Questo miliardario ha lanciato una startup per creare cani da guerra geneticamente modificati

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Ben Lamm, il miliardario dietro al progetto da 11,5 miliardi di dollari per riportare in vita i mammut lanosi, ha avviato una nuova impresa per creare cani militari potenziati biologicamente, in collaborazione con Palmer Luckey di Anduril.

La nuova società, chiamata Warhound, combina tecniche avanzate di clonazione e ingegneria genetica per sviluppare la prossima generazione di cani da lavoro destinati all’impiego militare. Gli animali saranno poi dotati di dispositivi ad alta tecnologia sviluppati da Anduril, come un sistema per cani complementare a Eagle Eye, il suo visore per la realtà mista. “Il migliore amico dell’uomo merita la migliore tecnologia dell’uomo”, ha dichiarato Luckey in una nota.

La startup, che fino a oggi ha operato in modalità riservata, ha raccolto 200 milioni di dollari con una valutazione di 1,2 miliardi, in un round guidato da Shaun Maguire, partner di Sequoia. Tra gli altri investitori figurano In-Q-Tel, Ark Invest, Franklin Templeton, 8Vc, Usit, Bob Nelsen, Breyer Capital, Caz Investments, Neogenesis, Builders Vc e Lux Capital.

Come è nata l’idea di Warhound

Lamm racconta a Forbes che lui e Luckey hanno iniziato a discutere del progetto alcuni anni fa, durante un evento Moonshot organizzato da Peter Diamandis, fondatore della XPrize Foundation. Mentre si trovavano dietro le quinte, Luckey ha cominciato a fare domande sul programma di Colossal per riportare in vita il lupo terribile (dire wolf), per poi spiegare le difficoltà legate all’acquisto e all’addestramento dei cani da lavoro.

La maggior parte dei cani militari proviene dall’Europa e semplicemente non ce ne sono abbastanza per soddisfare la domanda. “Le disponibilità in Europa stanno diminuendo e [procurarseli] è oggetto di una forte competizione con gli avversari degli Stati Uniti”, spiega Lamm.

Questi cani devono poi affrontare un addestramento intensivo e hanno il 55% di probabilità di non superare i rigorosi standard militari. Almeno alcuni degli animali che non superano le selezioni vengono sottoposti a eutanasia.

Cani clonati e geneticamente potenziati

Lamm e Luckey hanno quindi deciso di selezionare i cani militari con le prestazioni migliori, clonarli e successivamente potenziarne le capacità, per esempio riducendo il rischio di displasia dell’anca o migliorando il loro olfatto.

In questo modo sperano di garantire alle forze armate e alle forze dell’ordine una disponibilità di cani in grado di completare con successo l’addestramento e di soddisfare i requisiti necessari per attività come il rilevamento di esplosivi e le operazioni di ricerca e soccorso. “Questo è il futuro fantascientifico che ci era stato promesso”, afferma Lamm.

Warhound ha già conservato nella propria biobanca le prime linee cellulari e sta iniziando a modificarne geneticamente le caratteristiche positive, spiega Lamm. L’imprenditore prevede di ottenere i primi “warhound” nei “prossimi mesi” e di impiegare operativamente il primo cane entro due anni.

Il ruolo dei cani nell’esercito americano

L’esercito statunitense ha istituito il primo corpo cinofilo, il K-9 Corps, nel 1942. Oggi il programma per i cani militari del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti comprende oltre 2.200 unità cinofile. Secondo Warhound, più dell’80% dei cani viene acquistato in Europa. Nel bilancio del 2025, l’Aeronautica militare statunitense ha indicato uno stanziamento di 45 milioni di dollari per il proprio programma dedicato ai cani militari.

Nel novembre 2025, Colossal ha acquisito Viagen, società specializzata nella clonazione animale, compresa quella dei cani. “Sappiamo molto sulla genetica canina”, afferma Lamm. Warhound potrebbe selezionare un cane dalle prestazioni particolarmente elevate, come un pastore belga Malinois che ha già portato a termine numerose missioni, e non limitarsi a clonarlo, ma migliorarne anche il patrimonio genetico.

