Bper, utili oltre 2 miliardi e guidance rivista al rialzo. Papa: “La proposta sulle filiali Mps nel 2028”
L’occasione per Bper di acquistare le filiali di Mps, con il possibile successo dell’opas di Intesa Sanpaolo? Ad affrontare il dossier tra i più seguiti a Piazza Affari è stato oggi lo stesso numero uno di Bper, l’ad Gianni Franco Papa, nella conference call indetta per commentare i conti della banca modenese.
Conti dei nove mesi e guidance 2026
Conti positivi, che hanno indicato la crescita, nei primi nove mesi del 2026, degli utili, dei ricavi netti, delle commissioni e del margine di interesse, consentendo all’istituto di credito di rivedere al rialzo la guidance per il 2026. Il cda ha deliberato inoltre la distribuzione di un acconto sul dividendo del valore di 694 milioni, ovvero di 0,33 euro per azione. Lo stacco della cedola avverrà il prossimo 23 novembre, con data di pagamento fissata al 25 novembre.
Passando ai numeri, Bper ha annunciato di avere archiviato i primi nove mesi del 2026 con un utile netto ordinario superiore ai 2 miliardi di euro (+16,4%) e di oltre 1,9 miliardi (+12,2%) escludendo gli effetti Trs e altri di mercato.
Una crescita a doppia cifra, dunque, che ha portato la banca, come ha fatto notare Papa, a registrare “i migliori nove mesi di sempre”, e a confermarsi “ben avviata nel raggiungere le ambizioni per il 2028 delineate dalla strategia “B:Dynamic”. Papa ha segnalato che non c’è stato alcun “deterioramento del business” nonostante il contesto di incertezza geopolitica, affermando anzi che la banca è “in anticipo rispetto alla tabella di marcia per il 2027”, così come è “pienamente in linea con l’accelerazione prevista nel 2028″.
Di qui, la scelta di migliorare la guidance sul costo del rischio (CoR) e sul Cet1. Ora l’istituto prevede per il 2026 un CoR inferiore ai 35 punti, rispetto ai 40 pb precedentemente stimati e un Cet 1 superiore al 14,5%, rispetto al precedente target che indicava un valore di circa il 14,5%.
Le filiali di Mps e l’Opas di Intesa Sanpaolo
La soddisfazione per i risultati si inserisce in un momento cruciale per Bper, coinvolta nel risiko bancario che ruota attorno all’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Papa è stato così interpellato dagli analisti non soltanto sui conti, ma anche sulle tempistiche e sulle modalità dell’eventuale trasferimento a Bper delle filiali della banca senese. L’operazione rientra nell’accordo siglato tra Intesa Sanpaolo e Unipol per superare gli ostacoli antitrust legati all’Opas di Ca’ de Sass.
In caso di successo dell’offerta, Unipol acquisirebbe circa 635 filiali di Mps, destinate a essere successivamente trasferite alla controllata Bper, dando vita a una nuova entità. Di questa entità si è parlato molto negli ultimi mesi, in relazione anche al nome che potrebbe prendere e al rischio che il marchio Bper possa sparire.
Papa oggi ha riconosciuto che “l’operazione di Intesa dovrebbe avere successo” (a seguito della bocciatura, da parte degli azionisti della banca senese, della strategia difensiva messa a punto dal ceo di Mps Luigi Lovaglio)”, aggiungendo che una proposta di Unipol a Bper per il trasferimento degli sportelli di Mps potrebbe avvenire “tra il primo e il secondo trimestre del 2028”.
L’ad ha chiarito che, “al momento, non ci siamo ancora seduti al tavolo”, dal momento che “è troppo presto, anche perché il perimetro non è ancora definito, a parte il numero di sportelli”. Bper non sa infatti dove gli sportelli di Mps “sono collocati, il numero di clienti e tutto il resto”. Di conseguenza, non ci sono ancora colloqui in corso con Unipol.
LEGGI ANCHE: Intesa-Mps, Carlo Messina rilancia: “Zero rischi di integrazione e 61 miliardi agli azionisti”
Costi di integrazione e sinergie
Inoltre, a fronte del permanere di diverse incognite, non è possibile presentare cifre sugli effetti di una eventuale integrazione tra Mps e Bper: “Dal momento che non abbiamo il perimetro preciso del carve-out, è molto difficile valutare quali saranno i costi di integrazione”, mentre “le sinergie possono essere valutate unicamente nel contesto di una transazione specifica e a seguito di una due diligence approfondita, che fino ad ora non abbiamo avuto”, ha puntualizzato Papa.
Il dossier dovrebbe fare in ogni caso passi avanti, secondo il manager, “nei prossimi mesi”. Il ceo ha poi precisato quello che emerge dalla storia di Bper, ovvero la capacità dell’istituto di concludere con successo le operazioni di m&a, come dimostra la fusione per incorporazione della Popolare di Sondrio, diventata efficacia lo scorso 20 aprile: “Quello che posso dire è che abbiamo un comprovato track record di integrazioni bancarie con forti franchises e abbiamo un comprovato track record di significative sinergie messe a terra”.
Ancora: “Posso ricordare che, quando abbiamo integrato Sondrio, abbiamo avuto 400 milioni di euro di costi di integrazione; quindi, considerando la size di Monte dei Paschi rispetto alla size di Sondrio, potete fare i vostri conti”.
Anche sull’impatto sui conti di Bper del contributo che il governo Meloni ha chiesto alle banche italiane per finanziare la legge di bilancio 2027, è prematuro dare una risposta precisa: “È troppo presto per commentare, perché ancora non abbiamo il documento finale del governo. Lo stiamo aspettando e poi vedremo quali voci del bilancio saranno colpite”.
L’articolo Bper, utili oltre 2 miliardi e guidance rivista al rialzo. Papa: “La proposta sulle filiali Mps nel 2028” è tratto da Forbes Italia.
