La California vuole imporre una patrimoniale ai miliardari. Ecco chi pagherebbe di più
Centinaia di miliardari residenti in California potrebbero essere soggetti a una patrimoniale una tantum, con un’imposta del 5% sul loro patrimonio netto, se il provvedimento passerà alle elezioni di metà mandato di novembre. Forbes ha calcolato che anche solo i dieci miliardari più ricchi dello stato potrebbero dover versare complessivamente 31,5 miliardi di dollari, con il ceo di Meta, Mark Zuckerberg, in testa alla classifica.
I fatti principali
- Forbes ha stimato quanto dovrebbero pagare le dieci persone più ricche della California, partendo dal loro patrimonio nella classifica Real-Time Billionaires alla mattina del 27 ottobre e sottraendo il valore dei beni immobili, che non rientrano nel calcolo dell’imposta.
- Mark Zuckerberg (imposta stimata: 10,9 miliardi di dollari): il ceo di Meta è ora la persona più ricca dello stato, dopo che altri grandi miliardari, come i cofondatori di Google Sergey Brin e Larry Page, se ne sono andati. Zuckerberg, però, dovrebbe restare, grazie a un accordo raggiunto con il consiglio di amministrazione di Meta: l’azienda ha introdotto una nuova classe di azioni che il ceo potrà vendere per pagare l’imposta sul suo patrimonio di oltre 200 miliardi di dollari, e in cambio lui non lascerà lo stato.
- Jensen Huang (imposta stimata: 9,5 miliardi di dollari): il ceo di Nvidia, a cui Forbes attribuisce un patrimonio di oltre 170 miliardi di dollari, si è in realtà espresso a favore della patrimoniale. Ha dichiarato alla Cbs di “non avere problemi a pagare le tasse”, sostenendo che poterle pagare sia un “privilegio” e aggiungendo: “Non ho paura di pagare le tasse. Ho paura solo di essere povero”.
- Eric Schmidt (imposta stimata: 1,8 miliardi di dollari): l’ex ceo di Google, che potrebbe dover sborsare quasi 2 miliardi dei suoi oltre 30 miliardi di patrimonio, è stato uno dei principali oppositori dell’imposta. Insieme a Brin è tra i miliardari che hanno speso di più per contrastarla: ha donato circa 40 milioni di dollari a un comitato di azione politica (pac) che combatte il provvedimento.
- I miliardari successivi per importo che dovrebbero versare con questa imposta, ma che non si sono espressi pubblicamente in merito, sono il cofondatore di Broadcom Henry Samueli (imposta stimata: 1,6 miliardi di dollari), il fondatore e ceo di Ubiquiti Robert Pera (1,5 miliardi), il cofondatore e ceo di Kingston Technology John Tu (1,4 miliardi), il cofondatore e coo di Kingston Technology David Sun (1,4 miliardi), il cofondatore e presidente di OpenAI Greg Brockman (1,3 miliardi) – che ha investito milioni nelle elezioni di metà mandato, ma non su questo tema – e il fondatore e ceo di Figure Brett Adcock (1,2 miliardi).
- John Doerr (imposta stimata: 1,1 miliardi di dollari): il venture capitalist, decima persona più ricca della California, ha a sua volta speso finora circa 40 milioni di dollari per opporsi alla patrimoniale, secondo i dati sui finanziamenti elettorali raccolti dal New York Times. Rischia di dover versare almeno 1 miliardo su circa 20 miliardi di patrimonio.
Il calcolo
Le stime sono fatte usando le valutazioni di Forbes delle fortune dei principali miliardari della California. Ci sono però alcune differenze tra il modo in cui Forbes calcola i patrimoni e quello in cui lo stato li calcola ai fini dell’imposta. Di conseguenza, gli importi effettivamente versati potrebbero discostarsi da quanto riportato sopra. Per esempio, detenere beni in determinati tipi di trust potrebbe ridurre il patrimonio di un miliardario ai fini dell’imposta; inoltre Forbes valuta le attività private in base alla migliore stima del loro valore di mercato, mentre l’imposta prevede un metodo diverso, che per alcuni miliardari potrebbe portare a valutazioni più alte o più basse.
Che cosa aspettarsi
Resta da vedere se l’imposta passerà davvero alle elezioni di metà mandato, dato che miliardari come Schmidt e Brin hanno speso milioni per contrastarla. Un sondaggio pubblicato giovedì dall’Università di Berkeley e dal Los Angeles Times ha rilevato che il 50% degli elettori probabili intende ora votare contro il provvedimento, mentre il 42% è a favore e l’8% è indeciso. Si tratta di un calo notevole rispetto a sole sei settimane fa, quando una risicata maggioranza era favorevole all’imposta, sottolinea il Times. Anche se l’imposta dovesse passare, però, sulla scheda elettorale californiana ci sono altri provvedimenti che, se approvati a loro volta, potrebbero di fatto annullarla. Tali misure potrebbero vietare le esenzioni previste dal provvedimento sulla patrimoniale o imporre un divieto totale delle imposte patrimoniali. Tra le tre misure, note come Proposition 40, 41 e 42, passerà quella che otterrà più voti favorevoli: ciò significa che, anche se la patrimoniale, la Proposition 40, ottenesse la maggioranza dei voti, potrebbe comunque essere annullata se un’altra misura risultasse più popolare.
L’Ipo di Anthropic
Un fattore che potrebbe cambiare la classifica dei maggiori contribuenti è l’imminente quotazione in Borsa di Anthropic, che ha depositato la richiesta di offerta pubblica iniziale pochi giorni fa. Ora che l’azienda è privata, Forbes valuta il patrimonio del ceo, Dario Amodei, e quello della sorella, Daniela Amodei, cofondatrice e presidente , circa 13 miliardi di dollari. Questo significa che, se il provvedimento passasse, ognuno dovrebbe pagare circa 680 milioni di dollari di imposta. La quotazione di Anthropic potrebbe tuttavia aumentare sensibilmente i loro patrimoni: sebbene il prezzo dell’Ipo non sia ancora stato definito, secondo le indiscrezioni la società verrà probabilmente valutata in una fascia tale da portare il patrimonio di ciascuno degli Amodei oltre i 20 miliardi di dollari. Ciascuno dovrebbe probabilmente versare, quindi, almeno 1 miliardo di imposta.
Un dato sorprendente
Se passasse, l’imposta farebbe incassare almeno decine di miliardi dai residenti più ricchi della California, ma, secondo alcune ricerche, il costo della fuga di altri miliardari dallo stato potrebbe annullare questi guadagni. Un working paper di ricercatori della Stanford University, pubblicato dal National Bureau of Economic Research, ha rilevato che le imposte sul reddito perse a causa dei miliardari che lasciano lo stato supererebbero con ogni probabilità il gettito generato dall’imposta una tantum. Utilizzando le valutazioni di Forbes, lo studio ha rilevato che, su 100mila possibili scenari analizzati, l’85% dei risultati produrrebbe un gettito negativo per lo stato.
L’articolo La California vuole imporre una patrimoniale ai miliardari. Ecco chi pagherebbe di più è tratto da Forbes Italia.
