Da Altman a Musk, i miliardari arrivano al cinema. E scoppiano le polemiche
Alcuni dei più potenti magnati della tecnologia al mondo, tra cui Elon Musk, Mark Zuckerberg e Sam Altman, arrivano sul grande schermo questo autunno, sia in documentari sia in film di finzione. Ma nonostante le recensioni positive della critica, le reazioni dei miliardari protagonisti delle storie raccontate vanno dal silenzio alle accuse di aver realizzato opere denigratorie.
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I fatti principali
- La stagione autunnale dei film dedicati ai miliardari prende il via questo fine settimana con Musk, un documentario di quasi quattro ore sull’uomo più ricco del mondo, il miliardario di Tesla e SpaceXAI Elon Musk, diretto dal premio Oscar Alex Gibney.
- Sempre questo fine settimana arriva nelle sale The Social Reckoning, sequel del film del 2010 The Social Network, in cui Jeremy Strong interpreta Zuckerberg mentre Meta affronta le conseguenze delle rivelazioni di un informatore interno, che hanno dimostrato come l’azienda fosse a conoscenza degli effetti dannosi delle proprie piattaforme social.
- Il prossimo fine settimana uscirà invece You Can See Everything, un documentario del comico Nathan Fielder dedicato a Elizabeth Holmes, fondatrice di Theranos e condannata per frode. Un tempo miliardaria, Holmes ha visto crollare la sua azienda biotecnologica sotto il peso di una tecnologia difettosa, cause legali e indagini.
- Diversi miliardari della tecnologia, tra cui Musk e Altman, saranno inoltre rappresentati in Artificial, un film che racconta la destituzione di Altman dalla carica di amministratore delegato di OpenAI nel 2023, durata pochi giorni.
Come ha reagito la critica ai film sui miliardari di questo autunno?
Per la maggior parte, in modo estremamente positivo. I due documentari, Musk e You Can See Everything, vantano entrambi un punteggio perfetto del 100% su Rotten Tomatoes, con oltre 20 recensioni ciascuno.
Una recensione dell’Hollywood Reporter ha definito Musk un “colpo di genio creativo”, che ritrae il magnate della tecnologia come un “megalomane dichiarato” e che “lascerà molti spettatori raggelati”.
Artificial, presentato in anteprima all’inizio della settimana al New York Film Festival, ha ottenuto un ottimo punteggio del 95% su Rotten Tomatoes, sulla base delle prime 16 recensioni.
The Social Reckoning, invece, ha ricevuto giudizi più contrastanti, fermandosi al 56% su Rotten Tomatoes sulla base di 178 recensioni. Un risultato inferiore sia a quello degli altri film sui miliardari usciti quest’anno sia a quello del suo predecessore, The Social Network, che aveva ottenuto il 96% prima di conquistare diversi Oscar.
Come ha reagito Musk al documentario?
Musk è stato un critico feroce e assiduo del documentario Musk. In almeno una dozzina di post su X ha rivolto numerosi insulti al regista Gibney, definendolo un “complottista squilibrato“, “feccia della peggior specie”, un “essere umano orribile“, un “vecchio rancoroso che ha perso il contatto con la realtà da molto tempo”, uno “stronzo fino al midollo” e un “idiota” completamente “privo di integrità“.
Musk ha contestato la scelta delle persone intervistate da Gibney, tra cui figurerebbero il padre Errol, con cui ha interrotto i rapporti, l’ex compagna Ashley St. Clair e l’ex moglie Justine Musk.
“Gibney ha semplicemente messo insieme una lista di persone che o hanno un conto in sospeso con me o non mi conoscono nemmeno (ma hanno comunque un conto in sospeso)”, ha scritto Musk in un post il mese scorso, definendo inoltre il film un’opera realizzata per screditarlo. Dopo che Musk ha minacciato un’azione legale, Gibney ha dichiarato di averlo contattato, senza però ricevere alcuna risposta.
Come ha reagito Altman ad Artificial?
Altman ha criticato Artificial in un’intervista a Vanity Fair rilasciata all’inizio della settimana. “Non credo che puntino all’accuratezza”, ha dichiarato Altman rispondendo a una domanda su quella che sembra essere una rappresentazione “cupa” della sua persona. “Voglio dire, stanno cercando di fare un bel film e forse lo sarà”, ha aggiunto Altman, precisando però: “Non sarà una rappresentazione accurata”.
Altman ha raccontato di aver visto il trailer del film e ha negato di possedere un bunker pieno di armi da fuoco, come viene mostrato nel filmato. “Questo è un esempio di inesattezza”, ha affermato, pur riconoscendo che l’attore Andrew Garfield è riuscito a riprodurre perfettamente il suo modo di camminare.
Altman ha dichiarato di non aver parlato con Garfield, ma ha raccontato che una mattina la produzione ha girato alcune scene fuori dalla sua abitazione e che i due, l’Altman reale e quello cinematografico, si sono salutati con un cenno della mano.
La reazione di Zuckerberg e Holmes
Zuckerberg non ha commentato pubblicamente la sua rappresentazione in The Social Reckoning (Forbes ha contattato Meta per un commento). Strong ha raccontato a GQ di aver inviato un’email al miliardario di Meta dopo aver accettato il ruolo nel film e di aver ricevuto una risposta, ma ha preferito non rivelare che cosa gli abbia scritto Zuckerberg.
In passato, Zuckerberg aveva già criticato The Social Network, dichiarando nel 2014 che il film aveva “inventato un sacco di cose che ho trovato piuttosto offensive”.
Holmes, dal canto suo, ha partecipato volontariamente a You Can See Everything, arrivando a invitare Fielder a vivere nella sua casa prima di iniziare a scontare la pena in una prigione federale.
Le stime di Forbes sui patrimoni dei miliardari
Secondo le stime di Forbes, i miliardari che sappiamo essere rappresentati nei film in uscita questo autunno possiedono complessivamente un patrimonio di circa 1.300 miliardi di dollari.
In testa c’è Musk, l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato di 1.000 miliardi di dollari, il primo e unico trillionaire al mondo, grazie soprattutto alle sue partecipazioni in Tesla e SpaceXAI. Zuckerberg, sesta persona più ricca del mondo, possiede un patrimonio di 246,4 miliardi di dollari, grazie a una partecipazione del 13% in Meta.
Oltre a Musk, almeno altri quattro miliardari dell’intelligenza artificiale sono rappresentati in Artificial: il presidente e cofondatore di OpenAI Greg Brockman, con un patrimonio di 25,5 miliardi di dollari; il cofondatore di OpenAI Ilya Sutskever, con 7 miliardi; Altman, con 3,3 miliardi; e l’amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei, con 15,5 miliardi.
Holmes, al culmine della sua fortuna, possedeva un patrimonio di 4,5 miliardi di dollari, grazie alla sua partecipazione del 50% in Theranos, società che Forbes aveva stimato valere 9 miliardi di dollari. Ma dopo l’emergere delle accuse secondo cui la tecnologia di Theranos non funzionava e l’avvio delle successive indagini, il patrimonio netto di Holmes è stato rivisto a zero.
L’articolo Da Altman a Musk, i miliardari arrivano al cinema. E scoppiano le polemiche è tratto da Forbes Italia.
