Auto cinesi, il ceo di Ford invita gli Usa alla cautela: “Per l’Europa è troppo tardi”

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Gli Stati Uniti dovrebbero guardare a quanto sta accadendo in Europa prima di decidere come aprire il proprio mercato alle case automobilistiche cinesi. A dirlo è Jim Farley, ceo di Ford, che durante l’Automotive News Congress di Detroit ha invitato i politici americani a muoversi con cautela, sostenendo che per il mercato europeo sia ormai “troppo tardi”.

“Penso che sia semplicemente importante prenderci il nostro tempo e valutare attentamente”, ha dichiarato Farley. “Guardo a ciò che sta accadendo in Europa in questo momento, dove non è stato così, ed è davvero qualcosa con cui ora devono fare i conti, ed è troppo tardi”.

La presenza dei marchi cinesi è cresciuta rapidamente negli ultimi anni. Secondo GlobalData, la loro quota di mercato globale è aumentata di quasi il 70% tra il 2020 e il 2025. In Europa, dove nel 2020 era praticamente nulla, ad agosto ha raggiunto il 12%, secondo Dataforce.

Ad aprile l’avvertimento agli Stati Uniti

Le dichiarazioni di Detroit arrivano a distanza di alcuni mesi da un altro intervento in cui Farley aveva assunto una posizione ancora più netta sull’eventuale ingresso delle auto cinesi negli Stati Uniti. Ad aprile, durante un’intervista a Fox News, il ceo di Ford aveva sostenuto che le vetture cinesi non dovessero essere ammesse nel mercato americano per le conseguenze che, a suo giudizio, avrebbero potuto avere sull’industria nazionale. “Non dovremmo lasciarle entrare nel nostro Paese”, aveva detto. “La manifattura è il cuore e l’anima del nostro Paese. Per noi perdere tutto questo a favore di quelle esportazioni sarebbe devastante”.

Farley aveva richiamato soprattutto la capacità produttiva raggiunta dalla Cina. “Il loro mercato interno è di 29 milioni, la loro capacità nel Paese di produrre auto è oltre 50 milioni”, aveva spiegato, aggiungendo che gli impianti cinesi avrebbero una capacità sufficiente a coprire l’intera produzione e le vendite di veicoli negli Stati Uniti.

Il manager aveva inoltre sollevato questioni legate alla sicurezza informatica e alla privacy dei veicoli connessi. Allo stesso tempo, Farley non ha nascosto il livello raggiunto dall’industria cinese sul fronte tecnologico: da tempo indica quei produttori come concorrenti con cui Ford e le altre case occidentali devono riuscire a confrontarsi.

L’avanzata cinese e la crisi dell’auto

I numeri del mercato europeo aiutano a contestualizzare il nuovo intervento del ceo di Ford. Secondo gli ultimi dati Acea, nei primi otto mesi del 2026 nell’Unione europea sono state immatricolate 7,55 milioni di auto, il 5,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. In questo scenario stanno guadagnando terreno anche diversi marchi cinesi. Byd ha immatricolato 177.752 vetture nell’Ue tra gennaio e agosto, il 163% in più su base annua, superando le 142.165 unità di Tesla. Leapmotor ha raggiunto 62.508 vetture, con una crescita del 426,8%. Aumentano i volumi anche di Geely, Chery e Saic Motor.

La pressione della concorrenza cinese arriva inoltre in una fase complessa per l’industria europea. Volkswagen, leader del mercato Ue, sta portando avanti una profonda ristrutturazione: il ceo Oliver Blume ha definito la situazione “più che critica”, indicando una sovraccapacità di circa 500mila veicoli all’anno negli stabilimenti europei. Il gruppo ha avviato un piano di riduzione dell’organico e sta rivedendo anche il proprio portafoglio di attività: tra le ipotesi allo studio c’è anche la possibile cessione di Ducati, controllata da Audi e valutata dagli analisti circa 1,25 miliardi di euro.

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Ford compete con la Cina, ma cerca anche partnership

La posizione di Farley non si traduce però in una chiusura alle collaborazioni con l’industria cinese. Ford sta cercando di competere con questi produttori e, allo stesso tempo, di sfruttarne tecnologie e capacità produttive in alcuni mercati. “Collaboreremo con i cinesi dove non disponiamo di proprietà intellettuale, dove possiamo essere più efficienti dal punto di vista del capitale, in aree come l’Europa o il Sud-est asiatico”, ha spiegato Farley a Detroit. Il ceo ha precisato che le partnership e la competizione diretta possono procedere parallelamente.

A luglio Ford e Geely hanno annunciato una joint venture manifatturiera che prevede la produzione di veicoli del gruppo cinese nello stabilimento Ford di Valencia, in Spagna. Ford sta inoltre lavorando al suo progetto di veicolo elettrico “universale”, che dovrebbe debuttare il prossimo anno con un pickup.

L’articolo Auto cinesi, il ceo di Ford invita gli Usa alla cautela: “Per l’Europa è troppo tardi” è tratto da Forbes Italia.

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