Le più grandi banche e società finanziarie del mondo: continua il dominio di JPMorgan
Il boom dell’intelligenza artificiale ha creato vincitori ben oltre la Silicon Valley. Wall Street è stata una di queste. La corsa a finanziare data center, sostenere startup e accompagnare nuove aziende verso il mercato ha contribuito a una ripresa delle operazioni di finanza straordinaria e della raccolta di capitali, portando 450 banche e società finanziarie nella Forbes Global 2000 del 2026, la classifica annuale delle più grandi società quotate al mondo.
Sebbene il dato sia leggermente inferiore rispetto alle 463 aziende presenti un anno fa, il settore finanziario è rimasto la categoria più rappresentata della classifica e JpMorgan Chase ha mantenuto il primo posto assoluto per il quarto anno consecutivo. Le società finanziarie hanno conquistato 32 posizioni tra le 100 maggiori aziende quotate del mondo quest’anno, in lieve aumento rispetto alle 31 del 2025. Inoltre, rappresentano cinque delle prime dieci società della classifica, eguagliando il risultato dello scorso anno.
La ripresa del dealmaking
Il ritorno delle operazioni straordinarie è stato particolarmente importante per i principali operatori del settore, che dispongono delle più grandi attività di underwriting, consulenza e trading. Il valore globale delle fusioni e acquisizioni è cresciuto del 36% nel 2025, mentre le commissioni dell’investment banking sono salite a 102,9 miliardi di dollari, secondo solo al record di 132,3 miliardi registrato nel 2021.
Nessuna azienda rappresenta meglio la forza del settore di JpMorgan Chase. Il colosso bancario, che gestisce 4.900 miliardi di dollari di attivi, ha mantenuto il primo posto nella Global 2000 per il quarto anno consecutivo. La società è rimasta la principale banca d’investimento al mondo per commissioni per il diciassettesimo anno consecutivo, con ricavi da fee cresciuti a 9,6 miliardi di dollari nel 2025 rispetto agli 8,9 miliardi dell’anno precedente. Tra le operazioni seguite, JpMorgan è stata lead underwriter dell’Ipo da 1,5 miliardi di dollari di CoreWeave, fornitore di infrastrutture cloud per l’intelligenza artificiale, una delle quotazioni più osservate e discusse del 2025.
Le maggiori banche del mondo
La Industrial and Commercial Bank of China, con 8.100 miliardi di dollari di attivi, è rimasta la seconda banca più grande del mondo, ma è scesa al sesto posto assoluto dal terzo occupato un anno fa.
Bank of America, con 3.400 miliardi di dollari di attivi, si è classificata al settimo posto assoluto, seguita dalla China Construction Bank, con 6.800 miliardi di dollari, al nono posto, e dall’Agricultural Bank of China, con 7.400 miliardi di dollari, al decimo.
La Bank of China, con 5.700 miliardi di dollari di attivi, ha mantenuto il dodicesimo posto, mentre Hsbc Holdings, con 3.300 miliardi di dollari, è salita di due posizioni fino al tredicesimo posto, confermandosi la più grande banca al di fuori di Stati Uniti e Cina.
Stati Uniti e Cina dominano il settore
Gli Stati Uniti hanno continuato a dominare la categoria con 94 società finanziarie presenti nella classifica, seguiti dalla Cina con 66 e dal Giappone con 34. L’India ha contribuito con 18 aziende e la Corea del Sud con 17. Le banche rappresentano 314 posizioni nella classifica, in calo rispetto alle 329 del 2025, mentre le società finanziarie diversificate sono salite a 136 da 134.
Christopher O’Keefe, managing director e lead portfolio manager di Logan Capital Management, società che gestisce 3 miliardi di dollari di asset, descrive il contesto per le grandi banche come “quasi una tempesta perfetta di fattori positivi”. Solida qualità del credito, maggiori ricavi netti da interessi, intensa attività nell’investment banking e un quadro regolatorio più leggero hanno sostenuto i principali operatori del settore.
Christopher McGratty, responsabile della ricerca sulle banche statunitensi presso Kbw, afferma che le maggiori banche americane hanno beneficiato dello slancio dei mercati dei capitali, di una maggiore chiarezza normativa e di condizioni economiche resilienti. Le divisioni di trading hanno continuato a trarre vantaggio da quella che definisce una “buona volatilità”, con mercati attivi che hanno alimentato i volumi di negoziazione senza generare le tensioni tipiche delle fasi recessive. Anche la ripresa di fusioni, acquisizioni e Ipo ha contribuito ad aumentare le commissioni nel settore.
