuro”.
Forbes Italia Agrifood Business è stato realizzato con il contributo di partner che rappresentano eccellenze nel settore: Acqua Chiara Collection, Molino Casillo con Altograno, CogitAI, CREA e Fiuggi.
La gallery dell’evento:
I protagonisti della giornata:
L’articolo Forbes Italia Agrifood Business: l’agroalimentare italiano al centro del dibattito è tratto da Forbes Italia.








































































