Over 55, quali sono le 30 migliori aziende in Italia in cui lavorare
Il mercato del lavoro italiano invecchia, le persone senior restano attive più a lungo e il ricambio generazionale è più lento. In questo scenario, valorizzare l’esperienza degli over 55 e favorire il passaggio delle competenze tra generazioni sono sfide sempre più strategiche per le imprese.
L’edizione 2026 del ranking Best Workplaces for Senior, stilata da Great Place to Work Italia ascoltando oltre 6mila collaboratori over 55, individua le 30 organizzazioni che le stanno affrontando meglio. “Queste organizzazioni hanno saputo interpretare, prima e meglio delle altre, i trend demografici e tecnologici che stanno cambiando il mondo del lavoro, attuando delle strategie reali”, dichiara Alessandro Zollo, ceo di Great Place to Work Italia.
La fiducia nelle aziende best
Nei 30 migliori ambienti di lavoro per i senior il Trust Index medio, l’indicatore che misura il clima di fiducia interno sulla base di credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, è dell’85%. Il dato è superiore di 12 punti percentuali a quello delle aziende certificate Great Place to Work (73%) e di 40 punti alla norma italiana (45%), calcolata sui principali indicatori Great Place to Work tramite il report European Workforce Study.
Il ranking premia 30 realtà, 15 con meno di 500 collaboratori e 15 con più di 500, sentendo 6.026 lavoratori senior. Provengono da settori molto diversi, dall’IT ai servizi finanziari e assicurativi, dalla manifattura alla farmaceutica: l’eccellenza nell’esperienza dei senior non dipende da un unico contesto produttivo. Tra le 15 aziende sotto i 500 collaboratori, l’IT pesa per il 33% e biotecnologie e farmaceutica per il 27%, seguiti da trasporti, telecomunicazioni, manifattura e produzione (7%) e da servizi finanziari, assicurazioni e agricoltura (6%). Tra le 15 con più di 500 collaboratori, manifattura e produzione e servizi finanziari e assicurazioni valgono il 20% ciascuno, biotecnologie e farmaceutica, IT e ospitalità il 13%, servizi professionali, trasporti e assistenza sanitaria il 7%.
Il contesto demografico
Secondo l’Istat, l’età media della popolazione italiana è salita a 47,1 anni nel 2026, potrebbe arrivare a 48 nel 2030 e superare i 51 nel 2050. Gli over 65 sono circa 14,82 milioni, la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) è scesa a 37,27 milioni e i giovani fino a 14 anni sono solo l’11,6% del totale.
Cresce intanto la partecipazione al lavoro dei senior, soprattutto delle donne. Dal bollettino Cnel-Istat di settembre risulta che gli occupati tra i 50 e i 64 anni sono 9,6 milioni, circa il 39% dei lavoratori attivi, e il loro tasso di occupazione è salito di quasi 2 punti rispetto al 2025. Per le donne della stessa fascia l’aumento è di 2,2 punti, con un tasso del 58,5%. Dal 2004 il tasso di occupazione dei 50-64enni è cresciuto di oltre 26 punti. Nel secondo trimestre 2026 gli occupati tra i 50 e i 64 anni sono aumentati di 327mila unità in un anno, mentre sono diminuiti nelle fasce 15-24 e 35-49 anni. Il ricambio generazionale diventa così una delle principali sfide per le imprese, che hanno meno giovani a disposizione e più collaboratori senior.
Competenza, integrità, cura e accoglienza
Rispetto agli over 55 delle altre aziende certificate e alla norma, il vantaggio delle best workplaces emerge soprattutto su quattro aree. La competenza arriva all’86%, contro il 79% delle realtà certificate e il 43% della norma senior. I senior riconoscono competenza gestionale, coordinamento, chiarezza degli obiettivi, responsabilizzazione e libertà di lavorare bene senza un controllo continuo.
L’integrità è all’87%, contro l’82% delle certificate e il 47% della norma. Alla fiducia si accompagna la percezione di una leadership coerente, che mantiene le promesse e rappresenta concretamente i valori aziendali.
La cura raggiunge l’86%, contro l’82% e il 46% della norma. La sicurezza fisica è solo una parte dell’esperienza: le differenze si vedono soprattutto su benessere psicologico, equilibrio tra lavoro e vita privata e interesse dei responsabili per la persona.
