Una startup milanese ha raccolto 4 milioni di euro per migliorare il marketing degli e-commerce con l’IA

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La startup milanese TextYess, che sviluppa software per aiutare i brand di e-commerce nelle relazioni con i clienti, ha raccolto 4 milioni di euro in un round di finanziamento guidato dall’Italian Founders Fund. La raccolta complessiva arriva così a più di 7 milioni.

La storia

TextYess è stata fondata a Milano nel 2023 da Riccardo Russo ed Edvaldo Gjonikaj. L’anno successivo ha lanciato agenti di intelligenza artificiale di retention marketing (l’insieme delle attività che un’azienda svolge per trattenere i propri clienti) su WhatsApp, che aiutano gli e-commerce a rispondere ai clienti e a consigliare prodotti. Ora sta costruendo un sistema di customer relationship management (crm) gestito in autonomia da agenti IA.

Prima di fondare TextYess, Russo, che è l’amministratore delegato, lavorava in una startup che offriva un servizio di consegna in giornata per e-commerce. In quel periodo, racconta, ha osservato come una delle principali difficoltà per il settore fosse proprio conservare i clienti. “I costi per acquisire nuovi clienti attraverso piattaforme come Meta e Google continuavano a crescere, ma gli strumenti per costruire una relazione con quelli già acquisiti erano rimasti sostanzialmente gli stessi”, ricorda. “Da lì è nata l’intuizione: se acquisire un cliente diventa sempre più costoso, diventa fondamentale riuscire a conoscerlo meglio, comunicare con lui nel modo giusto e farlo tornare ad acquistare”.

Oggi TextYess ha clienti come Ducati, Veralab e PittaRosso. “Lavorando con più di 350 brand, abbiamo capito che il vero limite non è mai stato il canale, ma il tempo per lavorarci. Le aziende sanno cosa dovrebbero inviare e a chi, però non hanno abbastanza personale per gestire tutto. Per questo stiamo costruendo entrambi: il crm e gli agenti IA che lo gestiscono al loro posto”.

Che cosa fa TextYess

La differenza rispetto ai sistemi precedenti, secondo la startup, è che i software tradizionali forniscono strumenti, ma lasciano alle imprese operazioni come la definizione degli obiettivi, la creazione dei contenuti, la revisione e l’invio. Un lavoro che aumenta di volume con la crescita dei canali e delle campagne e che costringe ad assumere nuovo personale o ad accontentarsi di messaggi generici.

L’idea di TextYess è riunire ordini, conversazioni e comportamenti di acquisto di ciascun utente. Gli agenti IA devono individuare in autonomia le opportunità, definire i segmenti di pubblico, creare campagne personalizzate e flussi automatici, tra mail, WhatsApp e sito web. L’interazione con lo store online e il catalogo permette anche di verificare la disponibilità, aggiornare i clienti sulla spedizione e gestire le richieste di reso. Gli agenti avanzano proposte che il personale umano deve poi approvare.

L’effetto sul lavoro

È un modello che tocca uno dei punti più delicati del rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro, cioè la possibile sostituzione degli operatori umani. Russo dice che sarebbe “poco realistico” negare l’impatto dell’IA su alcuni ruoli, ma sostiene di osservare soprattutto “uno spostamento del lavoro umano”. Nel caso del marketing, “moltissime persone passano una parte significativa del proprio tempo in attività operative e ripetitive: creare segmenti, configurare campagne, analizzare dati, preparare report, impostare automazioni. Sono attività necessarie, ma spesso lasciano pochissimo tempo per alzare la testa e concentrarsi su strategia, creatività, comprensione del cliente e costruzione del brand”.

L’idea di Russo è dunque che l’IA possa svolgere le attività a minore valore aggiunto e che le persone mantengano “la responsabilità di definire obiettivi, direzione, vincoli e identità del brand”. Ammette che “probabilmente serviranno team più piccoli”, ma auspica che la trasformazione porti anche “alla nascita di nuove competenze e nuovi ruoli”.

Il round

Il capitale raccolto con il nuovo round, si legge in una nota di TextYess, servirà a potenziare il prodotto e a sostenere l’espansione fuori dall’Italia. Il primo mercato straniero sarà il Regno Unito, dove la società ha già alcuni clienti.

“Crediamo che presto ogni brand e-commerce avrà alle spalle una forza lavoro IA, con un piccolo team a definire la direzione”, aggiunge Russo. “Il crm è il punto di partenza, ma lo stesso sistema e gli stessi agenti possono gestire molto altro: paid ads, search, social e sito web. Questa è la reale opportunità che abbiamo davanti”.

L’articolo Una startup milanese ha raccolto 4 milioni di euro per migliorare il marketing degli e-commerce con l’IA è tratto da Forbes Italia.

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