“Nel corso della selezione dei cani per determinate caratteristiche, gli esseri umani hanno talvolta introdotto mutazioni positive e altre volte mutazioni negative”, spiega Lamm. La società potrebbe, per esempio, intervenire per eliminare le mutazioni responsabili dell’atrofia muscolare o della displasia dell’anca, oppure migliorare i geni legati all’agilità e persino alla longevità.

“Questo potrebbe trasformare radicalmente la possibilità di garantire che i cani completino l’addestramento”, sostiene Lamm. La società sta collaborando con l’American Humane Society nell’ambito dei suoi programmi.

Chi c’è dietro Warhound

Il nuovo amministratore delegato di Warhound è Dave Spirk, già consulente senior di Palantir e primo responsabile dei dati (chief data officer) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Lamm detiene una partecipazione nella società e siede nel consiglio di amministrazione. Luckey, invece, non possiede quote dell’azienda e non fa parte del consiglio.

Lamm, 44 anni, ha un patrimonio stimato di 5,7 miliardi di dollari. Ha fondato Colossal Biosciences nel 2021 insieme al genetista di Harvard George Church, con l’obiettivo di tentare di riportare in vita il mammut lanoso. Da allora Colossal ha dato vita a diverse società indipendenti, la più recente delle quali è Astromech, che utilizza l’intelligenza artificiale per prevedere i cambiamenti evolutivi e che ad agosto ha raggiunto una valutazione di 3,8 miliardi di dollari.

Luckey, 34 anni, ha accumulato la sua prima fortuna grazie alla società di realtà virtuale Oculus Vr, venduta a Facebook nel 2014 per 2 miliardi di dollari tra contanti e azioni. Oggi il suo patrimonio è stimato in 5,9 miliardi di dollari. Nel 2017 ha fondato Anduril, startup attiva nel settore della difesa, che nell’ultimo round di finanziamento, a maggio, ha raggiunto una valutazione di 61 miliardi di dollari.

Quanto costa addestrare un cane militare

La maggior parte dei cani reclutati dalle forze armate, prevalentemente pastori belgi Malinois, pastori tedeschi e Labrador retriever, proviene da allevatori di tutto il mondo. Circa il 13% nasce e viene addestrato in una base militare a San Antonio, in Texas. Secondo un articolo pubblicato da Bloomberg nel 2020, un cane può costare 9.000 dollari se acquistato da allevatori americani, oppure 5.500 dollari se proveniente dall’estero. Il costo dell’addestramento di un singolo animale può superare i 60.000 dollari.

La clonazione potrebbe teoricamente ridurre questi costi, garantendo una maggiore uniformità delle caratteristiche, spiega Joshua Morton, fondatore di Canine Tactical, che ha avviato un programma per l’impiego di cani da combattimento quando prestava servizio nei Navy Seal. Secondo le sue stime, un programma di riproduzione naturale potrebbe avere un tasso di successo di appena il 10-15% per cucciolata nella produzione di cani in grado di soddisfare gli standard delle forze armate statunitensi. I cani militari devono essere capaci di individuare con precisione droghe ed esplosivi e di mantenere la calma in presenza di colpi d’arma da fuoco e altri rumori forti.

I rischi della clonazione

Sebbene la clonazione possa “cambiare le regole del gioco”, comporta anche dei rischi, avverte Morton. Nel peggiore dei casi, spiega, la clonazione può provocare un accumulo di problemi genetici nel corso delle generazioni. Questi possono essere evidenti, come una predisposizione alle malattie, oppure più difficili da individuare, come un marcatore legato a un trauma che rende un cane possessivo, aggressivo e difficile da addestrare.

“Spero che capiscano quello che stanno facendo, altrimenti finiranno soltanto per girare in tondo”, conclude Morton.

L’articolo Questo miliardario ha lanciato una startup per creare cani da guerra geneticamente modificati è tratto da Forbes Italia.

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