L’accoglienza è all’85%, contro l’80% delle certificate e il 42% della norma. I senior continuano a sentirsi parte dell’organizzazione anche nei momenti di cambiamento.
Le parole di Zollo
“Siamo molto orgogliosi dei risultati di questa nuova edizione del ranking – dichiara Alessandro Zollo – che conferma come la valorizzazione dell’esperienza non sia solo un tema di inclusione generazionale, ma una vera leva strategica per i migliori ambienti di lavoro italiani. Oggi gli over 55 rappresentano circa un quarto (25%) della popolazione attiva in età lavorativa, nel 2050 saranno circa il 28% e nel 2080 più di un terzo (35%). Le aziende che guidano questa classifica valorizzano l’esperienza dei senior e prendono sul serio i cambiamenti demografici e occupazionali in atto”.
“L’innalzamento dell’età pensionabile prolunga la permanenza al lavoro e il calo delle nascite riduce il numero di giovani che entrano nel mercato. Il rischio è che tra un quarto di secolo un terzo della popolazione in età lavorativa sia over 55, proprio mentre è in corso una transizione tecnologica senza precedenti. Non è quindi solo una questione di cura, diversity o fiducia: le aziende devono saper leggere i dati demografici e tecnologici e sviluppare una strategia adeguata”.
Le 30 migliori aziende
Tra le aziende fino a 499 collaboratori, al primo posto c’è PTC, società tecnologica globale specializzata in software per l’industria. Al secondo Allianz Technology, fornitore di servizi IT per le 12 entità operative di Allianz Italia, e al terzo Fenix Pharma, azienda farmaceutica attiva anche in nutraceutici e dispositivi medici. Seguono Bristol-Myers Squibb (biotecnologie e prodotti farmaceutici), Everpure (IT), Belden (manifattura e produzione), Novidis (IT), Laboratoires SVR (health care), Wide Group (servizi finanziari e assicurazioni), Biogen (biotecnologie e prodotti farmaceutici), Vianova (telecomunicazioni), Buona Società Benefit (biotecnologie e prodotti farmaceutici), Timac Agro (agricoltura), Formula (IT) e D’Amico Società di Navigazione (trasporti).
Tra le organizzazioni con oltre 500 collaboratori vince Cisco, leader mondiale delle tecnologie di connessione e collaborazione, davanti a Hilton, leader mondiale dell’ospitalità, e ad Allianz Group, tra i maggiori gruppi al mondo nell’assicurazione e nell’asset management. Seguono Micron Semiconductor Italia (manifattura e produzione), AbbVie (biotecnologie e prodotti farmaceutici), Mondelēz International (manifattura e produzione), TP (servizi professionali), DHL (trasporti), Bluserena Hotels & Resorts (ospitalità), Reale Group (servizi finanziari e assicurazioni), Gruppo Sapio (manifattura e produzione), Siemens Healthineers (health care), Eli Lilly (biotecnologie e prodotti farmaceutici), Esprinet (IT) e Gruppo Sella (servizi finanziari e assicurazioni).
Fidelizzazione e rischio fuga
Nelle organizzazioni best l’88% dei senior è ambassador dell’azienda, contro il 42% della norma e l’82% delle altre realtà certificate. Il tema, quindi, non è solo trattenere le persone, ma mantenere nel tempo un legame positivo con il luogo di lavoro.
Solo il 5% degli over 55 delle best è a rischio fuga, contro il 34% della norma italiana, e solo il 4% potrebbe adottare il quiet quitting (fare lo stretto indispensabile, rifiutare straordinari, progetti extra e nuove responsabilità), contro il 17% della norma.
Dai commenti positivi dei senior emergono quattro vantaggi distintivi rispetto alla norma italiana: maggiore appartenenza (12,2% contro 5,3%), più opportunità di sviluppo legate a formazione e innovazione (7,7% contro 3,4%), più fiducia e ascolto (6,7% contro 3,1%) e maggior valore dato all’esperienza (4,7% contro 1,2%). Elementi che descrivono un rapporto con l’organizzazione ancora attivo e orientato al contributo.
L’articolo Over 55, quali sono le 30 migliori aziende in Italia in cui lavorare è tratto da Forbes Italia.
