Volkswagen punta sulle elettriche europee per rispondere all’avanzata cinese
“L’Europa per noi non è un mercato, è la nostra casa, la nostra culla”. Con queste parole Oliver Blume, amministratore delegato di Volkswagen, ha aperto a Parigi la presentazione della strategia europea del gruppo, intitolata “Per l’Europa”. Accanto al programma di trasformazione globale, Volkswagen punta sulle auto elettriche urbane sviluppate e prodotte nel continente.
Il gruppo vuole ridurre la complessità di prodotti, processi e strutture, accelerare le decisioni e concentrare gli investimenti sui segmenti che generano più valore. L’obiettivo è rafforzare la base industriale e tecnologica europea, con prodotti fatti in Europa per l’Europa.
La crisi di Volkswagen
La presentazione arriva con i risultati del terzo trimestre dell’anno. Volkswagen ha comunicato un calo del 14,3% delle consegne globali nel terzo trimestre, penalizzate dalla diminuzione della domanda in Cina. Nel Paese le consegne sono scese del 38,5%. In Nord America la flessione è stata del 5,8%, nell’Europa occidentale del 2,8%.
Il gruppo in generale sta affrontando una forte crisi. Ad agosto Blume ha definito la situazione “più che critica”: in Europa la domanda è in calo e gli impianti hanno una sovraccapacità stimata in circa 500mila veicoli l’anno. Sono a rischio gli stabilimenti di Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm, mentre è stata raggiunta un’intesa preliminare per lo stabilimento di Osnabrück al fondo israeliano Aurelius Capital. La fabbrica sarà riconvertita in un polo tecnologico per sicurezza e difesa.
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La concorrenza cinese
Intanto i marchi cinesi, come Byd e Leapmotor, guadagnano clienti in Europa dopo la guerra dei prezzi sull’elettrico, e gli investitori chiedono al gruppo di dimostrare che il rilancio non si ferma ai tagli ma passa da prodotti e software. Per questo Blume ha sostenuto le norme europee e ha accolto con favore l’accordo tra Ue e Cina sulle importazioni di ibride cinesi.
“Chi vende qui dovrebbe competere in condizioni comparabili e creare posti di lavoro e valore anche qui, in Europa”, ha dichiarato Blume durante l’evento. Per Werner Tietz, responsabile della Ricerca e sviluppo, la famiglia di auto urbane è l’esempio di come il gruppo intende lavorare: tecnologie condivise dove creano valore, differenziazione dove i clienti la percepiscono.
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L’accordo tra Ue e Cina
Unione europea e Cina hanno raggiunto un’intesa sul commercio di auto ibride, in conformità con le regole. L’accordo è stato annunciato venerdì 9 ottobre, al termine della seconda riunione delle consultazioni su commercio e investimenti tenuta a Pechino tra il ministro Wang Wentao e il commissario europeo Maroš Šefčovič. La dichiarazione congiunta non ne indicava i termini, ma ora emergono i primi dettagli.
Secondo Bloomberg, che cita un documento di cui ha preso visione, l’Ue limiterà le importazioni di ibride cinesi a 350mila auto all’anno, con una misura di salvaguardia che potrebbe entrare in vigore già dal primo dicembre. Il tetto si applicherà al primo anno di validità e salirà del 6% annuo dal secondo.
Le misure avranno una durata di quattro anni, durante i quali entrambi i Paesi si impegneranno a rispettare le norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
L’articolo Volkswagen punta sulle elettriche europee per rispondere all’avanzata cinese è tratto da Forbes Italia.
