Forbes Top Hr: cultura, retention e intelligenza artificiale ridisegnano il lavoro in Italia
L’evento Forbes Top HR a Milano ha riunito i direttori Hr che, con il loro lavoro, stanno contribuendo a ridefinire il mondo delle risorse umane in Italia. Attraverso tre panel, moderati da Antonio Ravenna, giornalista, autore, moderatore di eventi e coordinatore Tax & Legal, il confronto ha attraversato alcuni dei temi più rilevanti per il futuro delle organizzazioni: cultura aziendale, retention dei talenti, innovazione tecnologica e trasformazione del lavoro.
Dalle esperienze e dalle riflessioni condivise è emerso un messaggio comune: oggi la funzione HR non può limitarsi a gestire processi e persone, ma deve assumere un ruolo strategico nel guidare il cambiamento, avere il coraggio di mettere in discussione i modelli consolidati e mantenere al centro ciò che conta davvero: le persone.
Come è cambiato il ruolo delle Risorse Umane
Il giornalista Ravenna ha aperto con una premessa storica: dal secondo dopoguerra fino a circa il 1980, le risorse umane amministravano i lavoratori e gestivano le relazioni sindacali. Poi hanno iniziato a occuparsi dello sviluppo dei dipendenti. Oggi, ha ricordato citando il World Economic Forum, il direttore hr è un leader che guida il cambiamento, con visione del business e pensiero strategico.
Al centro del confronto anche il tema della retention, una delle sfide più urgenti per le imprese: oggi, infatti, la capacità di trattenere i talenti non dipende più soltanto dalla qualità della leadership, ma dalla possibilità di offrire un’esperienza lavorativa più ampia e significativa, capace di rispondere alle aspettative, alle motivazioni e ai bisogni delle persone.
Cosa trattiene davvero le persone? L’attaccamento alla maglia
Il primo panel, dedicato a cultura aziendale e retention, ha riunito Andrea Barbieri, hr country leader di Decathlon, Fabiana Rizzi, group chief hr officer di Nexi Group, Deborah Buttignol, managing partner di Lhh Executive Search, e Leonardo Capotosto, ceo di Funnifin.
Barbieri, in Decathlon da 27 anni, ha raccontato quanto sia forte il senso di appartenenza in azienda, alimentato dallo sport e dalla condivisione, e i numeri lo confermano: l’engagement interno si registra stabilmente all’84%. Rizzi ha spiegato che la promessa fatta ai dipendenti deve corrispondere all’esperienza reale, e in Nexi l’attrition resta sotto il 7%. Buttignol ha invitato a non scegliere i candidati per fretta o per innamoramento, ma dopo un’attenta analisi della cultura aziendale che si vuole realizzare in azienda, mentre Capotosto ha sottolineato che il benessere finanziario è un tema hr: il 40% dei lavoratori intervistati da Funnifin ha valutato di cambiare azienda per ragioni economiche, che possono essere affrontate grazie anche – e soprattutto con – un’adeguata formazione finanziaria da incorporare nel welfare aziendale.
Digital tool, human value
Il secondo panel ha messo a confronto Chiara Valdata, people director Italy & Albania di Sd Worx, Filippo Quercetti, ceo di Hub Water, Pietro Scrimieri, hr & organization director di Acquedotto Pugliese, e Simona Liguoro, hr director Italy di Nespresso.
Valdata ha spiegato che il tempo liberato dalla tecnologia va reinvestito in attività di valore, ma solo dopo aver semplificato e ridisegnato i processi. Quercetti ha portato un esempio concreto, la sostituzione dei boccioni d’acqua con impianti smart collegati alla rete idrica che, riporta, in un caso ha fatto risparmiare circa 20.000 euro l’anno. Scrimieri ha raccontato la digitalizzazione in un settore tradizionale: l’arrivo del gemello digitale di Acquedotto Pugliese, che monitora oltre 20.000 km di rete, sottolineando che l’intelligenza artificiale è un supporto e non organizza il lavoro al posto delle persone. Liguoro, in ultimo, ha parlato di inclusione, ricordando che il 62% degli intervistati in una survey condotta da Nespresso ha subito micro-aggressioni, e del Baby Leave di Nespresso, che garantisce tre mesi retribuiti al 100% a padri e seconde mamme, di cui hanno beneficiato il 100% dei neo genitori in azienda.
Il futuro del lavoro: engagement, mattering e nuove generazioni
Il terzo panel ha visto dialogare Martina Mauri, direttrice dell’Osservatorio hr innovation practice del Politecnico di Milano, e Valentina Garzia, head of hr, legal & admin di Hisense.
Secondo Mauri, solo il 15% dei lavoratori è pienamente coinvolto e appena il 9-10% dichiara di stare bene al lavoro, e la sfida dei prossimi anni sarà la crisi del “mattering”, cioè la difficoltà di percepire il senso del proprio lavoro. Garzia ha raccontato la crescita di Hisense in Italia, passata da 65 a 120 persone in soli tre anni, sottolineando che “non si crea un leader con un corso di formazione di quattro ore”. Per far dialogare le cinque generazioni in azienda, Hisense ha creato il gruppo Next Gen, composto da 13 giovani talenti.
Forbes Top Hr è stato possibile grazie al contributo degli sponsor Acqua Chiara Collection, Funnifin, Adecco, Hubwater, Cogitai, Lhh, Fiuggi e Sd Worx.
La gallery dell’evento:
Foto dei protagonisti:
L’articolo Forbes Top Hr: cultura, retention e intelligenza artificiale ridisegnano il lavoro in Italia è tratto da Forbes Italia.

































































