Webuild rilancia su Trevi e mette Icop alle strette: l’Opa sale a 5,165 euro

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Di PNA

Annuncio a sorpresa di Webuild. Il gruppo italiano leader nel mercato delle infrastrutture e dell’ingegneria ha ritoccato al rialzo il prezzo dell’Opa su Trevi, azienda finita nel mirino anche di Icop, dai precedenti 4,5 euro, a 5,165 euro per azione, per un controvalore complessivo di 47,13 milioni di euro. La decisione è stata comunicata lunedì 5 ottobre 2026, con l’azienda guidata dall’amministratore delegato Pietro Salini che ha reso noto di essere salita ulteriormente nel capitale di Trevi, dove era già presente, portando la sua quota complessiva al 18,91% del capitale sociale e dei diritti di voto.

L’accordo con Praude Asset Management

La partecipazione è cresciuta per effetto di un accordo che Webuild ha raggiunto con Praude Asset Management, avente per oggetto l’acquisto di 9.126 milioni di azioni, pari al 13,916% del capitale di Trevi, per un valore di 5,165 euro per azione.

Webuild ha acquistato da Praude le azioni Trevi a un prezzo superiore del 14,8% rispetto al precedente corrispettivo dell’Opa (di 4,5 euro per azione), decidendo di conseguenza di allineare il corrispettivo per tutti gli azionisti di Trevi che aderiranno all’offerta, inclusi quelli che hanno già consegnato i loro titoli.

L’effetto sulle azioni Trevi si è fatto subito sentire: il titolo è balzato fino a +6% durante la seduta di Piazza Affari, allineandosi al nuovo prezzo dell’Opa di Webuild.

La mossa mette Icop sotto pressione

La domanda, a questo punto, è cosa deciderà di fare Icop, che ha già rilanciato il prezzo della sua Ops alla fine di settembre, aumentando l’importo offerto del 24,1%, da 0,133 azioni Icop per ogni azione Trevi, a 0,165 azioni Icop.

Sebbene sia prematuro fare pronostici, una prima reazione alla nuova offerta di Webuild si conoscerà già nelle prossime ore.

Le due offerte di Webuild e di Icop su Trevi sono infatti già partite – la prima lo scorso 28 settembre, la seconda ancora prima, il 14 settembre – e Borsa Italiana continuerà a comunicare al mercato il numero delle adesioni degli azionisti di Trevi, rispettivamente all’Opa e all’Ops lanciate dai due offerenti.

Webuild abbassa la soglia al 50% più uno

Webuild ha intanto semplificato l’iter della propria offerta, come è emerso venerdì scorso 2 ottobre quando, nel confermare il prezzo dell’Opa su Trevi – prima di annunciare oggi l’aumento del corrispettivo – ha annunciato la scelta di ridurre la soglia dell’efficacia dell’Opa dal 66,7% previsto in precedenza al 50% più 1 dei diritti di voto.

L’azienda ha messo inoltre in evidenza le criticità che, a suo avviso, l’Ops di Icop presenterebbe, avvertendo che, con l’offerta del gruppo di Udine, gli azionisti di Trevi riceverebbero “azioni storicamente poco liquide di una società con indebitamento in aumento e con un piano che prevede una crescita superiore a quella dei propri mercati”.

La sua Opa, invece, garantirebbe “un corrispettivo certo, immediato e interamente in denaro, che non espone gli aderenti all’andamento di alcun titolo azionario”.

L’Ops di Icop è a sconto

Indubbiamente, il rilancio dell’offerta di Webuild cambia le carte in tavola per gli azionisti di Trevi, rendendo meno appetibile l’Ops di Icop che, prevedendo il pagamento in azioni, agli attuali valori di Borsa è diventata a sconto.

Considerando infatti i termini finanziari dell’offerta e il calo sofferto oggi dai titoli di Icop (-4,8% circa a 28 euro), l’Ops vale ora circa €4,62 per ogni azione Trevi. Il titolo Trevi è intanto scattato oggi fino a 5,165 euro: ciò significa che l’Ops di Icop è a sconto del 10,5%.

Alantra vede più difficile la strada per Icop

Nel commentare il dossier, in una nota ripresa da Teleborsa, gli analisti di Alantra hanno spiegato che la nuova configurazione aumenta la pressione su Icop affinché migliori i termini della propria offerta.

Alantra ha aggiunto che il rilancio dell’Opa di Webuild modifica anche la struttura dell’offerta concorrente di Icop, in quanto ora Webuild detiene il 18,91% di Trevi: una partecipazione che Alantra ritiene altamente improbabile venga conferita all’Ops di Icop.

Inoltre, Icop mantiene una soglia di adesione del 66%, mentre Webuild l’ha abbassata al 50% più 1, il che significa che, “nell’ipotesi che Webuild non conferisca la propria quota del 18,91%, per raggiungere la soglia senza rinunciarvi Icop dovrebbe ottenere l’adesione di circa l’81% delle azioni non detenute da Webuild”.

Icop deve a questo punto decidere come muoversi: il gruppo friulano si confronta ora con un’offerta cash più alta e con una soglia di adesione che, secondo Alantra, rende particolarmente impegnativa la conquista di Trevi. Per restare in corsa, l’azienda guidata dall’ad Piero Petrucco dovrà valutare, dunque, se e quanto alzare ulteriormente la posta.

L’articolo Webuild rilancia su Trevi e mette Icop alle strette: l’Opa sale a 5,165 euro è tratto da Forbes Italia.

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