I maggiori rialzi fuori dal banking tradizionale
Alcuni dei progressi più significativi sono arrivati al di fuori delle banche tradizionali. Ubs, con 1.700 miliardi di dollari di attivi, è salita dal 64° al 46° posto. BlackRock, con 170 miliardi di dollari di attivi, è passata dal 191° al 172° posto. Brookfield, società d’investimento con sede a Toronto e 520 miliardi di dollari di attivi, attiva nelle infrastrutture, nelle energie rinnovabili, nel real estate e nel private equity, è salita di 88 posizioni fino al 224° posto.
La svedese Investor Ab, holding che possiede partecipazioni in aziende come Saab ed Ericsson e che gestisce 120 miliardi di dollari di attivi, è balzata dal 468° al 213° posto. Intercontinental Exchange, con 179 miliardi di dollari di attivi, è salita dal 360° al 315° posto.
Secondo Austin Taggart, analista dei servizi finanziari presso Morningstar, le società maggiormente legate ai mercati dei capitali sono state tra le principali beneficiarie dell’ultimo anno. L’aumento dei prezzi degli asset ha favorito i gestori patrimoniali, mentre la ripresa di trading, fusioni, acquisizioni e Ipo ha sostenuto banche d’investimento e operatori di borsa.
La spinta della Corea del Sud
La Corea del Sud, sede di alcune delle principali aziende mondiali dei chip di memoria e del mercato azionario con la migliore performance del 2025, pari a un rendimento del 95%, ha prodotto quattro dei dieci maggiori rialzi della categoria. Il gruppo è guidato da Sk Square, che con 25 miliardi di dollari di attivi è salita di 837 posizioni fino al numero 709, il maggiore balzo tra le aziende presenti sia nella classifica di quest’anno sia in quella precedente. La società possiede circa il 20% di Sk Hynix, produttore di chip di memoria e tra i maggiori beneficiari del boom dell’intelligenza artificiale.
Anche altre aziende sudcoreane hanno registrato forti progressi: Sk è salita di 510 posizioni fino al numero 363; Mirae Asset Financial Group di 506 posti fino al numero 782; Nh Investments & Securities di 483 posti fino al numero 1.351; Daou Technology di 421 posti fino al numero 1.220.
I nuovi ingressi più rilevanti
La new entry con il miglior posizionamento è stata la svedese Industrivarden, con 22 miliardi di dollari di attivi, che ha debuttato al numero 989. La holding detiene partecipazioni concentrate in sole otto società svedesi, guidate dai gruppi industriali Volvo e Sandvik, che insieme rappresentano il 60% del portafoglio di Industrivarden. Le azioni Sandvik sono salite del 52% nel 2025 grazie alla forte domanda di macchinari per l’industria e il settore minerario, contribuendo ad aumentare del 20% il valore patrimoniale netto della holding nel corso dell’anno. La società è presieduta dal miliardario Fredrik Lundberg, il cui patrimonio è stimato da Forbes in 9,5 miliardi di dollari.
La principale new entry statunitense è stata invece Galaxy Digital, che ha debuttato al numero 1.527. Fondata dal miliardario Michael Novogratz, il cui patrimonio è stimato in 7,6 miliardi di dollari, l’azienda ha ampliato le proprie attività oltre gli asset digitali acquistando nel 2022 una grande operazione di mining di bitcoin nel Texas occidentale e trasformandola nel 2025 in un campus di data center.
L’acquisizione potrebbe generare nel lungo periodo un beneficio fino a 20 miliardi di dollari per Galaxy Digital e ha già contribuito a una crescita del 40% dei ricavi della società nell’ultimo anno.
I maggiori ribassi
L’argentina Grupo Financiero Galicia, uno dei maggiori gruppi bancari del Paese, ha registrato il peggior risultato tra le società presenti in entrambe le classifiche, perdendo 797 posizioni e scendendo al numero 1.717. I ricavi sono diminuiti del 30% su base annua e l’utile netto è calato di circa il 90%, anche se il confronto è reso complesso dal forte rallentamento dell’inflazione argentina. Con il raffreddamento dell’inflazione e il calo dei rendimenti dei titoli di Stato, parte degli utili straordinari che avevano sostenuto la crescita della banca dopo l’elezione del presidente Javier Milei nel 2023 si sono rivelati difficili da replicare.
Tra le società statunitensi, la maggiore flessione è stata registrata da Invesco, che è scesa di 365 posizioni fino al numero 1.985. Le azioni della società, nota per l’Etf Invesco Qqq, sono quasi raddoppiate nell’ultimo anno, ma una svalutazione non monetaria da 1,8 miliardi di dollari contabilizzata nel 2025, legata principalmente ai contratti di gestione acquisiti con l’acquisto da 5,7 miliardi di dollari di OppenheimerFunds nel 2019, ha portato a una perdita netta di 726 milioni di dollari.
L’articolo Le più grandi banche e società finanziarie del mondo: continua il dominio di JPMorgan è tratto da Forbes Italia.
